18.04.07

Il manifesto multimediale del killer del Virginia Tech

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

BLACKSBURG (VIRGINIA) - Un manifesto multimediale, per gridare al mondo tutto il suo odio. ‘’Avete avuto centinaia di miliardi di possibilita’ di fermarmi, ma non l’avete fatto'’: Cho Seung Hui parla dalla tomba, in video, foto e scritti che aveva inviato in un pacchetto alla tv Nbc spedito lunedi’ mattina dopo aver ucciso due persone al Virginia Tech e pochi minuti prima di massacrarne altre trenta. 

Farneticazioni contro i ricchi, paragoni di se stesso a Gesu’ Cristo, lodi ai ‘’martiri'’ che otto anni fa compirono un’altra strage scolastica, quella del liceo di Columbine: c’e’ di tutto nel plico con cui Cho ha voluto mettere la firma definitiva sul massacro. Per gli investigatori e gli esperti, c’e’ materiale per anni di lavoro e di ricerca sulle motivazioni di un killer. […]

Il pacco va ad aggiungersi a molte altre rivelazioni emerse su Cho tre giorni dopo le sparatorie. Lo studente sudcoreano aveva scritto testi carichi di violenza. Due professoresse lo temevano e i compagni di classe se ne tenevano a distanza. Molestava le ragazze, che avevano fatto intervenire la polizia. Era finito in un centro per disturbi mentali e mostrava di aspirare al suicidio. Ma la lunga serie di campanelli d’allarme che il killer del Virginia Tech aveva fatto suonare, non era bastata a impedire la peggiore strage universitaria nella storia americana.

Le indagini in Virginia sullo studente killer e sul comportamento delle autorita’ universitarie nei suoi confronti, stanno facendo emergere uno scenario che sembra destinato a cambiare le modalita’ stesse con le quali negli Usa vengono gestiti i casi di ragazzi ‘problematici’.

Mentre la polizia indaga sugli indizi che Cho si e’ lasciato alle spalle, per cercare di capire cosa abbia provocato un’esplosione di violenza costata 33 vite - compresa la sua -, il governatore della Virginia Tom Kaine ha fatto partire un’altra indagine. Una commissione d’inchiesta dovra’ stabilire se ci siano responsabilita’ nel ritardo con cui lunedi’ e’ scattato l’allarme dopo che Cho aveva fatto le prime due vittime: per due ore fu seguita una falsa pista, quella del fidanzato di una delle vittime. Ma la commissione servira’ anche a stabilire se siano stati valutati con l’attenzione necessaria i segnali di pericolo che il giovane aveva disseminato fin dal 2005 e le denunce di una celebre poetessa, sua insegnante, che lo definiva ‘’malvagio'’.

- EMAIL E DISTURBI DI MENTE. Il capo della polizia del campus, Wendell Flinchum, ha rivelato che i suoi uomini avevano messo gli occhi su Cho gia’ nel novembre 2005. Una ragazza si era presentata alla polizia per denunciare di essere oggetto di molestie via email e in persona. Lo studente era stato inviato di fronte ai funzionari dell’Office of Judicial Affairs, una struttura disciplinare del campus. La ragazza non aveva presentato una denuncia formale, cosi’ come aveva fatto un mese dopo una seconda studentessa che aveva detto alla polizia di essere molestata da Cho.

I compagni di stanza del coreano, nello stesso periodo, si erano fatti avanti per segnalare che a loro avviso il giovane aveva ‘’tendenze suicide'’. ‘’Dopo aver parlato con lui a lungo, i nostri agenti lo hanno affidato a un servizio privato di valutazioni mentali'’, ha detto Flinchum. La societa’, Access Services, aveva ottenuto un ordine di detenzione temporanea per Cho che il 13 dicembre 2005 era entrato in un centro per disturbi mentali in Virginia per essere rilasciato dopo qualche giorno con l’ordine di farsi curar da uno psichiatra.

- POESIE E MALVAGITA’: L’assistenza psichiatrica era durata poco e nello stesso periodo erano cominciati ad emergere i segnali d’allarme nel corso di poesia frequentato da Cho. Nikki Giovanni, una celebre poetessa e un’autorita’ nel campus, ha raccontato che il giovane scriveva testi inquietanti, passava il tempo in classe in silenzio e con gli occhiali scuri e faceva paura agli altri.

‘’I ragazzi ‘problematici’ si ubriacano e si gettano da un palazzo - ha detto Nikki Giovanni - oppure si ammazzano al volante. Questo non era problematico, in lui c’era una vera e propria malvagita’ che mi preoccupava'’. La poetessa era arrivata al punto di minacciare le dimissioni se Cho non spariva dal suo corso. La responsabile del dipartimento, Lucinda Roy, lo aveva preso sotto la sua custodia e aveva cominciato a dargli lezioni private. Ma anche lei si era spaventata e aveva allertato le autorita’ del campus: ‘’Parlare con lui era come parlare con un vuoto'’. Ma anche gli avvertimenti della Roy non sono andati lontano e ora tocchera’ alle indagini stabilire se qualcuno non sia responsabile per non aver preso provvedimenti. - LE LETTERE E LE PISTOLE: Altri spunti importanti per le indagini sono rappresentati dal materiale sequestrato nella stanza di Cho, comprese le lettere piene d’odio nelle quali si sfogava contro ‘’i figli di papa”’ nel campus. Anche il computer dello studente e altri suoi oggetti personali stanno aiutando a tracciarne il profilo. La polizia ha ricostruito la provenienza delle pistole usate nella strage: una era stata acquistata nella vicina Roanoke, una seconda era stata comprata su Internet e spedita a un negozio di Blacksburg, nel campus, dove Cho l’aveva ritirata a febbraio. Nelle trattative per l’acquisto delle armi, i problemi mentali dello studente coreano non erano mai emersi: secondo le banche dati che i venditori d’armi devono consultare prima della vendita, Cho era ‘pulito’.

 

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