27.02.07
2008, i conservatori alla ricerca di un portabandiera
Riuniti a porte chiuse in un’esclusiva isola affacciata sull’Atlantico, i leader delle potenti organizzazioni della destra cristiana americana hanno provato a dare le pagelle ai candidati alla Casa Bianca e ne sono usciti scoraggiati. I conservatori evangelici, pronti a restare orfani del presidente che hanno contribuito ad eleggere, George W.Bush, sono alla disperata ricerca di qualcuno che sollevi la loro bandiera nel 2008. […]
I candidati di punta repubblicani, da John McCain a Rudy Giuliani e Mitt Romney, sono visti tutti con sospetto nel mondo dei conservatori ‘duri’. Altri aspiranti presidenti che si muovono alle spalle dei favoriti, sono ritenuti troppo deboli per poter ambire a conquistare la nomination repubblicana e sfidare l’odiata Hillary Clinton o chiunque sia il candidato dei democratici. ‘’C'e’ molta ansia, non c’e’ un conservatore di rilievo in campo e tutti lo stanno cercando'’, ha detto al New York Times uno dei leader, Paul Weyrich, presidente della Free Congress Foundation.
Il quotidiano newyorchese, spesso ossessionato da scenari di presunte trame della destra evangelica per conquistare il potere a Washington, ha usato una serie di fonti anonime per cercare di ricostruire il clima di una riunione del Council for National Policy, un club molto riservato che mette insieme esponenti del mondo evangelico e conservatori fiscali. Il gruppo, assai influente negli anni di Bush - che nel 1999 ando’ a cercarne l’ appoggio non appena decisa la propria scalata alla Casa Bianca - si e’ riunito in un hotel di lusso ad Amelia Island, un’isola della Florida adatta per incontri lontani da occhi indiscreti.
Un paio di candidati presidenti, l’ex governatore dell’ Arkansas Mike Huckabee e il deputato della California Duncan Hunter, hanno parlato al club dei conservatori, mentre un altro beniamino del gruppo, il senatore del Kansas Sam Brownback, li aveva incontrati nei mesi scorsi. Nessuno di loro sembra aver entusiasmato personaggi come James Dobson (presidente di Focus on the Family), il reverendo Jerry Falwell o il nemico della spesa pubblica Grover Norquist.
McCain sta cercando di raccogliere consensi in questo mondo, ma per ora continua a venir visto come troppo liberal per poter essere sostenuto dalla base evangelica. Giuliani, con le sue idee ‘aperte’ su aborto e unioni gay e i suoi tre matrimoni alle spalle, e’ una pillola difficilissima da inghiottire. E anche Romney ha i suoi problemi ad apparire credibile, dopo aver cambiato posizione su aborto, ricerca sulle staminali embrionali e diritti per gli omosessuali (per non parlare della fede mormone, malvista nel mondo cristiano evangelico).
Secondo il New York Times, la riunione di Amelia Island ha mostrato un tale livello di preoccupazione che un gruppo di leader conservatori ha cercato di convincere sul posto il governatore della South Carolina Mark Sanford, venuto a portare un saluto, a candidarsi presidente: una richiesta che Sanford ha respinto fermamente.
Il timore della destra cristiana e’ ora quello di trovarsi in una situazione simile a quella del 1996, quando i conservatori si trovarono a dover scegliere tra un candidato repubblicano che non amavano, Bob Dole, e un democratico che li inorridiva, Bill Clinton. Dobson ha rivelato tempo dopo di non essere riuscito a votare per Dole e di aver sprecato il voto per un candidato indipendente.
