29.06.07
Hillary-Obama, fuga a due sull’onda dei soldi

La prima donna e il primo nero con serie ambizioni presidenziali nella storia americana sono in fuga. Hillary Clinton e Barack Obama si stanno staccando dal resto del gruppo dei candidati alla Casa Bianca del partito democratico, sia in termini finanziari, sia come seguito popolare. Un dibattito di fronte a una platea di afro-americani e le ultime notizie in tema di raccolta di fondi, hanno confermato negli Usa il fenomeno. [...] Il 30 giugno e’ un giorno fatale nella lunga corsa alla successione di George W.Bush, perché e’ tempo di bilanci. I candidati devono presentare all’autorita’ federale di vigilanza sulle elezioni i propri conti e l’occasione serve per capire come l’opinione pubblica sta reagendo. La Clinton ha anticipato i tempi e fatto sapere che negli ultimi tre mesi ha messo in cassaforte altri 27 milioni di dollari, una somma enorme e analoga a quella dei primi tre mesi dell’anno. Adesso l’ex First Lady, con 54 milioni di dollari raccolti in sei mesi, viaggia a ritmi anche piu’ sostenuti delle previsioni: gli esperti stimano che per ambire alla nomination nel 2008, un candidato debba raccogliere 100 milioni nel 2007.
Ma nel quartier generale di Hillary la festa e’ attenuata dall’andamento della campagna dell’avversario piu’ temibile. “I nostri dati sono da record – ha ammesso Howard Wolfenson, direttore delle comunicazioni per la Clinton – ma ci aspettiamo che il senatore Obama ci superi in maniera significativa”. Il candidato nero di Chicago, che gia’ nei primi tre mesi dell’anno aveva stupito tutti tenendo il passo di Hillary, ha mantenuto il silenzio fino all’ultimo sui risultati del secondo trimestre, ma ha fatto sapere di aver gia’ raccolto soldi da oltre 250.000 persone: un numero da occhi sgranati per la politica americana in questa fase della campagna, che fa prevedere un risultato che puo’ toccare i 30 milioni di dollari raccolti in soli tre mesi.
Di fronte ai due supercandidati in fuga, il resto del gruppo tra i democratici e’ sempre piu’ costretto a ruoli da comparse. Giovedi’ sera gli otto candidati si sono ritrovati insieme sul palco della Howard University, una universita’ di Washington storicamente dedicata ai neri, e tutta l’attenzione e’ stata per i due personaggi piu’ forti del momento. Al termine di un dibattito in gran parte incentrato su temi cari alla minoranza afro-americana, gli esperti hanno decretato che Hillary e’ apparsa la piu’ ‘nera’ di tutti, dimostrando cosi’ di aver ereditato una tradizione di famiglia. E’ infatti una battuta ricorrente negli Usa quella secondo la quale Bill Clinton e’ stato il primo ‘presidente nero’ d’America, per la capacita’ che ha sempre avuto di creare una forte simpatia nell’elettorato afro-americano (é significativo che, lasciata la Casa Bianca, l’ex presidente abbia scelto un nuovo ufficio ad Harlem).
La Clinton ha raccolto ovazioni per come ha parlato della piaga dell’Hiv-Aids e dei diritti delle donne di colore. Il quotidiano The Politico l’ha proclamata vincitrice, mentre per Time lei e Obama sono stati primi alla pari. Dietro, staccati, sono rimasti John Edwards, Bill Richardson e tutti gli altri.
Ma di fronte all’importantissimo elettorato afro-americano, Obama – figlio di un’immigrato del Kenya e di una bianca del Kansas – ha qualcosa che la Clinton non potra’ mai sfidare: l’eredita’ etnica. Il senatore dell’Illinois lo ha ricordato, con la consueta pacatezza, nel corso di un dibattito che e’ avvenuto poche ore dopo una storica sentenza della Corte Suprema, che ha cancellato i programmi per le ammissioni a scuola basati sulla razza, facendo cosi’ vacillare il sistema di diritti civili creato dalla sentenza ‘Brown’ del 1954, che elimino’ la segregazione razziale scolastica. Tutti i candidati democratici hanno attaccato la decisione della Corte, sempre piu’ orientata in senso conservatore, ma Obama ha potuto dire qualcosa di piu’: “Se non fosse stato per la sentenza Brown – ha detto, tra applausi scroscianti – io oggi non avrei potuto essere su questo palco”.
