09.03.07

Grand Canyon, a passeggio sul baratro sulla passerella indiana

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Una passeggiata mozzafiato su un abisso profondo 1.200 metri, camminando sul cristallo sopra rocce scavate per millenni dal fiume Colorado. Dopo elicotteri, aerei privati, rafting ed escursioni a dorso di mulo, in Arizona arriva un’altra possibilita’ per ammirare lo spettacolo naturale del Grand Canyon: una piccola tribu’ indiana locale che lotta per sopravvivere ha inaugurato una passerella trasparente per chi non soffre di vertigini. [...]

Tra fumi d’incenso e inni per ingraziarsi gli spiriti, gli Hualapai hanno salutato il momento in cui giganteschi macchinari hanno spinto verso il baratro una passerella da 907 tonnellate a forma di ferro di cavallo, che ora si protende per 21 metri dal bordo del canyon piu’ celebre del mondo. Un paio di aquile si sono levate in volo, fuori programma, per rendere ancora piu’ suggestivo un momento che gli indiani locali attendevano da anni e alcuni ambientalisti temevano da altrettanto tempo.

Dal 28 marzo i turisti cominceranno ad affluire in una zona fino a ora dimenticata del Grand Canyon, per provare il brivido di avventurarsi sulla ‘Skywalk’, dando un’occhiata a un panorama unico attraverso il pavimento trasparente o sopra le balaustre di cristallo della passerella. Centoventi visitatori alla volta potranno passeggiare su 2.800 metri quadri della pedana sul vuoto. Finita l’escursione, avranno la possibilita’ di rilassarsi scegliendo tra un museo, un cinema, un negozio di souvenir e gli immancabili ristoranti in costruzione nell’area.

La nuova attrazione e’ il frutto di un’idea da 30 milioni di dollari venuta anni fa a un operatore turistico di Las Vegas, David Jin, che ha messo insieme gli sponsor, i progettisti e le societa’ di costruzioni necessari per farla diventare realta’. La tribu’ Hualapai non aspettava di meglio. I nativi della riserva nell’area occidentale del Grand Canyon sono ridotti a una tribu’ di 2.300 persone che lotta con un altro baratro, oltre a quello naturale creato dal Colorado: la bancarotta.

Per anni gli Hualapai hanno cercato di attirare nella loro zona una parte dei 4,1 milioni di visitatori che ogni anno si recano nel parco nazionale del Grand Canyon, 390 chilometri piu’ a est. Nel 1995 ci avevano provato creando un casino’, come fanno la maggior parte delle tribu’ indiane d’America: il giro d’affari delle scommesse frutta ogni anno 23 miliardi di dollari ai ‘nativi’ e permette loro di mantenere in vita le riserve, dove le prospettive di lavoro sono misere. Ma gli Hualapai, pur avendo ricevuto in dono dagli spiriti il canyon piu’ bello del mondo, hanno anche ricevuto dai ‘visi pallidi’ il regalo, meno gradito, di avere Las Vegas nelle vicinanze. I pochi turisti che si avventuravano nella riserva indiana – tagliata fuori dalle principali autostrade dell’Arizona – provenivano dalla capitale del gioco d’azzardo e difficilmente potevano essere attratti dall’idea di visitare un altro casino’. L’avventura di biscazzieri duro’ cosi’ solo otto mesi.

”Adesso l’uomo bianco, lo stesso che ha fatto le auto e gli autobus, ha creato questa struttura e dobbiamo darle la possibilita’ di funzionare”, ha sentenziato Emmett Bender, 84 anni, il leader spirituale degli Hualapai, che ha indossato le vesti tradizionali per tenere a battesimo la Skywalk con una cerimonia ispirati a riti antichi.

Ma l’opera ha i suoi critici, sia all’interno della tribu’ – dove alcuni anziani temono che stravolga un habitat secolare -, sia all’esterno. ”Capisco le necessita’ economiche della tribu’ – ha detto Robert Arnberger, ex sovrintendente del parco nazionale – ma e’ una dissacrazione del posto che loro stessi hanno cosi’ a cuore”. Un rischio che gli indiani sanno di correre, ma che sono disposti ad affrontare di fronte alla prospettiva di vedere arrivare centinaia di migliaia di turisti l’anno. E soprattutto le loro carte di credito.

1 Comment »

  1. Ilaria said,

    March 22, 2007 at

    Good morning,
    I went to Grand Canyon last year: it was fantastic the view and I remained without words for the spectacular and touching sensation I felt.
    On my opinion a place like this doesn’t need something so commercial as the “Skywalk”. I’m a little bit disappointed as I think that the magic and romantic atmosphere this place give us like a precious gift could be “ruined” by this business machine.
    Thanks for your attention.
    Best Regards.
    Ilaria

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