24.05.07

Bush, l’Iraq va verso un’estate di sangue

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Sara’ un’estate difficile in Iraq, con un agosto in cui il sangue puo’ scorrere piu’ del solito. Incassando una vittoria dopo aver costretto il Congresso a finanziare di nuovo la guerra senza date di scadenza, il presidente George W.Bush ha preannunciato nuovi lutti a un’ America sempre piu’ stanca. Ammonimenti che fanno da sfondo anche alle angosce dei candidati presidenziali, alle prese con il rischio di giocarsi la Casa Bianca nel 2008 per un voto difficile da spiegare agli elettori. […]  '’L'estate sara’ un periodo critico per la nuova strategia'’, ha spiegato un Bush cupo ai giornalisti, convocati in una splendida giornata di sole nel Giardino delle rose della Casa Bianca. ‘’Potrebbe essere un agosto di sangue…'’, si e’ lasciato scappare il presidente, tornando subito sui propri passi, nel timore che la parola fosse troppo forte: ‘’Un agosto molto difficile'’. Collegando ancora una volta l’Iraq all’ attacco dell’11 settembre 2001, Bush ha riproposto con forza scenari di terrore legati a Osama bin Laden, sostenendo che Al Qaida vuole usare l’Iraq come base di lancio per tornare a colpire negli Usa: ‘’I vostri figli sono in pericolo'’, ha detto Bush a un paio di giornalisti che sollevavano dubbi sul legame tra bin Laden e gli eventi iracheni.

Bush ha anticipato di alcune ore a Washington il voto con cui il Congresso controllato dai democratici e’ stato chiamato a ratificare un compromesso che suona come una vittoria per l’ amministrazione Bush. La Camera ha passato per 280-142 una legge che garantira’ fino a fine settembre con 100 miliardi di dollari le operazioni militari e diplomatiche americane in Iraq e Afghanistan, senza obbligare il Pentagono a cominciare a pianificare il ritiro. I democratici hanno ottenuto in cambio di aggiungere al provvedimento altri 17 miliardi circa destinati a iniziative di welfare negli Usa. Il Senato ha votato poco dopo lo stesso testo, con un risultato di 80-14.

La resa e’ stata inevitabile per il partito della ’speaker’ Nancy Pelosi, visto che la Casa Bianca ha mantenuto la minaccia del veto, ma ha creato profonde spaccature interne e un serio problema ai candidati presidenziali del partito. Fino all’ultimo momento soprattutto i senatori Hillary Clinton e Barack Obama si sono interrogati su come votare, mentre John Edwards - che non e’ piu’ in Congresso - tuonava contro chiunque dia nuovi ‘’assegni in bianco'’ a Bush in Iraq. Gia’ nel 2004 il candidato dei democratici John Kerry si era trovato in difficolta’ a spiegare i propri voti sull’Iraq e la guerra ‘infinita’ sembra destinata a mostrare il proprio effetto anche nel 2008. Alla fine Hillary e Obama hanno deciso per il ‘no’, rompendo con la maggioranza del partito.

Bush ha preannunciato che entro meta’ giugno saranno in posizione le ultime cinque brigate (circa 15.000 militari) del previsto rinforzo di 30.000 uomini avviato dal Pentagono. A quel punto il generale David Petraeus, che comanda le forze americane in Iraq, avra’ a disposizione tutta l’estate per valutare se il suo piano funziona o no. A settembre il generale ha promesso che tornera’ a Washington con una valutazione obiettiva sull’ andamento della guerra e Bush ha ammesso che e’ plausibile che gli insorti utilizzino il mese di agosto per far alzare il piu’ possibile il bilancio della carneficina irachena.

Il presidente americano ha anche riconosciuto di aver cominciato ad utilizzare alcune indicazioni contenute nel rapporto finale dell’Iraq Study Group, la commissione bipartisan guidata lo scorso anno da James Baker e Lee Hamilton. In molti negli Usa ritengono sia l’inizio della preparazione di un ‘piano B’, nel caso l’offensiva di Petraeus non funzioni. ‘’Visto che le raccomandazioni erano di Baker-Hamilton - ha scherzato il presidente - lo chiamerei il piano B-H'’.

Bush ha spiegato che a suo avviso le proposte della commissione non potevano funzionare lo scorso autunno, per il livello di violenza a Baghdad. Se invece Petraeus riuscira’ a riportare un po’ di sicurezza nella capitale, secondo la Casa Bianca si aprira’ una fase in cui riprendere a concentrarsi sull’addestramento delle forze irachene e aprire a una maggiore collaborazione internazionale. Ma prima occorrera’ attraversare un’estate in cui, presumibilmente, gli insorti faranno di tutto per alzare le gia’ drammatiche statistiche della morte.

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