23.07.07

L’effetto Google sulla campagna presidenziale USA

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Un tempo le tappe obbligatorie erano gli stabilimenti della General Motors, per parlare con gli operai. Per gli attuali candidati alla Casa Bianca, invece, l’ inevitabile meta dei pellegrinaggi elettorali e’ diventata Mountain View, quartier generale di Google. Ed e’ solo uno dei molti segni dell’importanza che il colosso di Internet riveste nella campagna presidenziale: i candidati, per esempio, sono pronti a confrontarsi in un inedito dibattito gestito da YouTube, un pianeta della galassia Google. […]

Cinque aspiranti presidenti e un possibile candidato - il sindaco di New York Michael Bloomberg - nelle ultime settimane sono entrati nella cittadella informatica a mezz’ora d’auto da San Francisco, per un confronto con i ‘googlers’, come vengono chiamati i 12.000 dipendenti della piu’ dinamica realta’ della Rete. Il repubblicano John McCain ha cercato di lusingarli definendoli ‘’il futuro della nostra nazione'’. La senatrice Hillary Clinton ha fatto leva sulla loro passione per il futuro, cercando di descrivere come sara’ l’America tra 10 anni, ‘’al termine del mio secondo mandato da presidente'’ (uno scenario, ovviamente, tutto a tinte positive).

John Edwards, Bill Richardson, Ron Paul e Bloomberg sono tutti passati a fare ‘’un saluto'’ al popolo di Google, mandando cosi’ un segnale concreto sull’attenzione che i candidati riservano alla societa’ californiana. ‘’Quando vengono qui, quello che affrontano e’ un colloquio di lavoro con il popolo americano'’, ha detto al Washington Post Eric Schmidt, l’amministrazione delegato di Google, che sta spingendo sempre piu’ in politica il proprio gruppo. La societa’ ha aumentato il numero dei lobbisti di cui dispone a Washington e sta finanziando con maggiore intensita’ le campagne di candidati al Congresso o alla Casa Bianca. L’orientamento generale dei californiani di Google e’ a sinistra, ma negli ultimi tempi hanno firmato assegni anche per un paio di repubblicani, sia pure tra i piu’ liberal, come i senatori Arlen Specter e John Sununu.

Ma l’effetto Google sulla corsa alla Casa Bianca va ben oltre le visite dei candidati o l’appoggio finanziario. Una delle innovazioni piu’ significative della campagna in corso e’ il ruolo che sta assumendo YouTube, il sito che permette a chiunque di pubblicare video su Internet. Il servizio di ‘videosharing’ fu creato nel 2005 e poco piu’ di un anno dopo, quando non aveva ancora fatto un dollaro di profitti, Google lo ha acquistato per una somma enorme, 1,65 miliardi di dollari.

Lunedi’ sera, YouTube confermera’ di essere diventato parte integrante della cultura popolare americana ospitando, insieme alla Cnn, un innovativo dibattito presidenziale. Gli otto aspiranti presidenti dei democratici - il turno dei repubblicani arrivera’ a settembre - si sottoporranno a domande inviate in video da americani qualunque. La Cnn ha preparato un palco sul quale la Clinton, Edwards, Barack Obama e gli altri saranno in piedi ognuno di fronte a un podio, nel quale sara’ presente un piccolo monitor per guardare i video scelti dai giornalisti del network di Atlanta.

Oltre 2.200 video sono stati messi in rete su YouTube con domande per il dibattito e una apposita redazione della Cnn ha lavorato per tutto il fine settimana per selezionare quelli che verranno sottoposti ai candidati. Il network si aspetta di utilizzare tra i 75 e i 100 video, ma manterra’ fino all’ultimo momento, anche con i candidati, un riserbo assoluto su quali domande e quali temi scegliera’.

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