22.03.07
Casa Bianca 2008, caccia ai soldi in vista dei primi bilanci

Tutti con l’aspirapolvere acceso, per raccogliere assegni a ritmi frenetici da mettere in cassaforte entro il 31 marzo. Tra Hillary Clinton, John McCain, Barak Obama e gli altri protagonisti della corsa alla Casa Bianca 2008, e’ in corso una prima volata finale che assomiglia a un giro di Monopoli: tra dieci giorni i tesorieri delle varie campagne elettorali devono presentare i conti e sara’ il primo segnale significativo di come stanno andando le cose. […]I sondaggi d’opinione sono importanti negli Usa, ma in una campagna presidenziale pochi indicatori sono attendibili come il conto in banca dei candidati. La Federal Election Commission (Fec), l’ organismo federale che vigila sulle elezioni, nei primi giorni d’aprile rendera’ noto lo stato di salute finanziario dei vari candidati nel primo trimestre del 2007. Quanto sia importante l’ appuntamento lo dimostra l’iperattivismo dei protagonisti della corsa, che in questi giorni si sottopongono anche a una decina di eventi elettorali al giorno, come se fosse gia’ marzo 2008.
Hillary Clinton, per esempio, martedi’ sera e’ comparsa in un grande albergo di Washington per un evento elettorale e, a sorpresa, al suo fianco e’ spuntato il marito Bill. ‘’Sono qui per introdurre Hillary, una cosa forte, non e’ vero?'’, ha detto l’ex presidente ai mille presenti. La reazione e’ stata quello che la senatrice di New York sperava: folla in tripudio e 2,7 milioni di dollari rastrellati in una sola serata.
Unica nota stonata, per Hillary, e’ stata la contestazione di una manifestante pacifista. Un video circolato ampiamente su Internet la mostra mentre interrompe l’ex First Lady - criticata per aver votato a favore della guerra in Iraq - cantando ‘Why, Why, Hillary, Why?’ (perche’, Hillary, perche’?), sulle note della celebre canzone ‘American Pie’.
Le previsioni degli esperti sono che per come la campagna elettorale e’ stata impostata, i candidati dovranno puntare a raccogliere almeno 100 milioni di dollari entro la fine dell’ anno, per avere possibilita’ concrete di successo nelle primarie di partito che prendono il via dal gennaio 2008. Michael Toner, che ha lasciato il posto di presidente della Fec una settimana fa, ha previsto che quella del 2008 sara’ la prima campagna presidenziale da un miliardo di dollari: i due sfidanti che arriveranno allo scontro finale nel novembre 2008, avranno raccolto complessivamente mezzo miliardo a testa.
Gli analisti prevedono che gia’ la raccolta di questo primo trimestre del 2007, a un anno e mezzo dall’Election Day, sara’ complessivamente superiore a 100 milioni di dollari: una somma pari a quello che George W.Bush raccolse nel 2000 durante tutta la propria campagna per le primarie repubblicane. Ad alimentare la corsa ai dollari sono anche le scelte di alcuni stati che hanno deciso di anticipare le loro primarie. La California, il piu’ popoloso di tutti (e il piu’ costoso da ‘coprire’ per i candidati) ha spostato da giugno a febbraio 2008 il proprio voto, sconvolgendo molti equilibri.
Gli strateghi elettorali che affiancano i vari candidati in questi giorni fanno a gara a cercare di tener basse le aspettative, per non rischiare di venir poi visti come perdenti se non raggiungono le cifre previste. Manovre che ricordano quelle delle grandi societa’ di Wall Street alla vigilia della presentazione dei bilanci. Obama, per esempio, ha fatto dire ai suoi collaboratori che sarebbe felicissimo di mostrare incassi tra 7 e 12 milioni di dollari nel primo trimestre, ma ci sono molteplici indizi che segnalano che quello del senatore nero dell’Illinois e’ un bluff. In una sola notte a Hollywood, giorni fa, il candidato democratico ha raccolto 1,7 milioni di dollari e un suo totale piu’ credibile, per gli addetti ai lavori, e’ intorno ai 20 milioni di dollari.
La presentazione dei bilanci potrebbe segnare anche l’abbandono della corsa da parte di alcuni candidati, riducendo un parco di partecipanti che e’ oggi affollatissimo.
