01.11.06

La CIA copia Wikipedia, nasce Intellipedia

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

La ‘febbre wiki’ contagia anche la Cia. L’intelligence americana sta sviluppando una propria enciclopedia online, per permettere a tutti i servizi segreti Usa di condividere le informazioni in tempo reale. Si chiama Intellipedia, assomiglia in tutto e per tutto alla popolare Wikipedia se non per un dettaglio non secondario: il materiale e’ top secret e l’accesso e’ consentito solo a chi puo’ maneggiare informazioni classificate. […]

L’idea e’ venuta agli esperti di tecnologie dell’ufficio del Direttore nazionale dell’intelligence, John Negroponte. Affascinati dalle possibilita’ offerte da Wikipedia per mettere migliaia di cervelli al lavoro in uno stesso ambiente virtuale, i responsabili dell’intelligence americana nei mesi scorsi si sono messi segretamente a studiare come utilizzare lo stesso tipo di programmi per scambiarsi informazioni. Tutte le 16 agenzie federali che compongono la comunita’ dell’intelligence americana hanno offerto il loro contributo ed e’ nata Intellipedia.

L’enciclopedia degli spioni funziona come quella su Internet a cui puo’ accedere chiunque sia collegato alla rete. Una pagina su Osama bin Laden, per esempio, si presenta con le stesse caratteristiche di un lavoro continuamente in divenire che ha lo stesso tema su Wikipedia. Ma i contributi qui arrivano da 3.600 iscritti (analisti e agenti segreti) che hanno il lasciapassare per accedere a materiale classificato. Le informazioni disponibili sono del tipo che difficilmente potrebbe saltar fuori con una semplice ricerca su Google: rapporti segreti di agenzie di intelligence straniere, immagini dai satelliti-spia, analisi vietate ai non addetti ai lavori.

‘’Stiamo cercando di trasformare la modalita’ con cui facciamo il nostro lavoro'’, spiega Michele Weslander, responsabile del programma nell’ufficio di Negroponte. Intellipedia e’ entrata in funzione lo scorso aprile, ma fino a ora era rimasta segreta. Dopo le prime fughe di notizie sui media, Negroponte ha deciso di sollevare il velo e ha convocato i giornalisti per una dimostrazione nel suo quartier generale alla Bolling Air Force Base, una base militare a Washington.

Le pagine gia’ disponibili su Intellipedia sono circa 28.000 (gli articoli in inglese su Wikipedia, per fare un paragone, sono 1,4 milioni) e riguardano svariati argomenti, dall’ armamento nucleare della Corea del Nord alle tensioni etniche in Nigeria. La rapidita’ con cui avvengono gli aggiornamenti e’ dimostrata da cosa e’ accaduto su Intellipedia nelle scorse settimane, il giorno in cui un piccolo aereo da turismo si e’ schiantato contro un grattacielo a Manhattan: alla vicenda e’ stata subito dedicata una pagina, che ha ricevuto 80 contributi nel giro di due ore.

Il tentativo e’ quello di superare le difficolta’ di comunicazione che l’intelligence americana ha dimostrato di avere prima dell’attacco dell’11 settembre 2001 (quando Cia e Fbi non condivisero dati di cui disponevano su alcuni terroristi di Al Qaida) e soprattutto in occasione della preparazione dell’ invasione dell’Iraq. Secondo lo staff di Negroponte, gli errori di valutazione che sono stati commessi nel gestire le informazioni sulle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, potevano venir superati se ci fosse stata maggiore comunicazione e se i dati a disposizione di un’agenzia fossero stati revisionati in tempo reale dalle altre.

Gli esperti in intelligence ritengono che utilizzare il sistema wiki per comunicare permetta anche di limitare l’intervento della politica sui servizi segreti, grazie a una maggiore ‘democrazia delle spie’. Intellipedia potrebbe cambiare il modo in cui vengono preparati i National Intelligence Estimate (Nie), i documenti top secret che riassumono il meglio di cio’ che sanno le varie agenzie su un determinato tema (e’ stato un documento del genere, nell’autunno del 2002, a porre le basi per la guerra in Iraq).

‘’In futuro, credo che per creare un Nie bastera’ premere un bottone'’, afferma Michael Wertheimer, il vicedirettore nazionale per l’intelligence responsabile dell’analisi delle informazioni. ‘’E’ un meccanismo - concorda Sean Dennehy, che alla Cia guida il progetto Intellipedia - che ci allontana da un’ intelligence omogeneizzata'’, creando maggiori possibilita’ di far emergere informazioni ‘avariate’.

Il rovescio della medaglia, ammettono gli esperti di Negroponte, e’ che la condivisione delle informazioni fara’ aumentare anche il rischio di fughe di notizie. Per questo, per ora l’accesso a Intellipedia e’ vietato anche ai membri del Congresso e dell’amministrazione Bush che hanno un lasciapassare per la sicurezza. E l’enciclopedia online non si trova materialmente su Internet, ma su un network supersegreto che si chiama JWICS e unisce tra loro i computer delle agenzie di intelligence.

3 Comments »

  1. Fabio De Rosa said,

    November 2, 2006 at

    Ciao Marco,
    ti faccio i complimenti per tutto. Per i siti, per quello che scrivi e per come lo scrivi. Non ti conoscevo prima di incontrarti sui blog proposti da Libero e devo dire che mi ha veramente sorpreso il tuo modo di riportare le notizie preciso, mai banale, così imparziale e distaccato come poi in realta’ dovrebbe essere sempre il lavoro di ogni giornalista.
    Un saluto e un grande in bocca al lupo per tutto.
    Fabio

  2. SIDOLI.ORG said,

    November 3, 2006 at

    Il fenomeno Wikipedia ha stravolto totalmente il concetto della ricerca online che persino la CIA è stata costretta a copiare pur di avere visibilità.

  3. Spirit of America » Intellipedia ai raggi X sul NYT Magazine said,

    December 3, 2006 at

    […] Questo blog e’ stato tra i primi a segnalare la nascita di Intellipedia, la nuova comunita’ segreta di cyberintelligence creata negli USA per portare all’interno della CIA e delle altre agenzie i metodi di Wikipedia. Anche il piu’ attivo tra i blog americani che si occupano di Intellipedia si e’ accorto di Spirit of America. Il dibattito e’ intenso, perche’ si tratta di una rivoluzione nel modo stesso di agire dell’intelligence, che continua a lavorare spesso con metodi da Guerra Fredda mentre il mondo - e i jihadisti - viaggiano a velocita’ da Web 2.0 Adesso su Intellipedia si e’ lanciata la corazzata del New York Times, con uno sterminato servizio di copertina sull’ultimo numero dei suo Magazine. E, come spesso accade, quando scendono in campo loro sono imbattibili…  […]

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