12.31.06

Jack Kerouac, il santo bevitore

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Per coloro che, come me, sono sempre stati attratti dalla creativita’ artistica e dalla vita disperata di Jack Kerouac, questo articolo di oggi del New York Times e’ un piccolo gioiello da conservare. Racconta i sei anni da alcolizzato e scemo del villaggio che il padre della Beat Generation trascorse in una piccola localita’ di Long Island, quando gia’ era diventato famoso con On The Road. […] 

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12.30.06

Saddam, dopo 3000 morti il Pentagono non festeggia

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La terza caduta di Saddam Hussein, quella definitiva, trova l’America assai meno entusiasta delle prime due. I toni trionfali che accompagnarono l’abbattimento della statua del dittatore a Baghdad e quelli del giorno del suo arresto, hanno lasciato spazio ora al basso profilo al Pentagono, dove si cercano soluzioni per il futuro di un conflitto che ha portato il conto delle vittime americane sulla soglia del tragico traguardo simbolico di quota 3.000. […] Read the rest of this entry »

12.28.06

2008, Edwards battuto dal suo sito web elettorale

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John Edwards, quello in carne e ossa, jeans e maniche di camicia arrotolate, ha fatto il proprio annuncio in un quartiere povero di New Orleans: e’ in corsa per la Casa Bianca. Ma un altro John Edwards virtuale lo ha battuto sul tempo, scendendo in campo con un giorno d’anticipo. Un infortunio legato alla messa in rete del sito web del candidato, ha offerto negli Usa un’anteprima sulle novita’ e i rischi del ruolo di internet nella campagna presidenziale del 2008. […] Read the rest of this entry »

12.27.06

Addio a Ford, guido’ l’America fuori dal Watergate

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Sara’ ricordato come l’uomo che prese per mano un’America sconvolta dal Watergate e dal Vietnam e la aiuto’ a superare i due traumi. Ma anche come l’unico inquilino nella storia della Casa Bianca a non essere mai stato eletto dai propri concittadini. Gerald Ford, 38mo presidente degli Stati Uniti, e’ morto nella sua casa in un deserto della California. A 93 anni, era diventato poche settimane fa il piu’ anziano ex presidente di sempre. 

Diventato leader senza aver cercato la carica e poi bocciato dalle urne quando tento’ di farsi confermare il mandato dagli elettori, Ford porto’ una ventata di rinnovamento a Washington dopo lo scandalo costato la presidenza al suo predecessore, Richard Nixon. ‘’Il nostro lungo incubo nazionale e’ finito'’, fu la celebre frase con la quale Ford accompagno’ il 9 agosto 1974 il proprio giuramento come presidente, mentre il dimissionario Nixon lasciava la Casa Bianca sulla scia dello scandalo che aveva travolto la sua amministrazione. […] Read the rest of this entry »

12.26.06

La burocrazia e i gatti di Hemingway

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Una battaglia giudiziaria sul futuro di decine di gatti che abitano la casa di Ernest Hemingway a Key West (Florida), si sta mettendo male per i felini. Un giudice ha assegnato una prima vittoria al ministero dell’Agricoltura, che da Washington minaccia di far sparire gli eredi di ‘Snowball’, il gatto a sei dita che negli anni Trenta viveva nella casa dove fu scritta la versione finale di Addio alle armi. […]

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12.21.06

Casa Bianca 2008, la prima campagna da 1 miliardo di dollari

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E’ il regalo piu’ ambito d’America, che molti gia’ sognano in questo periodo natalizio nonostante occorra attendere due anni per averlo. Ma il cartellino del prezzo stavolta e’ davvero proibitivo: per mettere le mani sulla Casa Bianca nel 2008, sara’ necessario raccogliere almeno 500 milioni di dollari. I due finalisti della corsa alla Studio Ovale daranno quindi vita, con ogni probabilita’, alle prime elezioni da un miliardo di dollari. […] Read the rest of this entry »

12.20.06

Dante e l’America

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L’American Enterprise Institute a Washington e’ uno dei piu’ prestigiosi think tanks negli Stati Uniti. Di solito vi si dibatte di Medio Oriente, guerra in Iraq, riforma fiscale o prospettive dello sviluppo della Cina. Suonava quindi abbastanza insolito l’invito che l’AEI ha fatto al proprio pubblico a partecipare all’incontro di debutto di una serie di ‘Serate Culturali’ dedicato non a un autore o un’opera della cultura americana, bensi’ a Dante. Eppure…  

