23.05.07
Nei diari di Reagan l’arrabbiatura con l’Italia per Sigonella

Ronald Reagan era celebre per non dire mai parolacce in pubblico (e forse neppure in privato) e i suoi diari non fanno eccezione. Ma non e’ difficile percepire l’irritazione che il presidente degli Usa provava quando, in un fine settimana d’ottobre del 1985 e nel pieno della crisi di Sigonella, annotava tra i consueti appunti personali: ‘’L'Italia ci ha fatto arrabbiare'’. Negli Usa e’ uscito The Reagan Diaries, il volume di 784 pagine che raccoglie i diari scritti a mano ogni giorno da Reagan durante la sua presidenza, su agende rilegate in pelle color bordeaux. Nel libro curato dallo storico Douglas Brinkley, le pagine dei diari dedicate al periodo dal 9 al 16 ottobre 1985 sono quasi esclusivamente dedicate al sequestro dell’Achille Lauro e all’epilogo della vicenda. […] Ne emerge un Reagan che racconta prima la decisione di inviare i caccia a intercettare l’aereo con i terroristi, poi il braccio di ferro a Sigonella, la telefonata notturna con l’allora premier Bettino Craxi, la rassegnazione americana a lasciare i terroristi in Italia e poi l’irritazione dopo aver saputo che Abu Abbas era stato lasciato libero di andarsene.
‘’L'Italia ci ha fatto arrabbiare - scriveva Reagan - quando hanno deciso di contrabbandare uno dei palestinesi che avevano accompagnato i 4 sull’aereo fuori dall’Italia e in Yugoslavia. Abbiamo le prove che questo assistente di alto livello di Arafat era un cospiratore insieme ai dirottatori. Abbiamo inviato le prove e un mandato di cattura all’Italia'’. Abbas, all’epoca un dirigente dell’Olp, insieme a un assistente aveva guidato la trattativa per la resa dei quattro terroristi che avevano sequestro l’Achille Lauro e ucciso il turista ebreo americano Leon Klinghoffer. Gli americani catturarono Abbas nell’aprile 2003 a Baghdad, ma l’esponente palestinese e’ morto nel marzo 2004 mentre era detenuto in Iraq.
Reagan comincia ad annotare la vicenda dell’ Achille Lauro il 9 ottobre, spiegando di aver saputo della morte di Klinghoffer solo dopo che i quattro dirottatori avevano lasciato l’Egitto. ‘’Ho dato l’Ok - scrive Reagan il 10 ottobre - a un piano per intercettare un aereo egiziano e cercare di forzarlo ad atterrare in una delle nostre basi nel Mediterraneo. Trasporta i 4 dirottatori (assassini). Vogliamo consegnarli all’ Italia per processarli. Naturalmente non attaccheremo l’aereo - faremo segnali di cambiare rotta e lo terremo un po’ sotto pressione. Il nostro amico - il presidente dell’Egitto ha detto che i dirottatori nelle mani dell’Olp non erano piu’ in Egitto'’.
L’11 ottobre, Reagan scrive che ‘’la grande notizia'’ del giorno e l’intercettazione e l’atterraggio a Sigonella. ‘’Gli americani e i nostri amici all’estero oggi si sentono piu’ alti di un metro. Siamo sommersi di cablogrammi e telefonate'’. Subito dopo, il presidente annota che ci sono state ‘’chiamate tutta la notte - come la mia chiamata al primo ministro Craxi in Italia, per chiedergli che ci sia permesso di trasferire i 4 negli Usa per processarli qui. Mi ha spiegato che non ha l’ autorita’ - i magistrati italiani sono indipendenti dal governo. Be’, il risultato e’ che l’Italia li processera’, ma noi facciamo comunque una richiesta di estradizione'’.
L’annotazione del fine settimana 12-14 ottobre e’ invece dedicata all’arrabbiatura per l’uscita di Abu Abbas dal paese. Il 16 ottobre Reagan scrive del ritrovamento del cadavere di Klinghoffer e subito dopo registra la caduta del governo Craxi per l’uscita del Pri di Giovanni Spadolini dalla maggioranza, dopo la vicenda di Abbas e le proteste americane. ‘’Mi hanno informato - si legge nel diario - che il ministro della Difesa e capo di partito Spadolini in Italia ha tirato via il tappeto da sotto i piedi al primo ministro Craxi, portando il proprio partito fuori dalla coalizione. Craxi si trovava su ghiaccio sottile e immagino che questo sia stato semplicemente un prender a pretesto il dirottamento'’.
