22.10.06
Nino e Sam, gli ‘Italians’ della Corte Suprema
Uno ha portato con sé nella Corte Suprema degli Stati Uniti le proprie origini siciliane, l’altro le radici calabresi. “Nonostante cio’, andiamo molto d’accordo”, dicono sorridendo. Antonin Scalia e Samuel Alito, due dei nove membri del massimo organo giudiziario americano, si sono scambiati battute e frecciate amichevoli in una serie di eventi legati alle annuali celebrazioni a Washington della Niaf, una delle maggiori organizzazioni degli italoamericani. […]
Alito, nominato lo scorso anno dal presidente George W.Bush, ha raddoppiato la pattuglia ‘italiana’ alla Corte Suprema affiancandosi ai piu’ anziano Scalia (nominato da Ronald Reagan) e il Gala della Niaf ha celebrato l’evento portando sul palco entrambi i giudici. “Sono contento che d’ora in poi ci sia lui a dividere con me il compito di dover presenziare agli eventi degli italoamericani…”, ha detto Scalia nel consegnare un premio alla carriera al collega Alito, di fronte alla platea della National Italian American Foundation.
E’ la prima volta nella storia che la Corte Suprema si ritrova con due italoamericani ed entrambi non hanno mancato di sottolineare il loro orgoglio di figli di immigrati che sono ascesi a uno dei massimi incarichi pubblici negli Usa. Scalia per la Niaf e’ ormai una presenza fissa, ma Alito ha conquistato la platea ricordando come suo padre arrivo’ in America ancora in fasce.
“Non eravamo mai riusciti - ha raccontato il giudice - ad avere un certificato di nascita di mio padre, che ne chiarisse il compleanno. Qualche tempo fa pero’ l’ambasciatore d’Italia Giovanni Castellaneta mi ha fatto la sorpresa di consegnarmi il certificato: c’era scritto che mio padre e’ nato il 22 febbraio 1914 a Montebello Ionico, in provincia di Reggio Calabria”. “Quando i miei nonni vennero qui con mio padre neonato - ha proseguito - non avrebbero mai pensato che un giorno il figlio di quel neonato potesse essere chiamato dal presidente degli Stati Uniti per diventare giudice della Corte Suprema”.
Prima di partecipare alla serata di Gala, i due giudici italoamericani sono stati protagonisti di un dibattito sulla giustizia organizzato dalla Niaf, nel corso del quale Scalia si é lanciato contro “i giudici che fanno politica”, criticando il fatto che la magistratura negli ultimi anni abbia intrapreso un’attivita’ di “riscrittura della Costituzione”.
Scalia ha sottolineato come il clima politico americano sia assai piu’ teso e ricco di divisioni rispetto all’epoca della sua nomina negli anni di Reagan: “Sono stato confermato dal Senato con 98 voti a zero, oggi questo sarebbe impensabile”.
Alito, che lo scorso anno e’ passato attraverso un virulento iter per la conferma della nomina in Senato, ha puntato l’indice anche sul ruolo di Internet e dei blog nel dibattito, sottolineando che la sua vita e quella della sua famiglia sono state esposte in modo eccessivo. “Ci sono standard - ha spiegato - che i giornalisti tradizionali rispettano, mentre sul web non c’é alcun standard. Se guardo su Google, trovo una montagna di cose che riguardano non solo me, ma anche la mia famiglia. Questo cambia il modo di essere giudici e mina anche l’attrazione che uno puo’ avere per una carriera giudiziaria”.

David said,
August 11, 2007 at
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