07.02.07
Harvard ha deciso
E’ sparita la proposta iniziale di far studiare materie raggruppate sotto l’etichetta ‘Ragione e Fede’, ma la prima riforma in 30 anni del curriculum generale per gli studenti di Harvard apre comunque le porte a studi sulle religioni. Dopo mesi di un dibattito seguito con attenzione da tutto il mondo accademico americano, la piu’ antica e prestigiosa universita’ degli Stati Uniti ha varato il proprio nuovo piano di studi, presentandolo come un’occasione per una maggiore apertura al mondo. […]
Criticando la tendenza americana al ‘’parrocchialismo'’ e alla ristrettezza di orizzonte, la commissione che ha messo a punto il nuovo curriculum di Harvard ha dedicato una delle nuove otto aree di studi obbligatori al tema ‘Societa’ del mondo’. Harvard e’ stata accusata ripetutamente in questi anni di concentrarsi troppo sulle materie strettamente accademiche, perdendo di vista temi del mondo reale.
E’ per rispondere a queste esigenze che nel preparare la prima riforma del piano di studi dagli anni Settanta, la commissione di Harvard aveva proposto di creare un’area di studi dedicata a ‘ragione e fede’, sostenendo che il ruolo delle religioni e’ ormai centrale negli eventi globali. Ma le reazioni negative da parte di molti intellettuali, preoccupati di tenere la religione lontana dall’ambiente scientifico, ha fatto rinunciare all’idea. Una delle nuove aree, ‘Cultura e credenze’, e’ pero’ dedicata al rapporto tra la cultura e le esperienze di fede e prevede di ‘’introdurre gli studenti a idee, arte e religione nel contesto delle condizioni sociali, politiche, religiose e di incrocio tra le culture'’.
Gli esperti che hanno disegnato il curriculum - che trattandosi di Harvard e’ destinato a influenzare le scelte dell’intero mondo universitario americano - hanno sottolineato che il 94% degli studenti hanno detto di discutere ‘’con frequenza'’ o ‘’saltuariamente'’ argomenti religiosi. ‘’Harvard e’ un’istituzione secolare - afferma il nuovo curriculum - ma la religione e’ una parte importante nella vita dei nostri studenti'’.
