28.03.07
L’America mostra i muscoli all’Iran, manovre navali nel Golfo

I caccia F/A-18 si levano in volo uno dopo l’altro dal ponte della John C.Stennis e vanno a raggiungere altri aerei decollati da una seconda portaerei, la Dwight D.Eisenhower. Un centinaio di velivoli da combattimento Usa riempiono i cieli del Golfo, dove 10.000 militari Usa su 15 navi da guerra danno vita a battaglie simulate al largo dell’ Iran. Una coreografia imponente voluta dal Pentagono per mandare un segnale a Teheran: la guerra in Iraq non limita la potenza di fuoco e il ruolo che gli Usa vogliono avere nella regione. […] In un momento in cui l’Iran e’ al centro di tensioni internazionali legate al proprio programma nucleare, al presunto aiuto agli insorti in Iraq e alla cattura di 15 marines britannici, gli Usa hanno voluto mostrare i muscoli con quella che e’ ritenuta la piu’ vasta prova di forza militare americana nella regione dall’epoca dell’attacco a Saddam Hussein nel 2003. Un’esercitazione ‘’prevista da tempo'’, afferma il comando della Quinta Flotta della U.S.Navy in Bahrain, ma che e’ finita con il prendere il via in giorni complessi.
Gli Stati Uniti, per bocca del portavoce del Dipartimento di Stato, si sono uniti alla Gran Bretagna per chiedere il ‘’rilascio immediato'’ dei militari americani catturati. Da Baghdad, dove si trova in visita, un ammonimento all’Iran lo ha lanciato anche l’ammiraglio William Fallon, il nuovo capo del Comando centrale (Centcom) del Pentagono, da cui dipendono le forze Usa in Medio Oriente, nel Golfo e in Asia centrale. ‘’Il comportamento iraniano e’ stato sin qui non solo non utile, ma deleterio per la pace e il progresso nella regione'’, ha detto Fallon alla Cnn. L’ammiraglio, il primo ufficiale della Marina ad assumere il comando del Centcom, non ha messo in relazione le manovre della U.S. Navy con la situazione iraniana, ma ha sottolineato di voler chiedere la collaborazione dei paesi della regione per contrastare l’operato di Teheran.
Fallon ha messo in guardia in particolare l’Iran sul fatto che gli Usa ‘’non possono permettere e non tollereranno'’ che gli iraniani armino gli insorti iracheni. Le preoccupazioni americane in questo senso sono emerse in tutta la loro portata in rivelazioni del New York Times, che ha ricostruito come l’ intelligence Usa negli ultimi due anni sia giunta alla conclusione che buona parte dei micidiali ordigni che fanno stragi dei soldati americani, sono da ricondurre alle forze speciali iraniane e agli sciiti di Hezbollah (appoggiati dal governo di Teheran).
Gli Usa gia’ nel luglio 2005 mandarono in segreto attraverso canali diplomatici un messaggio di ammonimento all’Iran - afferma il New York Times - per segnalare l’irritazione per aver trovato ‘impronte digitali’ iraniane sugli ordigni rudimentali usati in Iraq. Teheran rispose negando ogni ruolo e da allora ha continuato sulla stessa linea. Ma l’intelligence Usa ha sempre piu’ prove che indicano una matrice iraniana soprattutto per i micidiali ‘explosively formed penetrators’ (Efp), ordigni che trasformano cunei di rame in proiettili di metallo fuso capaci di penetrare le armature dei blindati americani.
Nel giorno in cui Fallon ha sottolineato che agli Usa ‘’non interessa una guerra con l’Iran'’, sono in realta’ scene belliche quelle che il Pentagono ha mostrato con l’esercitazione partita nel Golfo, che andra’ avanti per giorni. Gli Usa hanno dato vita a ripetute manovre navali nell’area a partire dall’ ottobre scorso, ma l’arrivo della ‘Stennis’ segna la prima volta dal 2003 in cui due portaerei e i loro gruppi navali sono presenti insieme nel Golfo. L’esercitazione prevede l’impegno di oltre 100 velivoli (caccia F/A-18, aerei d’attacco elettronico EA-6B Prowler, velivoli anti-sommergibile S-3 Viking) e di 10.000 militari su un totale di 15 navi da guerra, che simuleranno attacchi a imbarcazioni nemiche, operazioni di sminamento e di caccia a sommergibili.

Aerei da Guerra said,
October 24, 2007 at
Beh … con la tecnologia … si riesce a vincere qualsiasi guerra oggi…