30.10.06

Harold il bello e la battaglia del Tennessee

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Un giovane politico nero che ama l’eleganza e sa parlare ai moderati; un imprenditore bianco che si propone come uomo della strada e gioca duro sul piano della propaganda. Il democratico Harold Ford e il repubblicano Bob Corker hanno fatto del Tennessee uno stato-chiave per il voto del 7 novembre: e’ qui nel Sud, tra vecchie tensioni razziali che stentano a sparire, che potrebbe decidersi se i repubblicani riusciranno o no a mantenere il Senato.

Con i sondaggi sulle elezioni di Midterm che prevedono una disfatta per il partito di maggioranza e la Camera che sembra sempre piu’ nelle mani dei democratici, la lotta per il Senato si e’ fatta furibonda. […]

Virginia, Missouri, Montana, Rhode Island e Pennsylvania sono tra gli stati dove il partito di George W. Bush combatte di piu’. Ma nella volata finale a trovarsi sotto i riflettori e’ soprattutto il Tennessee, da dove potrebbe arrivare il primo senatore nero del Sud dal XIX secolo e il secondo afroamericano a prender posto in Senato, insieme alla superstar dei democratici del momento, Barak Obama.

Nel 1994, quando i repubblicani misero a segno la conquista del Congresso, nello stato del sud si affermo’ a sorpresa un giovane chirurgo repubblicano, Bill Frist, che scalzo’ dal seggio di senatore un veterano democratico, Jim Sasser. Da allora il Tennessee e’ stato per anni un solido feudo repubblicano. Frist ha fatto carriera fino a diventare leader del Senato e ora e’ pronto a tentare la corsa alla Casa Bianca. Nel 2000 neppure uno dei piu’ noti politici di casa, Al Gore, riusci’ a conquistare il voto del Tennessee, dando a Bush un’affermazione forse decisiva nelle elezioni presidenziali.

Normale quindi che i repubblicani ritenessero pressoche’ scontata un’affermazione il 7 novembre e che i democratici si mostrassero perplessi quando il compito di sfidare Corker era finito a Ford, un deputato nero di 36 anni dal look raffinato, conosciuto per le doti di oratore e la grande preparazione, ma anche per essere molto ambizioso e troppo amante della vita notturna. Le posizioni moderate di Ford e la crisi di consensi complessiva dei repubblicani, pero’, hanno creato la sorpresa: l’ultimo sondaggio dell’istituto Mason-Dixon colloca Corker e Ford testa a testa, 45-43%. Il giovane candidato ha conquistato anche la copertina di Newsweek, come esempio di una nuova generazione di democratici che ‘’sta terrorizzando il partito repubblicano'’. E la campagna adesso e’ diventata cattiva.

Corker gira il Tennessee mettendo in guardia sull’ inesperienza di Ford, cercando di convincere la gente che non e’ ‘’uno di noi'’. ‘’E’ carino in Tv, ma Junior ha mai avuto un lavoro fuori dalla politica?'’, tuona Corker nei comizi, usando il nomignolo che ricorda che Ford e’ il figlio e il nipote di due politici locali omonimi, in passato rimasti coinvolti anche in inchieste giudiziarie. Il candidato repubblicano, un imprenditore edile cinquantaquattrenne, e’ cauto nel non lanciare accuse a sfondo razziale, in uno stato dove le ferite dell’epoca della segregazione sono ancora aperte. Ma l’ultimo spot Tv del Partito repubblicano contro Ford e’ stato accusato proprio di cripto-razzismo. Vi si mostra una procace ragazza bionda e bianca che racconta di aver incontrato il candidato senatore ‘’a un party di Playboy'’ e conclude facendo con la mano il segno di una cornetta telefonica: ‘’Harold, chiamami!'’. La Naacp, la maggiore organizzazione degli afroamericani, ha sostenuto che lo spot ha allusioni razziste e gioca ‘’sui pregiudizi sugli uomini afroamericani e le donne bianche'’. Ford ha detto che il riferimento era a una festa organizzata da Playboy in occasione dell’ultimo Super Bowl di football. ‘’C'ero, mi piace il football e mi piacciono le ragazze - ha detto il giovane politico -, ma quello che i repubblicani cercano di fare e’ impaurire gli elettori nei miei confronti'’.

Quanto siano tesi i nervi lo dimostra un insolito blitz compiuto da Ford all’esterno di un edificio dove Corker stava tenendo una conferenza stampa, per chiedere al repubblicano di smetterla con gli attacchi personali. I due poi si sono scontrati verbalmente piu’ volte anche sulle Tv nazionali.

La preoccupazione dei repubblicani e’ legata all’ascesa continua di Ford nei sondaggi, grazie a posizioni moderate che stanno attirando consensi al candidato nero anche nella base repubblicana e perfino tra quei bianchi che esprimono apertamente i loro ‘’disagi'’ nel votare un nero.

Sullo sfondo dello scontro c’e’ uno stato in profonda trasformazione. Memphis, la citta’ principale, non e’ piu’ nota solo per Graceland, Elvis Presley e il luogo dove fu ucciso Martin Luther King, ma come centro imprenditoriale e di innovazione scientifica. Nashville, la capitale, un tempo era esclusivamente la culla della musica country, ma oggi e’ la ‘Hollywood’ della industria dello spettacolo cristiana, una fabbrica di talenti della musica pop religiosa che stavolta sta dando segnali di non essere vicina come in passato a Bush e ai repubblicani.

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