05.12.06

La NASA e’ pronta, ecco la base sulla Luna

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I primi alloggi sperimentali avranno l’aspetto un po’ precario di una casa mobile della protezione civile, ma quantomeno saranno piu’ ampi di quelli della Stazione spaziale internazionale. La Luna sta per essere colonizzata e dalla Nasa arrivano le prime indicazioni su come sara’ la base permanente che gli uomini potrebbero cominciare ad abitare in modo stabile dal 2024. [Scarica il poster Why the Moon? della NASA] [...]L’agenzia spaziale americana preme l’acceleratore sul futuro dell’esplorazione e da Houston, dove ha riunito in questi giorni scienziati di ogni parte del mondo, la Nasa rompe gli indugi e annuncia: ”La decisione e’ presa, ci sara’ una base sulla Luna”. Il progetto viene definito ad ‘architettura aperta’, pronto a raccogliere i contributi delle altre agenzie spaziali. I rappresentanti di 13 paesi – tra cui l’Italia – e un migliaio di esperti sono coinvolti nella nuova conquista della Luna.

Equipaggi di quattro astronauti, secondo le anticipazioni della Nasa, cominceranno ad arrivare sulla Luna dal 2020 – per la prima volta dal 1972 – per missioni di una settimana, destinate alla costruzione della base. L’area dove dovrebbe sorgere l’installazione permanente e’ quella di uno dei due poli, probabilmente quello sud, vicino allo Shackleton Crater, per poter sfruttare al massimo la luce solare e attingere alle risorse che si ritiene siano disponibili (ossigeno, idrogeno, minerali e materiali da costruzione). La struttura dovra’ infatti dimostrare di essere quanto piu’ possibile autosufficiente.

Dal 2024 la permanenza umana dovrebbe salire fino a 180 giorni per missione e la base da quel momento dovrebbe essere pienamente operativa. Entro il 2027, la Nasa immagina di avere al lavoro un veicolo ‘rover’ pressurizzato che possa portare gli astronauti a spasso sul suolo lunare, per esplorare soprattutto le regioni lunari, lontane da quelle equatoriali raggiunte dalle missioni Apollo degli anni ‘60 e ‘70. ”Sui due poli lunari sappiamo meno di quello che sappiamo su Marte”, ha detto Scott Horowitz, responsabile delle esplorazioni alla Nasa.

L’agenzia spaziale americana per il momento non ha fornito indicazioni sui costi dell’intero progetto, limitandosi a garantire che al momento la Nasa non chiedera’ di aumentare il proprio budget attuale di 17 miliardi di dollari l’anno (meta’ del quale al momento e’ destinato alla ricerca scientifica). Dal 2010 gli Usa potranno risparmiare somme consistenti per la fine dell’avventura degli shuttle, per i quali e’ previsto il pensionamento. Nel frattempo verrano sviluppati nuovi veicoli spaziali teoricamente meno costosi, perche’ basati su un ritorno al concetto razzo-capsula dell’epoca dell’Apollo e alla possibilita’ di assemblare i vari componenti direttamente nello spazio. La Nasa, inoltre, con la fine delle missioni delle navette conta di ridurre il proprio coinvolgimento nel progetto della Stazione Spaziale Internazionale (Iss), il cui futuro e’ incerto.

 Per il momento, pero’, deve essere finita la costruzione della base orbitante e il Discovery e’ in partenza da Cape Canaveral per una missione di 12 giorni che servira’ ad aggiungere un altro grosso pezzo alla Iss. Il conto alla rovescia e’ partito in Florida per un lancio previsto per la sera di giovedi’ (le prime ore di venerdi’ in Italia). Le condizioni meteo potrebbero pero’ provocare un rinvio.

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