03.11.06

I democratici affilano le armi, Bush verso due anni di indagini

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Le grandi manovre sono gia’ in corso, con tanto di scelte dei nomi dei nuovi presidenti delle commissioni-chiave. Tra le conseguenze della possibile conquista martedi’, da parte dei democratici, di una o entrambe le camere del Congresso Usa, c’e’ l’avvio di una raffica d’inchieste che rischiano di travolgere George W.Bush nei suoi ultimi due anni alla Casa Bianca. E sullo sfondo si profila anche l’ ‘arma finale’: l’impeachment. [...]

La guerra in Iraq e le attivita’ di intelligence che l’hanno preceduta, sembrano destinati a diventare il capo d’imputazione numero 1 con il quale un eventuale Congresso democratico (o anche solo la Camera, se i repubblicani mantenessero il Senato) avviera’ una rilettura in chiave politico-giudiziaria delle scelte fatte in questi anni dall’amministrazione Bush. A guidare le truppe dei democratici in questo senso toccherebbe all’ italoamericana di San Francisco Nancy Pelosi, nei panni di nuovo Speaker della Camera.

Il clima si preannuncia non molto diverso da quello degli anni della Commissione Church, che nel 1974-75 porto’ alla luce vari abusi di potere dell’esecutivo legati alla guerra in Vietnam e allo scandalo Watergate.

Gli Stati Uniti uscirono da quel periodo di inchieste post-Vietnam profondamente spaccati e per anni, almeno fino all’ avvento di Ronald Reagan, in seria difficolta’ a elaborare una strategia di politica estera coerente. ”Una serie di audizioni e indagini sulla politica estera – e’ il giudizio dell’analista George Friedman, della societa’ Strategic Forecasting (Stratfor) – piazzeranno Bush e il suo staff sulla difensiva per due anni. Fare politica estera in un clima simile sara’ praticamente impossibile”.

Oltre all’Iraq e alla questione di come sia stato gestito il tema delle presunte armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, un’altra questione che potrebbe diventare materia di infuocate audizioni e commissioni d’inchiesta e’ l’11 settembre e gli errori d’intelligence che lo hanno preceduto. Le varie inchieste bipartisan condotte fino a oggi, potrebbero non venir ritenute sufficienti a chiarire tutti gli aspetti dell’ attacco terroristico all’America.

Il menu delle possibili indagini su cui potrebbero lanciarsi i democratici, anche con il solo controllo della Camera, e’ ricco di piatti indigesti per i repubblicani. Si va da indagini sull’efficacia del ministero della Sicurezza interna (riaprendo cosi’ il capitolo Katrina) al funzionamento dell’ufficio del Direttore nazionale dell’intelligence, voluto da Bush. I contratti in Iraq della Halliburton e l’eventuale ruolo avuto in essi dall’ex manager della societa’ e ora vicepresidente Dick Cheney, sembra un altro ingrediente troppo appetitoso perche’ i democratici non lo mettano nel piatto. Oltre all’Halliburton, l’intero scenario dell’attivita’ dei ‘contractors’ in Iraq potrebbe finire sotto i riflettori, con audizioni delicate e rischiose per l’amministrazione Bush.

Forse ancora piu’ pericoloso per la Casa Bianca sarebbe l’avvio di inchieste sulle detenzioni a Guantanamo, le presunte violazioni della Convenzione di Ginevra o le scelte sulla sicurezza fatte in questi anni sulla scia del Patriot Act.

I nomi che circolano come candidati alla presidenza delle commissioni-chiave, quelle con i maggiori poteri d’indagine, sono tutt’altro che rassicuranti per i repubblicani. Per la presidenza della commissione intelligence della Camera e’ in pole position il deputato della Florida Alcee Hastings, un ex giudice la cui elezione darebbe pero’ al partito del presidente anche qualche arma per attaccarlo sul piano personale: Hastings, 70 anni, e’ entrato in politica dopo che nel 1988 perse il posto di giudice federale dopo aver subito una procedura di impeachment da parte proprio della Camera, per una questione di corruzione. La supervisione sulle Forze armate puo’ toccare al veterano del Vietnam John Murtha, che da mesi attacca il Pentagono sull’Iraq e sarebbe senza dubbio entusiasta di mettere sotto torchio Donald Rumsfeld.

Per la commissione giustizia si fa il nome di una ‘bestia nera’ dei repubblicani, John Conyers, che ha gia’ presentato una proposta di impeachment per Bush (il provvedimento ha ricevuto l’appoggio di solo 36 membri dei 435 della Camera).

L’impeachment del presidente ”non e’ tra le carte sul tavolo neppure se i democratici vincessero Camera e Senato”, ha garantito in questi giorni la Pelosi. Il presidente del partito democratico, Howard Dean, le ha fatto eco con garanzie analoghe.

Ma l’ala piu’ radicale del partito, che potrebbe esprimere un buon numero di nuovi deputati, grida vendetta soprattutto sulla guerra in Iraq ed e’ pronta a mettere per i prossimi due anni sul banco degli imputati Bush e i suoi ministri.

1 Comment »

  1. ale tap said,

    November 3, 2006 at

    http://www.tj.splinder.com/post/9764563/Novembre%2C+%C3%A9+tempo+di+votare

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