08.11.06

E adesso tutti in pista per conquistare questo ufficio…

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Hanno girato l’America per mesi come ‘candidati ombra’, facendosi vedere al fianco di aspiranti senatori e deputati e tastando il polso a stati chiave come Iowa e New Hampshire. Ora che il capitolo delle elezioni di Midterm e’ archiviato, per Hillary Clinton, John McCain e una folla di altri aspiranti alla Casa Bianca e’ il momento di gettare la maschera: la grande corsa al voto del 4 novembre 2008 e’ gia’ cominciata. […]

Le prossime settimane saranno segnate dall’avvio formale delle ‘esplorazioni’ da parte di numerosi candidati in pectore. C’e’ chi fara’ annunci ufficiali circondato dalla famiglia e chi fara’ finta di prendere ancora tempo, lanciandosi in tour di presentazione di libri che servono come primi biglietti da visita con gli elettori. Gli ingranaggi della macchina del voto del 2008 in realta’ girano gia’ a pieno regime, soprattutto nella raccolta di fondi elettorali e nella creazione di staff di fedelissimi negli stati decisivi.

Le elezioni del 2008 si presentano sulla carta tra le piu’ incerte da decenni. Per la prima volta dal 1928, quando il presidente Calvin Coolidge e il suo vice Charles Dawes decisero di non ricandidarsi, non saranno in campo candidati che provengono dalla Casa Bianca. Qualcosa di simile era accaduto nel 1952, nelle elezioni che incoronarono Dwight D.Eisenhower, quando il presidente in carica Harry Truman comparve come candidato sulle schede delle primarie in New Hampshire, ma poi decise di ritirarsi.

L’incertezza lascia aperte le speranze di un gran numero di politici, che gia’ si dividono in protagonisti e comparse.

- HILLARY, MCCAIN E FRIST, GLI SCONTATI: I due pezzi da novanta annunciati e dati per scontati, la Clinton per i democratici e il senatore dell’Arizona McCain per i repubblicani, hanno gia’ riunito i rispettivi consigli di guerra per esaminare le mappe elettorali. Un altro protagonista gia’ al lavoro e’ il senatore uscente del Tennessee Bill Frist, che a gennaio lascera’ l’incarico di leader del Senato.

Lo staff di McCain si e’ riunito all’indomani del voto per valutare la situazione e il senatore e’ comparso di fronte ai microfoni per sdrammatizzare la sconfitta dei repubblicani. ‘’Sono uno studioso della storia - ha detto McCain - e ricordo come perdemmo malamente nel 1976. Ma Ronald Reagan segno’ la nostra strada nel 1977, tornammo a galla nel 1980 e conquistammo la presidenza e il Senato. Gli scenari sono temporanei, torneremo in pista'’.

- EDWARDS E GIULIANI, GLI IPERATTIVI: John Edwards, ex candidato alla vicepresidenza nel 2004, ha scelto il giorno all’ indomani del voto di Midterm per lanciare un tour per presentare il suo ultimo libro, ‘Home’, e ha fissato tappe in Iowa, New Hampshire e South Carolina, tutti stati-chiave delle primarie: se non e’ ancora una candidatura ufficiale, poco ci manca.

Dall’altra parte della barricata, il repubblicano Rudolph Giuliani da anni accumula fondi e sfila al fianco di candidati in tutto il paese per ricordare la sua leadership come sindaco di New York, la lotta al crimine che ha cambiato il volto della citta’ e gli eventi che lo videre emergere come figura nazionale l’11 settembre 2001. Gran parte degli osservatori si attendono che ora tutto questo si traduca in una candidatura.

- OBAMA E BLOOMBERG, LE SORPRESE: Intervistato da Larry King mentre arrivavano i risultati della vittoria democratica nel voto di Midterm, un entusiasta Barak Obama e’ sembrato confermare la sua probabile e chiaccheratissima candidatura, cresciuta di spessore nelle ultime settimane. ‘’Il voto conferma che gli americani hanno una gran voglia di muoversi in una nuova direzione. Adesso prendero’ del tempo per parlare con mia moglie e riflettere su cosa vorrei veder accadere in questo paese. Ci vorra’ ancora del tempo prima che prenda una decisione finale'’.

Il sindaco di New York Michael Bloomberg, che si trova ora nella veste di repubblicano solitario in uno stato totalmente dominato dai democratici, valutera’ a sua volta se rompere il proprio salvadanaio miliardario e lanciarsi nella mischia.

- KERRY E ALLEN, GLI AZZOPPATI: Lo sfidante di Bush nel 2004, John Kerry, e’ tra i pochi democratici a uscire con le ossa rotte dal voto di Midterm, per uno scivolone verbale sull’Iraq che lo ha costretto nei giorni scorsi a ritirarsi dalla scena. Nel suo partito cresce la convinzione che non sia un candidato vincente per il 2008. L’incerto voto della Virginia decidera’ anche il destino politico del senatore uscente George Allen: una sconfitta compromettera’ per sempre le sue ambizioni presidenziali, gia’ danneggiate dalla campagna di questi mesi.

- HUCKABEE E GLI OUTSIDER: Tra i nomi che partono dalle retrovie ma potrebbero rappresentare sorprese, spiccano i governatori democratici Tom Vilsack (Iowa) e Bill Richardson (New Mexico), il governatore repubblicano uscente del Massachusetts Mitt Romney, i senatori democratici Joe Biden, Russ Feingold e Evan Bayh, i loro colleghi repubblicani Sam Brownback e Chuck Hagel, il deputato Duncan Hunter (che ha gia’ annunciato l’avvio dell’esplorazione) e l’ex speaker della Camera Newt Gingrich.

Uno che ha gia’ cominciato a ‘correre’, letteralmente, e’ il governatore repubblicano uscente dell’Arkansas Mike Huckabee, che sarebbe un candidato insolito: la sua storia di ex ciccione che ha perso 45 kg, grazie al jogging, per sconfiggere il diabete, viene vista come una possibile arma vincente in un paese di decine di milioni di obesi.

- RICE E GORE, GLI IMPROBABILI : Ripetono da mesi che non si candideranno, ma i loro nomi continuano a figurare nel borsino elettorale del 2008: sono il segretario di Stato Condoleezza Rice e l’ex vicepresidente Al Gore.

1 Comment »

  1. Alessandro said,

    November 9, 2006 at

    Ho visto un’intervista post-elettorale a McCain sulla CNN. Nel commentare i risultati del mid-term il Senatore ha dovuto ovviamente fare riferimento alla necessita’ di un cambio di strategia in Iraq, sopratutto alla luce della sostituzione di Rumsfeld: mi ha colpito la sua insistenza (l’ha ribadito almeno 4 volte) sulla necessita’ di aumentare sensibilmente le truppe Americane in Iraq. Capisco la necessita’ di rimanere coerente a quanto ha sempre affermato, ma ho seri dubbi che questa posizione possa essere mantenuta nella campagna per la nomination, a meno che le truppe non vengano effettivamente aumentate in questi due anni e la situazione migliori sensibilmente.

Leave a Comment

You must be logged in to post a comment.