24.09.06
Il Vermont secessionista sogna la Svizzera
Sognano la Svizzera, e non solo perche’ sono cresciuti nella zona piu’ ‘alpina’ d’America, tra boschi, montagne e allevamenti. Sono guidati da un professore cresciuto al caldo del Golfo del Messico e poi convertito da una vacanza in Alto Adige. Sono i secessionisti del Vermont, che di fronte al malcontento per le scelte di Washington propongono una soluzione drastica: proclamare l’indipendenza dagli Usa. […]
‘’Non c’e’ da chiedersi ’se’ accadra’, la domanda e’ solo ‘quando”’, proclama con fiducia Thomas Naylor, il leader del movimento, che in questi giorni gira con 150 seguaci lo stato per cercare di incitare alla secessione. Nelle fiere di paese, in mezzo a venditori di formaggio di capra e al celebre sciroppo d’acero locale, Naylor e i suoi ‘ribelli’ si presentano a distribuire materiale di propaganda che esorta a dar vita alla Seconda Repubblica del Vermont.
La prima risale al 1777, quando il piccolo stato dichiaro’ la sua indipendenza, per poi unirsi all’Unione nel 1791. Un passo che ora viene criticato da un certo numero di residenti, tra i 600 mila abitanti dello stato del New England. ‘’Il Vermont dovrebbe scegliere la secessione'’, sostiene il deputato locale George Cross, un democratico e uno dei pochi politici ad appoggiare per ora l’idea. ‘’Non penso sia una cosa pratica da fare - ha ammesso - ma ci sono certamente nel mondo stati che sono piu’ piccoli del Vermont'’.
Il modello che piace ai secessionisti e’ la Svizzera. Il loro sogno e’ un Vermont indipendente e neutrale, incastonato tra Stati Uniti e Canada, capace finalmente di scegliere una linea politica e un sistema economico deciso dai propri residenti. Del resto, lo stato e’ celebre per essere una culla di dissidenti, che si sentono particolarmente scoraggiati nell’epoca di George W.Bush. Su un gran numero di temi, dall’effetto serra alla guerra in Iraq, dalla globalizzazione alla ‘’tirannia delle multinazionali'’, in Vermont gli umori sono lontani anni luce dalla Washington repubblicana.
Per qualche tempo lo stato aveva sperato di portare la propria visione del mondo fin dentro la Casa Bianca: l’ex governatore del Vermont, Howard Dean, nel 2004 ha tentato invano la scalata alla nomination democratica, perdendo contro John Kerry (Dean e’ ora il presidente del Partito democratico). In passato, dalle foreste del Vermont erano partiti per la capitale due presidenti, Chester Alan Arthur (1881-1885) e Calvin Coolidge (1923-1929), entrambi considerati storicamente figure di secondo piano.
Naylor, l’insolito leader dei secessionisti, e’ un uomo d’affari che si e’ arricchito anni fa con una societa’ di software, poi e’ diventato professore di economia e quindi scrittore, con libri di scarso successo come ‘Downsizing the Usa’, nel quale proponeva una pacifica dissoluzione dell’Unione. Cresciuto in Mississippi, si e’ innamorato delle montagne - e dello spirito indipendente di chi le abita - nel 1992, durante una vacanza di famiglia in Alto Adige e Austria, dopo la quale decise di trasferirsi in Vermont.
Guardando al passato, i tentativi di secessione negli Usa, come quello del Sud che porto’ alla Guerra Civile, non sono certo rassicuranti. Ma Naylor sostiene che abbandonare l’Unione sia ‘’un atto lecito sul piano costituzionale: e’ solo un problema di volonta’ politica, la volonta’ del popolo del Vermont contro quella del governo di fermarci'’.
Il popolo del Vermont, in realta’, per ora non sembra esprimere con particolare forza il desiderio di distaccarsi dal resto del paese. Secondo un sondaggio dell’Universita’ del Vermont, tra gli abitanti dello stato solo l’8% e’ a favore della secessione.
