18.11.06

Guantanamo, il Pentagono crea una mini-citta’ per i processi

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Sara’ un villaggio caraibico da 1.200 posti affacciato su una baia cubana, con mense e ristoranti capaci di sfamare 800 persone per volta. Ma non si trattera’ di un Club Med e nessuno vi si rechera’ per una vacanza: e’ il progetto della cittadella giudiziaria che il Pentagono si appresta a costruire nella base di Guantanamo, per celebrarvi dall’anno prossimo i processi ai presunti terroristi detenuti sull’isola.

Senza troppa pubblicita’, il ministero della Difesa americano ha pubblicato un bando per la realizzazione di un progetto da 125 milioni di dollari, che prevede il piu’ vasto intervento edilizio nella base della U.S.Navy da quando, nel 2002, e’ diventata anche il carcere della guerra al terrorismo. Il Pentagono intende costruire in un’area ora poco utilizzata della base un tribunale con due grandi aule di giustizia e una vasta gamma di infrastrutture, che permettano di dar vita a una cittadella giudiziaria autonoma e superprotetta. [...]

Il Miami Herald ha scovato il progetto tra gli annunci di appalti pubblicati in questi giorni dal Pentagono e un portavoce della Difesa a Washington, Brian Whitman, ha confermato che si tratta di un’offerta aperta a qualunque ‘contractor’ per cercare di ”avviare la costruzione al piu’ presto possibile, cosi’ che possiamo avere vari processi in simultanea gia’ dal luglio 2007”. Un’accelerazione che lascia perplessi alcuni esponenti del Congresso, appena passato sotto il controllo dei democratici, che si chiedono come mai il ministero della Difesa abbia avviato la procedura prima ancora di aver chiesto lo stanziamento. ”La legge prevede che ci sia l’approvazione del Congresso, mentre non sappiamo ancora di che tipo di struttura stiamo parlando”, ha detto un portavoce del senatore Bill Nelson, un democratico della Florida che fa parte della commissione Forze armate.

Il progetto pero’ appare in fase avanzata e il Pentagono non sembra avere titubanze, nonostante la spesa non sia secondaria neppure per le ricche casse militari: la gestione dell’ intero sistema penitenziario di Guantanamo, tanto per fare un paragone, costa attualmente ’solo’ 100 milioni di dollari l’anno.

Il villaggio dovrebbe sorgere a McCalla Field, un’area affacciata sulla baia di Guantanamo, lontana quindi dalla zona di Camp Delta, la prigione che ospita circa 430 detenuti e che si trova invece sul lato della base rivolto verso il Mar dei Caraibi. In passato e’ stata una parte della base utilizzata per accogliere profughi cubani e, per un certo periodo, gli hangar per dirigibili militari Usa.

Oltre alle strutture giudiziarie e di accoglienza per giudici, avvocati, personale amministrativo e di sicurezza e per i media, e’ prevista la realizzazione di un edificio protetto nel quale ospitare la documentazione top secret da utilizzare per i processi. L’intero progetto assomiglia a iniziative analoghe prese in questi anni dal Pentagono per gestire, anche dal punto di vista delle pubbliche relazioni, eventi di portata planetaria. E’ il caso per esempio del centro stampa allestito nel 2003 in una base militare americana in Qatar, per permettere a circa 500 giornalisti di tutto il mondo di seguire in diretta l’invasione dell’Iraq.

L’amministrazione Bush ha varato dopo l’attacco dell’11 settembre 2001 un sistema di giustizia militare speciale che prevede la celebrazione di processi a terroristi con modalita’ che non hanno paragoni dall’epoca della Seconda Guerra Mondiale. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato due volte la procedura, costringendo la Casa Bianca a passare attraverso la messa a punto e il voto di una apposita legge del Congresso. Adesso la legge e’ in vigore ed e’ stata firmata dal presidente George W.Bush e i procuratori militari hanno accelerato il ritmo nella messa a punto dei capi d’imputazione per i detenuti.

Fino a oggi, solo 10 prigionieri di Guantanamo sono stati formalmente incriminati, ma nei prossimi mesi il numero dovrebbe salire in modo sensibile. Il Pentagono intende rilasciare oltre un centinaio di detenuti che sono stati ritenuti non piu’ un pericolo, ma gli altri attendono tutti incriminazioni formali.

In cima alla lista delle priorita’ ci sono i 14 presunti leader di Al Qaida che Bush l’estate scorsa ha fatto trasferire a Guantanamo da prigioni segrete della Cia, per farli processare. Tra loro figurano anche quelli che sono ritenuti gli strateghi dell’attacco dell’11 settembre, Khalid Sheikh Mohammed e Ramzi Binalshibh.

L’incertezza giuridica che circonda la loro posizione e’ stata ribadita, nella giornata odierna, dalla decisione del ministero della Giustizia di negare a uno dei 14, Majid Khan, l’accesso a un avvocato fino a quando una Corte d’appello federale a Washington non si sara’ pronunciata sui diritti che hanno i detenuti sotto la custodia dei militari.

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