01.11.06
Hubble e’ salvo, la Nasa revoca la condanna a morte
Il condannato a morte puo’ tirare un sospiro di sollievo: l’esecuzione e’ cancellata, Hubble e’ stato graziato. Come giudici della Corte Suprema che fermano un’iniezione letale, i vertici della Nasa al termine di una lunga riflessione hanno garantito un futuro al telescopio orbitante. Uno shuttle si rechera’ a soccorrerlo nel 2008 e gli astronauti americani garantiranno nuova linfa vitale a una delle avventure di maggior successo nell’esplorazione spaziale. [...]
L’amministratore della Nasa, Michael Griffin, ha annullato la decisione del suo predecessore Sean O’Keefe, che dopo il disastro dello shuttle Columbia nel 2003 aveva deciso che non ci sarebbero state piu’ missioni delle navette per lo Hubble: troppi rischi e troppo poche le risorse disponibili, meglio dedicarsi a completare la Stazione spaziale internazionale (Iss). Il mondo aveva reagito con sconcerto – e con migliaia di email di protesta alla Nasa – a una decisione che equivaleva a veder lentamente morire, entro il 2009, il telescopio che e’ stato capace di spingersi nello spazio fino a osservare l’universo come era 12 miliardi di anni fa, di scoprire buchi neri al centro della galassie e di offrire nuovi elementi per studiare l’espansione dell’universo.
La svolta e’ stata annunciata da Griffin al Goddard Space Flight Center in Maryland, accolta dall’entusiasmo di astronomi e addetti ai lavori. ”Abbiamo condotto un’analisi dettagliata delle procedure necessarie per riparare lo Hubble in una delle ultime tre missioni degli shuttle – ha detto Griffin – e le conclusioni ci hanno convinto che saremo in grado di eseguire una missione sicura ed efficace”. Uno shuttle con a bordo tre veterani di missioni Hubble e altri quattro astronauti, partira’ nel 2008 per installare nuove batterie ed eseguire lavori di manutenzione. Hubble sara’ inoltre dotato di due nuovi strumenti, lo spettrografo a ultravioletti COS e la Wide Field Camera 3 (WFC3), una fotocamera a grande campo capace di cogliere una vasta gamma di fonti luminose.
Gli interventi dovrebbero permettere a Hubble di continuare a lavorare con nuove capacita’ almeno fino al 2013. La Nasa ha stabilito che lo strumento, in orbita dal 1990, si e’ dimostrato cosi’ importante da giustificare i rischi anche nell’epoca della grande prudenza decisa dall’agenzia spaziale dopo il Columbia. ”Hubble si e’ rivelato il piu’ importante telescopio da quando Galileo invento’ il primo”, ha detto la senatrice democratica del Maryland Barbara Mikulski, che ha guidato la battaglia per mantenere in vita lo strumento spaziale.
Le nuove regole decise per le missioni degli shuttle prevedono, in caso di emergenza, che gli astronauti trovino rifugio nella ISS, una possibilita’ che non avranno invece quando si recheranno a visitare lo Hubble. Per questo, la Nasa terra’ pronta al Kennedy Space Center in Florida una navetta sulla rampa di lancio, nel caso si renda necessario un inedito salvataggio spaziale. ”La sicurezza del nostro equipaggio – ha garantito Griffin – sara’ ai massimi livelli possibili. Non rischieremo un equipaggio per una missione su Hubble”.
L’annuncio di Griffin ha provocato entusiasmo nella comunita’ scientifica. ”Il giorno dell’annuncio di O’Keefe qui da noi viene ancora ricordato come il ‘Black Friday’, il venerdi’ nero, ma oggi stiamo tutti festeggiando con pasticcini e champagne”, dice l’astronomo italiano Massimo Robberto, che allo Space Telescope Science Institute di Baltimora segue da sette anni e mezzo la messa a punto del WFC3, uno dei due apparecchi che verranno installati su Hubble.
”E’ importante capire – spiega Robberto – che lo Hubble non e’ piu’ lo strumento che era quando fu lanciato. Gli astronauti si sono recati a visitarlo gia’ quattro volte, la prossima sara’ la quinta missione e ad ogni missione le sue capacita’ aumentano di 10 volte, per gli aggiornamenti che riceve”. I due nuovi strumenti sono pronti e i ritardi hanno permesso di migliorarne la messa a punto, racconta Robberto: ”Sarebbe stato un vero peccato se due apparecchiature gia’ costruite fossero state costrette a restare a terra. Con la WFC3, per esempio, potremo andare alla scoperta di oggetti rari e deboli, le prime galassie che si sono formate”.
