11.06.07

Tribu’ in Amazzonia si allea con Google per salvare la foresta

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Undici capi di una tribu’ che si batte in Amazzonia per impedire a faccendieri e taglialegna illegali di distruggere il loro territorio, hanno gia’ pagato con la vita i tentativi di fermare la deforestazione. Adesso il nuovo capo, il trentaduenne Almir Surui, ha deciso di provare a rompere l’assedio utilizzando un’arma tecnologica: il giovane leader e’ volato in America e ha stretto un patto con Google, ottenendo che sia l’occhio dei satelliti del colosso di Internet a raccontare al mondo cosa sta accadendo. […]

Il popolare servizio Google Earth verra’ utilizzato per offrire immagini ad alta risoluzione per monitorare i 248 mila ettari della riserva dei Surui. Alle societa’ che forniscono riprese dal satellite al gruppo di Mountain View verra’ chiesto di tenere con piu’ attenzione lo sguardo dallo spazio sulla foresta pluviale brasiliana, per permettere ai Surui di accorgersi in tempo di nuove devastazioni illegali e di denunciarle pubblicamente.

L’iniziativa di Google conferma una sorta di trend in corso. Osservare le crisi dal satellite sta diventando sempre piu’ diffuso: Google aveva gia’ lanciato un’iniziativa del genere per il Darfur (che e’ stata ora ripresa da Amnesty International) e sta usando le immagini dallo spazio anche per aiutare a proteggere gli scimpanze’ in Tanzania, o a sostegno delle campagne dell’Onu contro la deforestazione.

A strappare alla societa’ californiana la promessa di un aiuto e’ stato Almir Surui, il primo capotribu’ alla guida di un popolo ridotto a soli 1.200 membri ad aver conseguito una laurea in un college. Il giovane Almir ritiene che il governo del presidente Luiz Inacio Lula da Silva non stia facendo abbastanza per frenare i buldozer che illegalmente devastano la foresta, o per proteggere gli indigeni dalle violenze degli avventurieri. Per questo ha deciso di compiere il lungo viaggio dalla propria capanna agli Usa, per cercare alleati.

La sua prima tappa e’ stata l’Organizzazione degli Stati Americani, a Washington, a cui ha chiesto protezione raccontando che due giovani membri della tribu’ hanno gia’ ricevuto offerte di 100.000 dollari in cambio della sua uccisione. Almir ha poi fatto rotta verso la California e ha ottenuto l’appoggio di Google, che mostrera’ al mondo via satellite cosa accade nel cuore della foresta amazzonica. ‘’La foresta pluviale e i suoi popoli indigeni - ha detto Megan Quinn, portavoce di Google Earth, al San Francisco Chronicle - stanno sparendo rapidamente, e questo ha conseguenze serie sia a livello locale, sia a quello globale. Il nostro progetto puo’ sollevare una consapevolezza globale sulla battaglia del popolo Surui per mantenere la propria terra e la propria cultura, coinvolgendo gli oltre 200 milioni di utenti di Google Earth nel mondo'’.

Almir Surui, al termine della propria tournee per cercare aiuto negli Usa, ha detto di essere interessato solo a fare il bene del suo popolo, senza nascondere i timori per la propria vita. ‘’Non sono Chico Mendes'’, ha detto il giovane Almir, ricordando la figura dell’ attivista ucciso in Amazzonia nel 1988. ‘’Non voglio essere un eroe. Sono impaurito, ma questo non mi fermera’ dal tornare a casa per battermi per cio’ in cui credo'’.

1 Comment »

  1. Jessica said,

    June 12, 2007 at

    Bella storia… Da fan di Google mi fa anche piacere leggere queste cose! E’ bello anche che in luoghi meno civilizzati si riesca comunque a concepire Internet come strumento verso il progresso, cosa che molto spesso non riescono a fare nemmeno le persone che vivono in paesi dove Internet รจ presentissimo.

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