19.02.07

Guantanamo, la Little America e’ pronta al dopo Castro

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Il posto di confine Usa-Cuba - Foto Bardazzi

GUANTANAMO BAY (CUBA) - A 79 anni, il cubano Selvin Butler Fairweather e’ probabilmente il piu’ insolito pendolare al mondo. Insieme a due colleghi ultraottantenni, Fairweather ogni mattina alle 5:30 attraversa il posto di frontiera di Guantanamo Bay, l’unico punto in cui Usa e Cuba si toccano, e va a lavorare nella base americana. I tre vecchietti sono ospiti graditi e incarnano un pezzo di storia, ma nella Little America cubana c’e’ il timore che un giorno insieme a loro arrivino migliaia di profughi, magari sulla scia di un crollo del regime per la morte di Fidel Castro. […]  

Foto Bardazzi

 

‘’Abbiamo piani d’emergenza pronti, posso garantire che Guantanamo e’ preparata ad affrontare qualsiasi crisi per il dopo Castro'’, dice all’Ansa la massima autorita’ nella base, l’ammiraglio Henry B.Harris. Gestire la piu’ discussa prigione al mondo non e’ infatti il solo compito dei 1.643 uomini della ‘Joint Task Force Guantanamo’, l’unita’ del Pentagono cui e’ affidato il compito di far da carcerieri a poco meno di 400 presunti seguaci di Al Qaida e dei taleban. La base navale americana a Cuba deve infatti anche essere il primo avamposto a reagire in caso di un’emergenza profughi, non solo lungo il confine sull’isola, ma anche nel tratto di mare che separa Cuba dalla Florida. ‘’In caso di crisi, i primi giorni di gestione della situazione toccano a noi, prima di passare le consegne al Comando Sud a Miami e al ministero della Sicurezza Interna'’, spiega Harris, aggiungendo che i piani in questo senso sono pronti e vengono continuamente aggiornati. 

Non e’ chiaro - e l’ammiraglio non lo rivela - cosa accadrebbe se una massa di cubani cercassero di entrare in territorio americano al Nord East Gate, il posto di frontiera presidiato dai marines dove i due paesi si fronteggiano. Oggi l’unico passaggio lungo i 28 chilometri di filo spinato e campi minati che dividono i 116 km quadrati della base dal resto di Cuba, viene aperto solo per i tre pendolari.

Foto Bardazzi

Fairweather e gli altri passano sotto la scritta ‘Republica de Cuba - Territorio Libre de America’ ed entrano sul suolo americano, dove un fuoristrada li attende per portarli al lavoro (uno si occupa di approvvigionamenti, gli altri due di attivita’ ricreative per il personale della base). Alle 16:30 la scena si ripete in direzione opposta. Il terzetto e’ cio’ che resta dei 200 pendolari a cui Castro nel 1961 concesse il permesso di continuare a lavorare per gli odiati americani. I vecchietti ancora oggi portano una volta al mese la pensione - in contanti - ad altri ex dipendenti ottuagenari e alle loro famiglie. Pendolari a parte, i cancelli si aprono solo una volta al mese per un incontro tra il comandante della base navale, il capitano di Marina Mark Leary, e la controparte cubana. ‘’Sono incontri pragmatici - spiega Leary - che abbiamo messo in piedi per evitare malintesi e discutere questioni logistiche'’. 

Foto Bardazzi

I faccia a faccia tra i comandanti, un caso piu’ unico che raro di dialogo Usa-Cuba, sono una delle tante iniziative a cui sono dovuti ricorrere gli Stati Uniti per mantenere in funzione la piu’ vecchia base navale americana nel mondo e l’ unica in un paese comunista. Guantanamo fu affittata dagli Usa nel 1903 e il patto prevede l’accordo di entrambi i paesi per sciogliere il contratto. Castro non e’ mai riuscito a liberarsi della scomoda Little America sul suo territorio e ogni anno riceve l’affitto, con un assegno di 4.085 dollari da Washington. ‘’Non ha mai incassato un assegno, li colleziona e li mostra agli ospiti'’, racconta il comandante Leary. 

La base, dove vivono 4.000 militari e civili, piu’ i 1.643 membri della task force, e’ oggi una cittadella indipendente, che produce da sola 800 mila kilowatt-ora di energia elettrica al giorno - di recente sono stati attivati quattro giganteschi mulini a vento - ed e’ dotata di un impianto di desalinizzazione da 12 milioni di litri d’acqua. A Guantanamo ci sono scuole per bambini, ospedali, centri commerciali, cinema, l’immancabile McDonald’s e tutto cio’ che serve per farne una copia esatta di un qualunque piccolo centro del Midwest americano.

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2 Comments »

  1. VascoBlog said,

    February 20, 2007 at

    Caro Blogger,
    non trovando una mail alla quale risponderti,
    e volendo proporti un servizio che
    probabilmente Ti interesserà,
    Ti chiedo di contattarmi a info@vascoblog.com
    Ciao

  2. Socioweb said,

    February 20, 2007 at

    Please, can You read my post? Click ‘n’ Go!

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