25.07.07
Dibattito 2008, alla fine hanno vinto YouTube e la gente

Un pupazzo di neve si presenta dall’Alaska, chiedendo con voce disneyana che futuro avra’ suo figlio, in un mondo minacciato dall’effetto serra. Uno stacco, e la telecamera inquadra un pupazzino di neve ai suoi piedi. Risate, applausi, e poi le risposte - serie - di un gruppo di politici tra cui puo’ esserci il prossimo presidente degli Stati Uniti. In due ore di diretta Tv, l’America scopre un nuovo modo di far politica, affidato a uno strumento, YouTube, che durante la corsa alla Casa Bianca nel 2004 neppure esisteva. […]
Marshall McLuhan si sarebbe divertito a Charleston, in South Carolina, nell’avveniristico studio televisivo creato dalla Cnn nel college militare della Cittadella. Il medium e’ stato il vero messaggio del primo dibattito presidenziale in cui chiunque poteva inviare una video-domanda, e il ‘villaggio globale’ - un altro concetto caro al teorico dei media canadese - ha mostrato tutta la propria creativita’ nell’era del web.
‘’E’ stata una pietra miliare nello storia dei dibattiti presidenziali'’, ha commentato Kathleen Hall Jamieson, esperta di comunicazione politica all’Universita’ della Pennsylvania. Altri studiosi sono d’accordo e anche chi ha espresso dubbi sul formato, ha riconosciuto che a vincere, alla fine, piu’ che l’uno o l’altro candidato, sono stati You Tube e la gente, con le domande tratte dai problemi della vita di tutti i giorni.
Su oltre 3.000 video ricevuti attraverso il popolare sito Internet di proprieta’ di Google, la Cnn ne ha scelti alcune decine ed e’ riuscita a sottoporne ai candidati poco piu’ di una trentina. Un mix di domande serie, storie personali anche drammatiche e qualche goliardata. L’aspetto artigianale dei video, i salottini e le cucine inquadrati sullo sfondo dei volti, gli ‘’uhh…'’ e le pause tra una parola e l’altra, tipici del linguaggio di tutti i giorni, ad avviso degli esperti hanno portato una ventata di genuinita’ in un dibattito politico altamente preconfezionato.
Ne sono emerse domande insolite, che difficilmente i professionisti della comunicazione avrebbero chiesto: temi come le richieste di danni per la schiavitu’, il significato della parola ‘liberal’, l’educazione sessuale che i candidati offrono ai loro figli. Il primo video, realizzato da un giovane dello Utah, Zach Kempf, si apriva con un ‘Wassup?’, un’espressione gergale studentesca che probabilmente ha fatto il suo ingresso per la prima volta in un dibattito presidenziale. Due lesbiche si sono presentate in video per chiedere chi tra i candidati, una volta presidente, avrebbe permesso loro di sposarsi: ‘’Nel senso, l’una con l’altra…'’, hanno tenuto a precisare.
Jered Townsend, un ragazzo del Michigan, ha chiesto cosa i candidati intendessero fare per ‘’proteggere il mio baby'’, mostrando un minaccioso fucile mitragliatore: una domanda sul diritto al porto d’armi che ha sollevato perplessita’, in un’ America che solo pochi mesi fa guardo’, sconvolta, il video delirante del killer del Virginia Tech. ‘’Se quello e’ il suo ‘baby’, questo tizio ha seri problemi'’, ha commentato uno dei candidati, il senatore Joe Biden.
A completare il panorama delle innovazioni del dibattito, la Cnn ha offerto a ciascun candidato di presentare un proprio video di trenta secondi, formato YouTube: il piu’ divertente e’ risultato John Edwards, prendendo in giro i media per la loro ossessione per i suoi capelli super-pettinati.