Per ascoltare letture commentate di brani della Divina Commedia - “uno dei poemi piu’ importanti e amati della letteratura Occidentale”, recitava l’invito - c’era la platea delle grandi occasioni. Nella sala delle conferenze dell’AEI, a due passi dalla Casa Bianca, un pubblico fatto di protagonisti della vita politica e culturale della capitale si e’ lasciato trascinare per un’ora e mezzo dalle disavventure d’amore di Paolo e Francesca, dal racconto della storia personale di Dante e - in chiusura - dalla potenza dell’inno alla Vergine del Paradiso dantesco.

Lo storico e opinionista Michael Novak, conduttore delle serate culturali, aveva invitato come relatore Dana Gioia, celebre poeta italoamericano e presidente del National Endowment for the Arts, in pratica il ‘ministro della Cultura’ dell’amministrazione Bush. A leggere i brani di Dante in italiano e’ stato invece chiamato il sottoscritto, perche’ Gioia e Novak hanno pensato - bonta’ loro - che un toscano ci stava bene. (Per fortuna pochi in platea parlavano italiano, cosi’ il mio danno all’opera del Poeta e’ stato limitato…)

Gioia ha spiegato, con innegabile coraggio, a un pubblico di protestanti come sia pressoche’ impossibile cogliere il senso del messaggio dantesco se non si parte da una posizione cattolica e ha utilizzato varie scene della Commedia per indicarne altrettante lezioni per chi si impegna nella vita pubblica a Washington. Alla fine, domande a raffica dal pubblico e nessuno sembrava volesse andare a casa.

E poi dicono che la cultura italiana non e’ apprezzata all’estero…

AGGIORNAMENTO: Audio e video della serata sono ora disponibili online sul sito dell’AEI

12.18.06

Al Pentagono nel primo giorno dell’era Gates

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Due anni per decidere il futuro di Iraq, Afghanistan, Medio Oriente e anche dell’America. Un biennio per una svolta che impedisca un fallimento iracheno, che si trasformerebbe in ‘’una calamita”’ per gli Usa. Si presenta cosi’ Robert Gates, nel primo giorno di lavoro al Pentagono: affiancato dal presidente George W.Bush, il successore di Donald Rumsfeld debutta come ministro della Difesa con la franchezza con cui si e’ gia’ distinto nelle audizioni in Congresso. […]

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12.16.06

2008: Edwards in campo, ora la corsa si fa seria

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Lo scenario dei candidati ai blocchi di partenza della lunga corsa per la Casa Bianca si arricchisce di un pezzo da novanta. Il democratico John Edwards, ex aspirante vicepresidente nel 2004, ha deciso di candidarsi e fara’ il proprio annuncio entro la fine dell’anno da un luogo simbolico: il quartiere povero di New Orleans che fu piu’ duramente colpito dall’uragano Katrina dello scorso anno. […] Read the rest of this entry »

Dalla Florida alla California, iniezioni letali sul banco degli imputati

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Un detenuto condannato a morte in Florida prese fuoco sulla sedia elettrica alla fine degli anni Novanta e un’altra esecuzione nello stato, nel 2000, si trasformo’ in uno spettacolo macabro per una emorragia. I due casi si rivelarono decisivi per mandare in pensione la sedia elettrica in gran parte degli Usa. Ma ora sempre in Florida un tragico errore del boia sembra aver segnato una svolta anche nell’uso del principale metodo di esecuzione nei 37 stati degli Usa che prevedono la pena capitale: le iniezioni letali. […] Read the rest of this entry »

12.14.06

Harvard, no a Ragione e Fede, si studiera’ ‘il significato dell’uomo’

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Dopo due mesi di intenso dibattito, l’universita’ di Harvard ha messo da parte il progetto di rendere obbligatori corsi su ‘Ragione e Fede’ per tutti gli studenti e ha virato verso un nuovo approccio, che prevede di affrontare un’area tematica intitolata ‘Cosa significa essere un essere umano'’.

