08.08.06
Rudy, l’evangelese e la corsa alla Casa Bianca 2008
Rudy Giuliani alza le braccia al cielo e racconta con toni profetici come l’11 settembre 2001, in mezzo al caos, trovo’ la forza di reagire e riscopri’ se stesso. La platea di un’arena sportiva dell’Iowa, stipata fino all’ultimo posto, esplode in un applauso commosso. La corsa alla Casa Bianca nel 2008 e’ gia’ cominciata, in modo insolito: con un gruppo di p
ossibili protagonisti impegnati a parlare una nuova lingua, l’evangelese.
La scena si ripete nel Midwest degli Usa, nel cuore degli stati-roccaforte del voto repubblicano. Giuliani alla ricerca di una trasformazione – da ruvido ex sindaco newyorchese a predicatore capace di catturare i cristiani ‘rinati’ d’America – e’ il segnale di un cammino intrapreso da molti candidati presidente ancora in pectore. Dal ’sindaco d’America’ alla senatrice Hillary Clinton, i possibili protagonisti della corsa alla successione di George W.Bush sono impegnati a riposizionarsi, per intercettare la massa di elettori che decidono sulla base di ‘valori e carattere’. Il segreto, secondo gli esperti, e’ riuscire a imparare a dialogare con le folle usando una terminologia che attinge al lessico evangelico ed e’ ricca di toni ispirati, ribattezzata evangelese.
Il 2008 e’ lontano, gli Stati Uniti sono ancora impegnati nel cammino d’avvicinamento alle elezioni di Midterm del prossimo novembre, quando verranno rinnovati la Camera e un terzo del Senato. Quello odierno, per esempio, e’ stato un martedi’ di primarie in cinque stati, con l’attenzione concentrata sul Connecticut per la lotta per la sopravvivenza (politica) dell’ex candidato presidenziale democratico Joe Lieberman. Ma la campagna per la presidenza in realta’ e’ gia’ in pieno movimento e dopo il voto di novembre arriveranno le prime candidature ufficiali.
Uno dei percorsi piu’ insoliti, nella marcia d’avvicinamento al voto del 2008, e’ quello seguito da Giuliani. L’ex sindaco repubblicano e’ un italoamericano cattolico con due divorzi alle spalle e posizioni su una serie di temi piu’ vicine a un collega di partito anomalo come Arnold Schwarzenegger, che non a Bush. Il suo essere a favore dell’aborto o dei matrimoni gay, per esempio, viene ritenuto un ostacolo insormontabile per una campagna nazionale. Il suo carattere brusco, forgiato nelle strade di New York, e’ considerato non in sintonia con le abitudini e i ritmi del Midwest.
Eppure Giuliani, per lo stupore di molti osservatori, si sta ridisegnando. Lo strumento che ha scelto sono una serie di seminari ‘motivazionali’ che lo stanno portando in molteplici localita’ dell’America profonda. Una recente tappa in Iowa, analizzata nei dettagli dalla rivista The Atlantic Monthly, e’ un esempio significativo.
A Des Moines, la capitale dello stato dove nel 2008 avverra’ il primo voto del 2008 – come vuole la tradizione delle primarie -, Giuliani e’ riuscito a scatenare in cori da stadio (”Ru-dy, Ru-dy!”) le 18.000 persone riunite nella Wells Fargo Arena per una tappa del tour ‘Get Motivated’. Si tratta di una serie di conferenze che puntano a offrire ricette per la vita o il lavoro, non necessariamente indicazioni politiche. Sul palco di Des Moines, per esempio, Giuliani era affiancato dal miliardario Steve Forbes che parlava di Wall Street e dall’ex pugile George Foreman che raccontava la sua riscoperta della fede.
L’ex sindaco non ha mai nominato Dio, ne’ le elezioni presidenziali e ha parlato invece di leadership. Ma la modalita’ con cui parla alle platee da tutto esaurito in giro negli Usa, sono quelle che gli esperti ritengono ideali per puntare agli elettori che tengono ai valori. Se la base cristiana evangelica ‘dura’ rappresenta uno zoccolo del 13% dell’elettorato americano, secondo le stime, c’e’ una fetta assai piu’ vasta che oggi viene cataloga come ‘values voters’ e che e’ la vera preda a cui puntano i candidati. Lo sanno bene anche gli strateghi della Clinton, che hanno organizzato per lei raffiche di eventi mirati a un pubblico moderato e attento ai valori religiosi.
Si tratta di un elettorato che ama le storie di rinascita e di nuovo inizio in mezzo alle difficolta’, lo stesso mondo che negli anni scorsi ha accolto con simpatia i racconti di come Bush, a 40 anni, avesse rinunciato all’alcool e cambiato vita seguendo il predicatore Billy Graham.
Giuliani, raccontando il suo 11 settembre e improvvisandosi predicatore, secondo molti osservatori sta toccando le corde giuste – ottimismo, ispirazione, guidare con l’esempio – per superare l’handicap delle proprie idee politiche. ”Si vede che ha un dono speciale per connettersi con la platea”, ha detto Peter Lowe, l’organizzatore della serie ‘Get Motivated’, che ha avuto come relatori personaggi del calibro di Bill Clinton, Mikhail Gorbaciov o Colin Powell, ma ritiene che Giuliani sia tra i migliori in assoluto.
Per il sondaggista repubblicano Frank Luntz, l’ex sindaco assomiglia sempre piu’ ”a un nuovo Reagan, ma piu’ concentrato sui risultati: e la gente e’ pronta a votare persone con cui non e’ d’accordo, se vede carattere. Sono alla disperata ricerca di qualcuno che sollevi i loro spiriti”.

Dimenticato said,
August 31, 2006 at
Oggi sarebbe il 3|0gDay…
Beh, sei uno dei miei cinque link.
Complimenti per il blog!