18.05.07
Esplodono le minoranze, 1 su 3 negli USA e’ ispanico, nero o asiatico

Il nuovo volto dell’America e’ sempre meno quello dai tratti europei dei suoi padri fondatori anglosassoni. Un americano su tre e’ ora ispanico, nero, asiatico o proviene da un’altra minoranza etnica o razziale. I mix etnici sono sempre piu’ diffusi e si fa strada un nuovo tipo di gap generazionale: un paese dove i vecchi sono in maggioranza bianchi e i giovani hanno il sangue dei ‘latinos’. […]
Lo U.S. Census Bureau, l’agenzia federale che studia le caratteristiche del complesso ‘melting pot’ americano, ha reso noto che nel 2006 le minoranze hanno superato la soglia dei 100 milioni. Su poco piu’ di 300 milioni di americani, un terzo oggi vengono catalogati dal censimento in caselle diverse da quella assegnata ai ‘bianchi non ispanici’.
Sono proprio gli immigrati di lingua spagnola o portoghese, e soprattutto i messicani, ad alimentare il cambiamento. Il loro tasso di crescita e’ stato del 3,4% tra il luglio 2005 e il luglio 2006, il piu’ consistente di tutte le minoranze. Gli ispanici sono ora 44,3 milioni, pari al 14,8% della popolazione complessiva, e hanno da qualche anno superato i neri. Il totale degli afroamericani era nel 2006 di 40,2 milioni e la loro crescita e’ tra le piu’ lente, con un tasso solo dell’1,3%. Gli asiatici aumentano a un ritmo assai piu’ consistente (3,2%) e sono la terza minoranza con 14,9 milioni di persone.
Cifre che segnalano un cambiamento tumultuoso, con il quale l’America si confronta ormai su scala quotidiana in questi anni. Il Congresso ha all’esame una legge di riforma dell’immigrazione che si preannuncia epocale, se maggioranza e opposizione raggiungeranno un accordo che sia accettato anche dalla Casa Bianca. Negoziatori di entrambe le parti politiche sembrano vicini ad annunciare un testo comune. Circa 12 milioni di clandestini che si calcola siano presenti nel paese potrebbero venir presto regolarizzati, modificando ulteriormente le cifre ufficiali del censimento: nella stragrande maggioranza si tratta di messicani e di altri ispanici.
Il cambiamento che l’ondata di latinos sta portando e’ visibile in ogni ambito della quotidianita’ ed e’ oggetto di una mole di studi. L’impatto della lingua spagnola su un paese anglofono ha prospettive ancora tutte da scoprire. Gli ispanici inoltre portano con se’ i loro modelli di vita familiare, la loro fede (in prevalenza cattolica) e anche la loro alimentazione: ‘nachos’ e ‘quesadillas’ sfidano sempre piu’ i tradizionali hamburger e hotdog in tutto il paese.
I dati del censimento indicano anche l’emergere di una nuova tendenza generazionale. La maggioranza delle persone oltre 60 anni sono bianchi non ispanici, ma tra gli under 40 stanno diventando prevalenti i latinos. Un esito dell’eta’ media bassa degli immigrati e della fertilita’ delle loro famiglie. ‘’E’ un gap che ci aspettiamo diminuira’ nei prossimi 10 o 20 anni, con l’invecchiamento degli immigrati'’, ha detto Mark Mather, direttore del centro studi Population Reference Bureau. Ma nel frattempo, per esempio, il mondo dell’educazione dovra’ fare i conti con le sfide del boom demografico di lingua spagnola.

ciupa said,
June 9, 2007 at
SUCA
ciupa said,
June 9, 2007 at
vaffanculo
cipa sucamelo forte