01.08.07
Iraq, la guerra infinita costera’ mille miliardi di dollari
Quando la guerra in Iraq prese il via, la Casa Bianca la presento’ come un’operazione rapida i cui costi sarebbero stati coperti dal petrolio iracheno. Dopo qualche tempo il consigliere economico del presidente Bush, Lawrence Lindsey, ipotizzo’ un costo di 200 miliardi di dollari e fu licenziato. Adesso uno studio del Congresso mette un gigantesco cartellino del prezzo per l’intera avventura irachena: alla fine costera’ piu’ di mille miliardi di dollari. […]
La guerra da un trilione di dollari - come nel pallottoliere americano viene definita la cifra di un milione di milioni - e’ il frutto delle stime del Congressional Budget Office (Cbo), l’ufficio che si occupa di controllare i conti dello Stato. L’Iraq e l’Afghanistan, con tutti i loro strascichi, gia’ oggi assorbono ‘’piu’ del 10% di tutti i fondi disponibili annualmente per il governo'’, come ha spiegato il direttore del Cbo, Robert Sunshine, in un’audizione in Congresso.
I costi fuori controllo saranno uno dei fattori che Camera e Senato metteranno al centro del dibattito politico a settembre, quando a Washington arrivera’ la resa dei conti tra i democratici e la Casa Bianca di George W.Bush sul futuro della presenza militare in Iraq. Il generale David Petraeus dovra’ presentare al Congresso i risultati della propria nuova strategia e dimostrare che l’iniezione di 30 mila soldati in piu’ sta facendo la differenza a Baghdad e dintorni.
L’amministrazione Bush ha gia’ avviato una campagna di dichiarazioni pubbliche, in vista di quell’appuntamento, per sostenere che il piano Petraeus funziona e non e’ assolutamente il caso di parlare di ritiro, come vogliono i democratici. In un’intervista alla Cnn, il vicepresidente Dick Cheney ha preannunciato che il comandante delle forze Usa in Iraq dimostrera’ ‘’significativi progressi'’ nel paese. I vertici del Pentagono mostrano altrettanto ottimismo e citano i dati sulle perdite americane di luglio: con 76 militari Usa morti, e’ stato il mese migliore del 2007, nonostante l’attesa offensiva estiva degli insorti. Ma le vittime civili sono salite di un terzo e agosto si e’ aperto con oltre 70 morti nella sola Baghdad.
Fino ad oggi l’America ha speso circa 500 miliardi di dollari per gestire le operazioni militari e la ricostruzione dell’Iraq. Gli analisti del Congresso prevedono che la somma raddoppi, nella migliore delle ipotesi, se la presenza americana nel paese si prolunghera’ a lungo. Nei costi vengono comprese non solo le attivita’ militari vere e proprie, ma anche la copertura delle spese mediche per i veterani, la sostituzione dell’ equipaggiamento danneggiato dalla guerra e gli aiuti all’Iraq.
Susnhine ha presentato due possibili scenari. Se il livello delle truppe statunitensi fosse ridotto nel 2010 a 30.000 uomini (rispetto ai 160 mila attuali), le casse del ministero del Tesoro dovrebbero prepararsi a sborsare altro mezzo miliardo. Se nei prossimi cinque anni fosse mantenuta invece una presenza di 75.000 soldati, i costi lieviterebbero di altri 900 miliardi, portando il totale a 1.400 miliardi di dollari.
Le stime del Congresso sono state accolte con scetticismo dal ministero della Difesa. Il numero due del Pentagono, Gordon England, ha detto di ‘’non avere lo stesso livello di certezze'’ di Sunshine ed e’ rimasto sul vago sulle previsioni di spesa.
