24.07.07
Rivolta nera per monumento a MLK appaltato alla Cina

La scritta ‘made in China’ ormai non sconvolge piu’ nessuno negli Usa, neppure quando compare su cappellini da baseball e magliette dell’Nba. Ma anche l’ ‘outsourcing’ ha limiti di sopportazione: la scelta di uno scultore cinese per realizzare il monumento a Martin Luther King, che sorgera’ nel cuore di Washington, in mezzo alle memorie storiche d’America, ha fatto scendere sul piede di guerra la comunita’ nera. E non solo. […]
Una grande statua di granito del leader della lotta per i diritti civili, sara’ il cuore del memoriale che dovrebbe venir inaugurato nel 2008 o 2009, non lontano dal luogo dove King pronuncio’ il proprio, celebre discorso ‘I Have a Dream’. La targa della statua portera’ una firma, Lei Yixin, che sta facendo irritare i neri di Atlanta. ‘’King e’ nostro, siamo stati svenduti, la nostra cultura e’ stata svenduta'’, sostiene Gilbert Young, un artista afroamericano che cavalca la protesta. ‘’Chi ha scelto un cinese per un’opera del genere deve aver perso la testa'’, gli fa eco Lou Dobbs, uno dei volti piu’ noti della Tv americana, un anchorman della Cnn che non e’ nero ma da anni si batte pubblicamente contro l’esportazione del lavoro americano in Asia.
La rivolta non e’ una novita’ per Washington: ogni volta che sulla grande spianata del Mall viene decisa la costruzione di un nuovo memoriale, si leva qualche critica. Quando nel 1981 fu scelta una giovanissima architetta dell’Ohio di origini cinesi, Maya Lin, per realizzare il monumento della guerra del Vietnam, ci furono vibranti proteste da parte di alcune organizzazioni di reduci, che non la ritenevano abbastanza ‘americana’. Il Mall e’ un concentrato di storia e ogni monumento e’ un tributo perenne: quello del Vietnam, peraltro, e’ oggi tra i piu’ apprezzati e il piu’ visitato.
King, assassinato nel 1968 a Memphis, sara’ il primo personaggio non presidente a venir onorato con una statua e uno spazio pubblico. Il progetto per il memoriale fu varato dal presidente Bill Clinton nel 1996 e negli ultimi anni una societa’ di architettura di San Francisco ha svolto la selezione dei disegni e la scelta del vincitore e degli artisti incaricati di eseguirlo. Il pezzo forte, la statua di King, e’ stato assegnato a sorpresa a Lei e la decisione ha fatto circolare retroscena velenosi. Ed Dwight, uno scultore nero che ha realizzato 90 monumenti commemorativi negli Usa - molti dei quali dedicati a King -, dopo essere stato messo da parte da un comitato che gli ha preferito Lei, ha raccontato al Los Angeles Times che dietro c’e’ una storia di soldi. A suo dire, i promotori del monumento devono raccogliere 100 milioni di dollari per realizzarlo e intendono persuadare il governo di Pechino a versarne 25, visto che l’autore e’ un cinese.
Una tesi respinta con forza da una portavoce del comitato, Rica Orszag: ‘’Non abbiamo avuto alcuna discussione con il governo cinese, ne’ prima ne’ dopo la scelta dello scultore'’.
In mezzo alla polemica, l’unico che non sembra scomporsi e’ Lei. I giornalisti americani sono andati a scovarlo nel suo studio a Changsha, una citta’ nella Cina centrale dove studio’ Mao Tsetung e dove i genitori dello scultore, che erano intellettuali, rimasero vittime della Rivoluzione Cultrale. ‘’Ho visto le statue di King che vengono fatte in America - ha detto Lei, pacato e pungente - e nessuna era perfetta. Io posso fare meglio'’.
