21.05.07
Gore, Gingrich e l’attivissimo partito dei non-candidati

Al Gore sforna un altro libro, domina le copertine dei magazine e prepara il suo concerto planetario di luglio. Newt Gingrich gira l’America a sua volta con un nuovo libro, bacchettando tutti i candidati alla Casa Bianca, mentre ogni gesto di Fred Thompson viene seguito con il fiato sospeso da chi lo vuole in corsa. In America, il ‘partito dei non candidati’ sembra quasi piu’ attivo degli aspiranti presidenti ufficiali. […] Nelle edicole degli Usa in questi giorni la copertina di Time mostra il volto pensoso dell’ex vice di Bill Clinton, sotto il titolo: ‘L’ultima tentazione di Al Gore’. Nel relativo articolo, l’uomo che perse la presidenza contro George W.Bush per una sentenza della Corte Suprema si dice stanco della politica, ma non esclude una nuova candidatura. Per ribadire il concetto, il Magazine del New York Times esce domenica con un altro lungo servizio su Gore, nel quale viene evidenziato come l’ex vicepresidente abbia raggiunto ‘’quello che si puo’ solo definire lo status di profeta'’. ‘’Dovunque vada - scrive il Nyt - la gente lo incoraggia, quasi lo prega di correre per la presidenza'’. Gore nel servizio mantiene il ruolo di sfinge: ‘’E’ un cosa complicata, ma non misteriosa'’, afferma. E spiega di essere convinto che otterrebbe risultati migliori del 2000, ma per il momento non ha deciso niente.
Il partito dei non candidati sembra avere in comune la strategia dell’attesa. Mentre Hillary Clinton, Barack Obama, Rudy Giuliani, Mitt Romney e gli altri si affannano a correre in giro per l’America, prendendosi le inevitabili dosi di attacchi, Gore e gli altri continuano a ritagliarsi un profilo di statisti che osservano con distacco, senza escludere in futuro di lanciarsi nella mischia.
Newt Gingrich, che fu lo ’speaker’ repubblicano della Camera ai tempi della presidenza Clinton, e’ un esempio significativo. Tutti i candidati, tuona in questi giorni, stanno ‘’umiliando la presidenza'’, concentrandosi troppo sulla campagna in se stessa invece che sulle idee. ‘’Abbiamo ridotto il nostro processo politico - afferma - a questa danza patetica in cui c’e’ gente che spreca un anno intero a raccogliere soldi, solo per poter memorizzare le risposte che i loro consulenti e i loro focus groups (pagati con quei soldi) sostengono siano quelle giuste'’.
Gingrich, un beniamino dei conservatori che sono scontenti delle posizioni di Giuliani, Romney e John McCain, ha tenuto oggi il discorso d’onore alla cerimonia per i diplomi alla Liberty University, l’universita’ del telepredicatore evangelico Jerry Falwell, morto pochi giorni fa. E non ha perso l’occasione per bacchettare i candidati per la presunta assenza di idee, promettendo che trascorrera’ i prossimi mesi a organizzare conferenze che disegnino le riforme necessarie al paese.
L’ex senatore e attore Fred Thompson, la sfinge repubblicana del momento, fara’ altrettanto, continuando probabilmente a trascinare fino all’autunno gli interrogativi su una sua candidatura. A New York, nel frattempo, continueranno a circolare le voci su una possibile campagna come indipendente del sindaco miliardario Michael Bloomberg.
I libri sono una delle armi che il partito dei non candidati usa in questo periodo per girare l’America e farsi notare. Dopo il successo della sua ‘verita’ scomoda’, Gore ha appena lanciato ‘The Assault on Reason’, un volume che definisce dedicato alla ‘’meritocrazia delle idee'’. La campagna per il lancio del libro lo riporta in questi giorni su giornali e Tv e va ad incrociarsi ai preparativi per il gigantesco ‘Live Earth’, il concerto del 7 luglio che avverra’ simultaneamente in tutti i continenti, con il gotha del mondo dello spettacolo unito a Gore per lanciare un messaggio contro l’inquinamento planetari.
Gingrich, da parte sua, fa il tutto esaurito in teatri e librerie presentando ‘Pearl Harbor’, un libro nel quale spiega come le lezioni dell’attacco che fece entrare in guerra l’America nel 1941 si applichino anche alle questioni di sicurezza nazionale nate dopo l’11 settembre 2001.
