30.04.07
L’ex direttore della Cia, Osama sogna un fungo atomico

L’11 settembre 2001 non e’ stato un traguardo per Al Qaida, ma solo una tappa verso un obiettivo piu’ ambizioso: una nuova Hiroshima, stavolta a New York o in un’altra grande citta’ americana. Parola di George Tenet, che per un decennio ha dato la caccia a Osama bin Laden come capo della Cia e ora rivela il timore piu’ grande sui piani del proprio imprendibile avversario: ‘’Vuol cambiare la storia con un fungo atomico'’. […]
Il volto di Tenet da oggi domina le vetrine di tutte le librerie americane. Un mezzo sorriso enigmatico dell’ex capo dell’intelligence americana e’ la foto di copertina di ‘At the Center of the Storm’ (Al centro della tempesta), l’autobiografia con la quale Tenet ha rotto il silenzio che si era imposto dalle sue dimissioni nel 2004. Le critiche sull’Iraq lanciate dall’ex superspia alla Casa Bianca - e al vicepresidente Dick Cheney in particolare - hanno dominato per giorni le anticipazioni e innescato polemiche destinate a durare a lungo a Washington.
Ma tra le 549 pagine del volume di Tenet, le piu’ inquietanti e ricche di rivelazioni sono in realta’ quelle di un capitolo intitolato, significativamente, ‘Vogliono cambiare la storia’. Sono dedicate ad analizzare l’operato di Al Qaida e a tentare di prevedere cosa i terroristi cercheranno di fare in futuro. Tenet ha pochi dubbi sul fatto che il loro obiettivo sia il nucleare: ‘’Sono convinto che e’ la’ che bin Laden e i suoi seguaci vogliono arrivare'’, scrive l’ex direttore della Cia. ‘’Al Qaida comprende - afferma Tenet - che le autobombe o gli attacchi con camion, treni o aerei possono dar loro senz’altro un po’ di titoli sui giornali. Ma se riescono a creare un fungo atomico, faranno storia. Un evento del genere piazzerebbe Al Qaida allo stesso livello delle superpotenze e renderebbe realta’ la minaccia di bin Laden di distruggere la nostra economia e portare la morte in ogni casa americana. Anche nei giorni piu’ bui della Guerra Fredda, potevamo contare sul fatto che i sovietici, come noi, volevano vivere. Non e’ cosi’ con i terroristi'’.
Tra le molte informazioni inedite che il libro offre sulla lotta al terrorismo, figura la rivelazione che nel 1998 seguaci di Al Qaida volevano uccidere l’allora vicepresidente Al Gore durante un viaggio in Arabia Saudita, utilizzando lanciamissili da spalla: Tenet in persona si reco’ a Riad per sventare la minaccia.
Tra il 2002 e il 2003, secondo l’ex capo della Cia, sono stati inoltre scoperti vari progetti di attentati con sostanze tossiche che avrebbero dovuto essere attuati in Europa da seguaci di Abu Musab al Zarqawi, all’epoca leader di Al Qaida in Iraq. ‘’Piani del genere - scrive Tenet - sono stati sventati tra gli altri in Gran Bretagna, Francia, Spagna e Italia, e sono state salvate vite umane'’.
L’ex direttore della Cia accenna anche a un progetto di Al Qaida nell’autunno 2003 di avvelenare con il cianuro la metropolitana di New York. Il progetto sarebbe stato bloccato dal numero due dell’organizzazione, Ayman al Zawahri, che in una lettera ai seguaci spiego’ di avere in programma ‘’qualcosa di meglio'’. Per Tenet, il riferimento puo’ essere all’ interesse di Al Qaida per il nucleare, di cui la Cia ha trovato molteplici tracce nel corso degli anni, comprese quelle emerse dalle indagini sul ‘padre della bomba atomica pachistan’, A.Q.Khan.
L’ex superspia ora in pensione ricorda come Al Qaida sia stata capace di attendere otto anni tra il primo e il secondo attacco al World Trade Center, o come il cosiddetto ‘Piano Bojinka’ - l’abbattimento contemporaneo di una decina di aerei commerciali - sia riemerso l’estate scorsa in Gran Bretagna, dopo essere stato messo a punto a meta’ degli anni Novanta. ‘’I terroristi hanno una pazienza infinita'’, scrive Tenet.