La proposta di inserire lo studio del rapporto tra la ragione e la religione era emersa nella bozza del nuovo curriculum obbligatorio per gli studenti del piu’ importante ateneo americano, che sta cercando di mettere a punto il primo aggiornamento del piano di studi dagli anni Settanta. L’idea era che la fede e’ oggi un aspetto decisivo per comprendere dibattiti nell’ambito scientifico, politico o sociale.

Ma la proposta ha spaccato Harvard, dove molti professori hanno sostenuto che la religione non puo’ essere una materia di base, perché va considerata solo una delle molteplici ‘forze’ che modellano la storia, al pari di temi come la globalizzazione o le tradizioni etniche.

La commissione che sta mettendo a punto il nuovo piano di studi ha lasciato cadere senza troppa enfasi la proposta dell’ area ‘Ragione e Fede’, sostenendo di aver raggiunto la convinzione che i temi che dovrebbe affrontare sono gia’ presenti in corsi attualmente disponibili. In vista della presentazione di un progetto finale a gennaio, la commissione ha invece proposto di indagare le caratteristiche della natura umana attraverso il pensiero religioso, l’arte, la letteratura, la filosofia, la biologia dell’evoluzione e le scienze cognitive.

12.12.06

Ahmadinejad, l’Olocausto e l’11 settembre

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L’Iran ha aperto la ‘conferenza sull’Olocausto’ voluta dal suo pirotecnico presidente Mahmoud Ahmadinejad. Tra i relatori ci sono sono ex leaders del Ku Klux Klan, supremazisti ariani e inquietanti personaggi di ogni parte del mondo, arrivati a Teheran per spiegare perche’ le camere a gas non sono mai esistite e rivelare la manovra ’sionista’ (e americana) che sta dietro tutta la vicenda. Ecco finalmente un luogo dove i cospirazionisti sull’11 settembre potrebbero sentirsi a casa: Ahmadinejad sarebbe senza dubbio lieto di organizzare per loro una bella kermesse nella quale svelare la verita’ dietro l’attacco all’America. L’approccio ideologico del presidente iraniano e quello dei sostenitori delle stupidaggini sull’11 settembre, del resto, non sono poi cosi’ diversi.

12.11.06

Pena di morte, il ripensamento continua

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Un ex membro di una gang di portoricani, accusato di aver ucciso un uomo 27 anni fa, si appresta a diventare l’ultima persona a venir messa a morte nel 2006 in un carcere americano. L’esecuzione di Angel Diaz, in programma mercoledi’ in Florida, fara’ calare il sipario su un altro anno segnato da ripensamenti negli Usa sul fronte della pena di morte. […] 

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12.10.06

Fine settimana con Milingo (seconda puntata)

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PARSIPPANY (NEW JERSEY) - Un rabbino del Michigan e un paio di imam del New Jersey, in mezzo a brasiliani con abiti cardinalizi, predicatori protestanti e una selva di mogli coreane. E’ sempre piu’ variopinta l’armata di Emmanuel Milingo, che nella propria battaglia contro il Vaticano cerca alleanze con altre religioni. E intanto attua altri strappi con Roma: dopo i vescovi creati a settembre, che gli sono costati la scomunica di Benedetto XVI, e’ la volta dell’ordinazione di tre preti sposati ed e’ in arrivo una ‘lettera pastorale’ sul ruolo delle donne nella Chiesa. […]

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12.08.06

Fine settimana con Milingo, all’ombra del reverendo Moon

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Scrivo da Parsippany, piccola localita’ del New Jersey, dove l’arcivescovo scomunicato Milingo ha riunito il suo movimento di ex preti sposati:

PARSIPPANY (NEW JERSEY) - La voce sale di tono quando parla del Vaticano, fino a diventare un grido: ‘’Cosa vuole la chiesa con queste scomuniche, ha gia’ perso luterani, anglicani e tutti gli altri: vuol restare sola?'’. Emmanuel Milingo rilancia con una convention di tre giorni negli Usa la sfida al celibato cattolico, ma il movimento nato intorno al carismatico arcivescovo africano mostra le prime crepe. L’ombra della presenza alla sue spalle del controverso reverendo Moon e della sua Chiesa dell’Unificazione, ha gia’ spinto alcune organizzazioni di preti sposati a prendere le distanze. […] Read the rest of this entry »

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