13.03.07

2008, una raffica di primati racconta la nuova America

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Maschio, bianco e protestante, con l’unica eccezione di un cattolico, John F.Kennedy, peraltro finito ammazzato. L’identikit dei 43 presidenti avuti fino ad oggi dagli Stati Uniti si riassume cosi’. Ma in un segno dell’ America che cambia volto, la corsa alla Casa Bianca per il 2008 e’ ricca di ‘prime volte’ e gli elettori non sembrano sconvolti dall’idea che il comandante in capo possa essere una donna, un nero, un mormone, un ispanico o un pluridivorziato, cattolico e italoamericano. [...]

Un sondaggio della Gallup per Usa Today e un giro d’orizzonte del quotidiano con storici e sociologi, hanno fatto emergere come le mille novita’ della campagna elettorale siano uno specchio di un paese in profonda trasformazione. Se c’e’ una possibile svolta che ancora lascia titubanti gli americani, e’ la possibilita’ di eleggere un presidente di 72 anni, quale sarebbe il repubblicano John McCain il giorno del voto: sarebbe un record d’eta’ per un presidente al primo mandato, anche se Ronald Reagan fu confermato alla Casa Bianca a 73 anni.

Per il resto, i tabu’ sembrano cadere uno dopo l’altro. Solo un americano su 10 si dice a disagio di fronte all’idea di eleggere una donna (Hillary Clinton) o il primo presidente ispanico (Bill Richardson). E scende a 1 su 20 la percentuale di coloro che dicono no a un nero come Barack Obama, un cattolico come Rudy Giuliani o un ebreo. Le maggiori resistenze sono per l’eta’: il 40% esclude di voler votare un settantaduenne. E ci sono ancora barriere che l’America ha qualche problema a oltrepassare, come il fatto che il 42% degli elettori sarebbe a disagio a votare un gay e il 48% un ateo dichiarato.

In mezzo secolo, pero’, il paese e’ cambiato in modo profondo. La stessa Gallup 50 anni fa, quando il senatore cattolico Kennedy si apprestava a scendere in campo, rilevava l’ ostilita’ di un americano su quattro a votare un ‘papista’, per non parlare dei ‘no’ a ebrei (28%), donne (41%), neri (53%) e atei (75%).

Oggi non sembra creare particolari resistenze il fatto che Giuliani abbia alle spalle tre matrimoni e sia un cattolico italoamericano. Neppure l’appartenenza dell’ex governatore del Massachusetts Mitt Romney alla chiesa mormone pare un ostacolo insormontabile, nonostante si tratti di una denominazione religiosa che la maggioranza dei protestanti ritengono in pratica una setta.

Ad aprire la strada, secondo gli esperti, sono stati i cambiamenti nella societa’. La prestigiosa universita’ di Harvard, per esempio, ha appena scelto il primo rettore donna, portando a quattro su otto gli atenei della elitaria Ivy League ad essere guidati da professoresse. Entrambe le squadre finaliste quest’ anno al SuperBowl di football erano guidate per la prima volta da allenatori neri. E gli ultimi tre segretari di Stato, uno dei posti piu’ importanti nel governo, sono stati una donna bianca, un uomo nero e una donna nera.

Secondo la governatrice democratica del Kansas Kathleen Sebelius, gli americani sono sempre piu’ abituati a vedere donne in posti di comando come amministratori delegati o governatori e diventa cosi’ piu’ facile ”immaginarsi una donna come amministratore delegato dell’intero paese”.

I candidati che portano con loro l’etichetta della novita’ sono ben consapevoli del clima favorevole al cambiamento e lo stanno cavalcando. Hillary Clinton, per esempio, nel fine settimana ha partecipato a una cena elettorale a Nashua, in New Hampshire, la localita’ dove Kennedy fece il primo comizio della sua trionfale campagna elettorale nel 1960. ”Un sacco di gente all’epoca – ha ricordato la senatrice di New York – diceva che l’ America non avrebbe mai eletto un cattolico come presidente. Alcuni mi dicono ora che non pensano che una donna possa essere eletta. Io mi limito a rispondere: ‘Se non proviamo, non lo sapremo mai”’.

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