25.06.07
Corte Suprema, Roberts e Alito guidano la svolta conservatrice

Una vittoria per la Casa Bianca contro gli atei sull’uso del denaro pubblico per iniziative religiose, poi la decisione di restringere la liberta’ di espressione a scuola e infine un freno a una legge sul finanziamento alla politica che non piace ai conservatori. In un solo giorno, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha sfornato una raffica di sentenze che confermano una tendenza: le nomine fatte dal presidente George W.Bush hanno imposto una netta sterzata conservatrice al massimo organo giudiziario d’America. […]
A Washington e’ l’ultima settimana dell’anno di attivita’ della Corte e come di consueto e’ il momento in cui escono le sentenze piu’ controverse. Le tre decisioni rese pubbliche nella giornata di oggi sono state decise tutte per 5-4 dai nove giudici supremi, confermando che la Corte e’ divisa in due, ma con una maggioranza diversa da quella piu’ progressista che si era imposta negli anni della presidenza di Bill Clinton. Il primo anno completo di attivita’ sotto la guida del nuovo presidente, il conservatore John Roberts, ha dimostrato che la nomina dello stesso Roberts e dell’italoamericano Samuel Alito, due conservatori, ha cambiato gli equilibri.
Gia’ nei mesi scorsi decisioni su aborto, discriminazione e diritti degli imputati avevano segnalato la svolta. In attesa dell’ultima, importante decisione dell’anno - sul ruolo della razza nelle scelte dei distretti scolastici -, la Corte si e’ pronunciata nella giornata di lunedi’ con sentenze destinate a lasciare un segno negli anni a venire.
- GLI ATEI E BUSH: Un gruppo di agnostici e atei, appoggiati da organizzazioni per i diritti civili, avevano denunciato otto funzionari alla Casa Bianca, sostenendo che l’ufficio creato da Bush per finanziare con soldi pubblici iniziative basate sulla fede viola la Costituzione e la divisione tra Stato e Chiesa. I soldi vanno a gruppi che si dedicano a iniziative di carita’ o educazione, settori in cui il governo e’ spesso carente.
Una sorta di principio della sussidiarieta’ che gli autori dell’azione legale sostenevano aprisse la porta a un’invasione della religione nella vita pubblica. Nella denuncia, hanno scritto i giudici nella decisione di maggioranza, ‘’veniva descritta una parata di orrori che a loro avviso potrebbero verificarsi'’ se non si fermavano le iniziative della Casa Bianca. Ma la Corte ha sottolineato che in realta’ niente di quanto temuto si e’ fino a ora verificato e non ci sono i presupposti per dichiarare l’incostituzionalita’.
- LO STRISCIONE DI GESU’: Le scuole hanno il diritto di limitare la liberta’ d’espressione degli studenti, quando questi usano messaggi che incitano all’uso di droga. E’ il senso della decisione della Corte sul piu’ importante caso sulla liberta’ di espressione scolastica degli ultimi 20 anni, la cui portata negli Usa viene paragonata alla sentenza del 1969 che permise agli studenti di protestare in aula contro la guerra in Vietnam.
Joseph Frederick, uno studente dell’Alaska, nel 2002 approfitto’ dal passaggio della torcia olimpica da Juneau, la capitale dello stato, per issare uno striscione bizzarro con scritto ‘Bong Hits for Jesus’. Secondo le autorita’ scolastiche, ‘bong hits’ sarebbe un’espressione gergale che indica fumare stupefacenti, mentre Frederick sosteneva che erano parole prive di significato. La decisione di sospendere Frederick fu giusta, ha scritto lo stesso Roberts nella sentenza di maggioranza, anche in questo caso facendo felice l’amministrazione Bush, che si era schiarata con la preside della scuola.
- SOLDI E POLITICA: Applausi dal mondo conservatore, infine, anche per una sentenza con la quale la Corte ha limitato le restrizioni agli spot televisivi in prossimita’ delle elezioni, allentando i vincoli previsti da una legge sul finanziamento ai partiti voluta dal repubblicano John McCain e dal democratico Russ Feingold, che viene vista come il fumo negli occhi dall’ala conservatrice dei repubblicani.
