31.10.06
Pennsylvania, il senatore del Trentino verso il ko
Dalla Casa Bianca, per tentare un salvataggio disperato, nel fine settimana gli hanno mandato in soccorso uno dei pochi personaggi del giro presidenziale che ancora godono di qualche popolarita’ in Pennsylvania: la First Lady Laura Bush. Ma nessuna iniziativa dell’ultima ora, neppure un aiuto da parte del suo amico Bono degli U2, sembra in grado di impedire l’imminente naufragio della carriera politica del senatore repubblicano e italoamericano Rick Santorum.
‘’Non date retta ai sondaggi, vinceremo!'’, ha proclamato Santorum ai propri sostenitori, con la moglie del presidente al proprio fianco. A 48 anni, dopo un’ascesa in apparenza inarrestabile che lo ha portato a diventare il numero 3 tra i repubblicani del Senato e con prospettive di candidarsi in futuro persino alla Casa Bianca, Santorum non pare in grado di mantenere il seggio nelle elezioni di Midterm del 7 novembre. […]
La Pennsylvania e’ uno degli stati su cui i democratici stanno scommettendo per cercare di strappare il Senato al partito di George W.Bush e i sondaggi sembrano dar loro ragione. Santorum un mese fa era in ritardo di 11 punti sullo sfidante, il tesoriere dello stato Bob Casey e un nuovo sondaggio del ‘Philadelphia Inquirer’ diffuso nel fine settimana ha mostrato un divario ancora piu’ largo: 54% per Casey, 38% per Santorum.
Le speranze del figlio di Aldo Santorum, 82 anni, uno psicologo di Riva del Garda emigrato negli Usa, sono ridotte al lumicino e i critici del senatore - che sono molti, non solo tra i democratici ma anche e soprattutto nei media - danno la colpa alla sua spregiudicatezza politica. Cattolico fervente (’fondamentalista’ e’ l’etichetta che piu’ spesso gli viene assegnata) e altrettanto fervente sostenitore di Bush, Santorum ha costruito una carriera sulle battaglie contro l’aborto, i matrimoni gay o la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Temi su cui peraltro la posizione del suo sfidante, un altro cattolico, non e’ molto diversa.
Ma e’ l’ostilita’ crescente in Pennsylvania - e in molte altre parti del paese - contro la guerra in Iraq, a essere diventato il tallone d’Achille del senatore repubblicano e ad aver spinto i democratici a ritenere il suo seggio uno di quelli traballanti. Santorum ha reagito facendo dell’esito della campagna nello suo stato una questione di sicurezza del pianeta, prevedendo catastrofi se i democratici conquisteranno il Congresso e mettendo in guardia gli elettori contro una molteplicita’ di rischi: il ‘fascismo islamico’, Hugo Chavez, la Corea del Nord. Una vittoria dei democratici, ha ammonito Santorum, ‘’sarebbe un disastro per il futuro del mondo'’.
‘’Questa e’ la dimostrazione che alla fine della campagna sono cosi’ disperati che farebbero di tutto per vincere'’, ha detto Casey, respingendo gli affondi dall’alto della sua posizione di favorito dai pronostici.
Santorum e’ una figura che difficilmente lascia indifferenti e in questi anni ha diviso gli osservatori in modo netto: o lo si odia, o lo si ama. Con la faccia da eterno ragazzo e una famiglia con sei figli al seguito, il senatore e’ un tenace promotore dei valori familiari e ha sposato le cause piu’ calde sui temi della vita, sostenendo di aver intrapreso le battaglie sulla scia della morte di un figlio durante la gravidanza: ‘’Dopo la morte di Gabriel - ha detto - ho riflettuto a lungo sulla chiamata di Dio per la mia vita'’.
Ex avvocato e lobbista della federazione del wrestling, Santorum si e’ creato amicizie insolite per un personaggio con le sue posizioni politiche e religiose. Le battaglie contro la poverta’ e l’ Aids, soprattutto in Africa, gli hanno fatto stringere per esempio un forte legame con Bono. ‘’Ha il vizio di dire sempre le cose meno popolari - ha detto di lui giorni fa il cantante degli U2 e attivista planetario per l’Africa - ma sulle nostre tematiche e’ sempre stato un difensore dei piu’ vulnerabili, sempre pronto a farsi avanti a Capitol Hill'’.
Ma Bob Casey sembra aver trovato la ricetta giusta per cercare di mandare Santorum a trascorrere una pensione anticipata, magari sul lago di Garda dei suoi avi. Lo sfidante democratico e’ un figlio d’arte, suo padre Bob e’ stato governatore della Pennsylvania e Casey ha il vantaggio di un nome conosciuto anche per una sua precedente campagna elettorale - fallita - per cercare di conquistare l’ufficio paterno. Una dinastia politica, quella dei Casey, che qualcuno in Pennsylvania ha gia’ cominciato a paragonare a quella dei Bush, anche per altre similitudini negli studi e nelle carriere di padri e figli di entrambi i clan.
‘’Un parallelo tra me e’ George Bush?'’, reagisce Casey quando gli viene fatta la domanda. ‘’Di sicuro la mia famiglia non ha i conti in banca dei Bush'’.
