24.01.07
Morto Hunt, il bizzarro spione che invento’ il Watergate
Era il capo degli ‘idraulici’ a cui Richard Nixon aveva affidato l’incarico di tappare perdite e fughe di notizie dalle ‘tubature’ della sua amministrazione. Ma E.Howard Hunt, un ex agente della Cia morto martedi’ sera a Miami a 88 anni, nel riparare in modo poco ortodosso le falle, fini’ con l’aprire una voragine nella diga che proteggeva uno dei piu’ controversi presidenti americani: il risultato fu l’alluvione del Watergate, con la conseguente caduta di Nixon. […]
Con Hunt esce di scena uno dei principali protagonisti dello scandalo che sconvolse l’America degli anni Settanta. Ma anche uno dei personaggi piu’ curiosi e bizzarri nel cast di primedonne e comparse della vicenda che sfocio’ nelle uniche dimissioni presidenziali nella storia degli Stati Uniti. Ex agente segreto, protagonista di avventurose operazioni di spionaggio o di sabotaggio puro dal Guatemala a Cuba, Hunt fini’ in cella sulla scia del Watergate, ma fu liberato dopo 33 mesi e ha trasorso gli ultimi anni da pensionato in Florida, dove e’ morto per le complicazioni di una polmonite.
La notte del 17 giugno 1972, quando cinque esuli cubani fecero irruzione nella sede del quartier generale del partito Democratico, nel complesso del Watergate a Washington, Hunt li seguiva con un binocolo da un edificio vicino. Era stato lui ad assumerli, scegliendoli tra i personaggi dall’incerto passato che, con lui, avevano preso parte nel 1961 alla fallita operazione della Baia dei Porci, il tentativo di rovesciare il regime di Fidel Castro deciso dal presidente John F.Kennedy.
L’operazione al Watergate, sulla carta, non doveva essere particolarmente difficile per gli ‘idraulici’, come erano stati ribattezzati alla Casa Bianca i membri del team clandestino guidato da Hunt. Lavori del genere ne avevano gia’ fatti molti per conto di Nixon. ‘’C'erano voci - ha raccontato qualche anno fa Hunt - che i vietnamiti e Castro stessero finanziando illegalmente il Comitato nazionale dei Democratici. L’idea era di entrare negli uffici, fotografare i libri contabili e uscire. Niente di particolarmente impegnativo. Avevamo fatto roba del genere per anni, lavori ‘in nero’ nelle ambasciate. Il problema, pero’, e’ che non avevo personale qualificato'’.
I maldestri scassinatori si fecero sorprendere quella notte da una guardia e furono arrestati. Il cronista del Washington Post Bob Woodward, nel seguire il giorno dopo l’udienza per i loro arresti, scopri’ che avevano il numero di telefono di Hunt: fu l’indizio iniziale dell’inchiesta giornalistica, condotta con Carl Bernstein, che nei due anni successivi spinse Nixon fino alle dimissioni, annunciate il 9 agosto 1974.
Hunt era stato per anni un agente della Cia, prima di dimettersi nel 1970 dopo aver scoperto - nelle sue parole - che l’agenzia d’intelligence era ‘’infestata dai democratici'’. Quando il suo ruolo nel Watergate comincio’ a emergere, chiese soldi alla Casa Bianca a piu’ riprese per pagare le spese legali. Una discussione tra Nixon e il suo consigliere John Dean su alcune decine di migliaia di dollari da dare a Hunt - catturata dal registratore segreto che il presidente teneva nello Studio Ovale - divenne in seguito uno degli elementi piu’ seri che avvaloravano la tesi secondo la quale Nixon era a conoscenza dei lavori sporchi dell’ex spia.
I protagonisti dell’era del Watergate stanno pian piano scomparendo. Poche settimane fa e’ morto l’ex presidente Gerald Ford, nelle cui mani Nixon (morto nel 1994) lascio’ la Casa Bianca dopo le dimissioni. E Mark Felt, l’ex vicedirettore dell’ Fbi che guido’ il lavoro di Woodward e Bernstein nascosto sotto il soprannome ‘Gola Profonda’, ha superato i 94 anni.
