28.07.07
Repubblicani, spunta la strana coppia Thompson-Gingrich
Nella corsa alla Casa Bianca 2008, i riflettori dei media restano puntati sulla sfida Hillary-Obama, ma dall’altra parte della barricata, in casa repubblicana, la crisi di identita’ e l’assenza di un vero erede per George W.Bush stanno facendo maturare novita’: l’attore ed ex senatore Fred Thompson e l’ex ’speaker’ della Camera Newt Gingrich, beniamini del mondo conservatore, sembrano avviati verso un insolito matrimonio politico. […]
Il patto che mira a battere l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani e l’ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, nella corsa alla nomination dei repubblicani, sarebbe stato siglato pochi giorni fa a cena. Il quotidiano ‘The Politico’ ha raccontato che Gingrich e la moglie Calista sono stati accolti a braccia aperte dai Thompson nella loro casa a McLean, alle porte di Washington, in una serata in cui potrebbe essere nato un nuovo asse superconservatore.
Gingrich, il politico che nel 1994 porto’ i repubblicani a conquistare il Congresso nel pieno dell’era di Bill Clinton - lo hanno mantenuto fino al novembre scorso - da tempo ventilava la possibilita’ di lanciarsi in una corsa alla Casa Bianca. Ma l’arrivo di Thompson, entrato nella competizione negli ultimi mesi e subito balzato verso la vetta dei sondaggi, gli ha tolto ossigeno a destra. ‘’Ho sempre detto che era poco probabile che mi candidassi - ha ammesso Gingrich in un’intervista - e se Fred corre e fa bene, penso che questo renda per me ancora piu’ facile non candidarmi'’.
Non e’ chiaro quale potrebbe essere il ruolo di Gingrich nella campagna di Thompson - che non ha ancora fatto un annuncio ufficiale -, ma in ogni caso l’autore del celebre ‘Patto con l’ America’ porterebbe ulteriore linfa conservatrice alla corsa presidenziale dell’attore-senatore. Tra gli elettori repubblicani, sembra esserci largo spazio per altri candidati che affianchino quelli attuali.
Il partito repubblicano di solito si coalizza con largo anticipo dietro un candidato forte e non lo molla fino alla nomination: il senatore John McCain tento’ di sfidare questa logica nel 2000, con una campagna innovativa, ma alla fine fu costretto ad arrendersi a George W.Bush.
Stavolta pero’ le cose sono diverse. McCain si e’ presentato come candidato dell’ establishment e sostenitore della guerra ’scomoda’ di Bush, e sta pagando duramente in termini di consenso e raccolta di finanziamenti. Il suo staff e’ in rivolta: dopo aver licenziato gli strateghi politici e finanziari e il capo della comunicazioni, McCain ha perso ora anche i principali consulenti pubblicitari, Russ Schriefer e Stuart Stevens, che hanno dato le dimissioni.
Romney continua ad avere problemi legati alla sua fede mormone e sta meditando di pronunciare un discorso sul rapporto tra la religione e la politica, sullo stile di quello con cui John F.Kennedy riusci’ a convincere gli americani nel 1960 che potevano fidarsi di lui anche se era cattolico. Resta da vedere se Romney otterra’ effetti simili.
Il piu’ in forma resta Giuliani, sull’onda di sondaggi che vedono il ’sindaco d’America’ come la scelta migliore per fronteggiare, eventualmente, Hillary Clinton nelle elezioni di novembre 2008. Ma il vasto mondo conservatore ed evangelico continua a storcere la bocca di fronte alle posizioni di Giuliani su aborto, nozze gay o ricerca sulle staminali. E la coppia Thompson-Gingrich si presenta cosi’ come l’antidoto migliore.
