23.04.07

Il fiato di Obama sul collo di Hillary

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Sullo specchietto retrovisore di Hillary Clinton, l’immagine di Barack Obama appare sempre piu’ vicina. Al punto che in America c’e’ chi si aspetta da un momento all’altro di vedere il senatore nero mettere la freccia e tentare il sorpasso. E con i due protagonisti impegnati a premere a fondo l’acceleratore, la campagna elettorale per la Casa Bianca nel 2008 in casa democratica sembra gia’ diventata una sfida ristretta alla coppia di testa. […]

Se i sondaggi di marzo davano tutti su scala nazionale un distacco a due cifre per Obama, quelli di aprile sono scesi a percentuali a una sola cifra: 5% per la Gallup, 4% per la Cnn, addirittura 2% (statisticamente un pareggio) nell’ultimo sondaggio Rasmussen. Numeri che arrivano sulla scia dei risultati di Obama nella raccolta di fondi elettorali nei primi tre mesi dell’anno: il senatore dell’Illinois, una matricola sulla scena politica nazionale, e’ riuscito a tenere il passo della collaudata macchina da soldi di Hillary & Bill Clinton.

‘’E’ difficile per la senatrice crescere - ha detto il sondaggista Scott Rasmussen - perche’ stata in testa fin dall’ inizio. Non penso pero’ che sia lei che sta calando. E’ Barack Obama che sta guadagnando terreno e raccogliendo un sacco di gente che preferisce un’alternativa a Hillary'’.

Ma la campagna e’ ancora lunghissima e ci sono un gran numero di fattori su cui gli addetti ai lavori puntano i riflettori, per frenare gli entusiasmi nel campo di Obama. I sondaggi nazionali, per esempio, in questa fase sono assai meno importanti dei risultati nei singoli stati, soprattutto in quelli dove si vota per primi come Iowa e New Hampshire. E qui il vantaggio dell’ex First Lady sembra piu’ solido. Inoltre, il terzo incomodo tra Hillary e Barack, l’ex candidato vicepresidente John Edwards, e’ tutt’altro che fuori dai giochi e puo’ dar vita a sorprendenti rimonte al momento delle primarie, come fece gia’ nel 2004.

E poi c’e’ il il ‘fattore Al’: crescono gli indizi che fanno pensare alla possibilita’ che l’ex vicepresidente e candidato alla Casa Bianca Al Gore sia sul punto di scendere in campo. Alcuni suoi ‘amici’, secondo indiscrezioni trapelate sui media, starebbero rimettendo in piedi in segreto il team elettorale di Gore, per esser pronti a partire se arrivasse una sua decisione. James Carville, lo stratega politico che porto’ Bill Clinton nello Studio Ovale, e’ convinto che l’ex vicepresidente ci riprovera’: ‘’La candidatura alla Casa Bianca e’ come il sesso - ha detto - non puoi pensare di farlo solo una volta e poi lasciar perdere'’.

Carville, in una conferenza universitaria a New Orleans, si e’ unito inoltre al coro di chi segnala le preoccupazioni dall’ altra parte della barricata, in casa repubblicana. Ad avviso dello stratega il senatore John McCain, per anni ritenuto il piu’ serio pretendente alla nomination, e’ ‘’un uomo stanco'’ che non arrivera’ al voto in Iowa, perche’ indebolito in modo irreparabile dal suo sostegno per la guerra in Iraq.

I repubblicani, soprattutto nell’ala piu’ conservatrice del partito, sono alla ricerca di possibili alternative a candidati che suscitano riserve, come Rudy Giuliani e Mitt Romney. Da tempo circola il nome dell’ex senatore Fred Thompson, ma Carville ha un’altra idea: ‘’L'unica persona che possa avere possibilita’, scendendo in campo a questo punto, e’ Jeb Bush'’, l’ex governatore della Florida e fratello del presidente.

1 Comment »

  1. Pietro said,

    April 23, 2007 at

    Sarebbe interessante che almeno Spirit of America
    ci facesse capire meglio in che consistono le idee programmatiche della Clinton e di Barack e le loro differenze. Quelle uomo/donna e simpatia/antipatia a pelle riusciamo ad intuirle. Penso che per fare il Presidente degli Stati Uniti (e forse il Presidente dell’Occidente dove Bush ha fallito miseramente) bisognerebbe avere preparazione e maturazione in tanti settori diversi ma sopratutto in politica internazionale. Credo che Hillary Clinton in questo sia più pronta. Non riesco a capire le proporzioni della marea montante per Barack Obama.

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