02.08.07

Minneapolis, una tragedia sul “grande padre” Mississippi

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Il ‘grande padre’ Mississippi, il fiume che da Mark Twain all’epopea del blues ha segnato la storia e la cultura degli Stati Uniti, e’ diventato lo scenario di una tragedia americana. Un gigantesco ponte lanciato 40 anni fa a unirne le sponde a Minneapolis, ha ceduto d’un tratto nell’ ora del rientro a casa dal lavoro, afflosciandosi nel fiume e facendo sparire decine di auto nelle sue acque. Un dramma di cui resta incerto il bilancio e che ha sollevato interrogativi e inevitabili polemiche. […]  Quattro cadaveri sono stati recuperati tra mercoledi’ sera e giovedi’ mattina. Altri sono stati individuati in auto schiacciate dai detriti o sommerse nel Mississippi. Una sessantina di persone sono ricoverate negli ospedali. E all’ indomani del crollo, le famiglie di una trentina di persone non avevano ancora notizie di parenti che all’ora del disastro (le 18:05 locali di mercoledi’, le 01:05 in Italia) erano con ogni probabilita’ nell’area del ponte. Una ‘’catastrofe di proporzioni storiche'’, come l’ha definita il governatore del Minnesota, Tim Pawlenty. Alla Casa Bianca, il presidente George W.Bush ha espresso le condoglianze a nome del paese e ha promesso che il governo federale fara’ di tutto per ricostruire ‘’nel minor tempo possibile'’ un’arteria vitale.

Ma il governo di Washington, dopo aver escluso in fretta l’ ipotesi del terrorismo, vuole ora capire come sia potuto sparire cosi’ un ponte di mezzo chilometro, che sosteneva otto corsie autostradali e permetteva ogni giorno a 140.000 veicoli di muoversi nel cuore della ‘Twin City’ Minneapolis-St.Paul. Mark Rosenker, capo dell’Ntsb - un’agenzia federale che indaga sui disastri - e’ stato spedito in Minnesota a indagare e la Casa Bianca, per bocca del portavoce Tony Snow, ha mandato una frecciata alle autorita’ locali. Nel 2005, all’epoca dell’ ultimo sopralluogo - ha riferito Snow - la struttura aveva riportato un ‘voto’ di 50, su una scala di 120, dal punto di vista della stabilita’ strutturale. ‘’Questo non significa - ha detto il portavoce - che ci fosse un rischio di cedimento, ma se il rapporto di un’ispezione identifica delle carenze, lo stato ha la responsabilita’ di intraprendere azioni correttive'’.

Il giovane governatore Pawlenty, che appartiene al partito del presidente ma e’ sempre stato piu’ vicino alle posizioni di John McCain, ha replicato di non aver mai ricevuto da parte degli ingegneri ‘’alcuna indicazione che ci fosse un immediato pericolo'’. La stampa locale ha pero’ cominciato a far emergere rapporti di ingegneri che mettevano in guardia sulla tenuta del ponte di 579 metri della Interstate 35W. Costruito nel 1967 a 20 metri sopra le acque del Mississippi, era stato realizzato con un’unica arcata d’acciaio di 140 metri, per evitare di piantare piloni nel fiume che avrebbero complicato le attivita’ delle imbarcazioni. Pochi anni dopo, quel tipo di struttura era stato abbandonato per dubbi sulla stabilita’.

Sul ponte da tempo erano in corso lavori di manutenzione e 18 operai si trovavano nel cantiere autostradale al momento del crollo (uno risulta tra i dispersi). Ma le autorita’ hanno escluso per ora un legame tra i lavori, che riguardavano il manto stradale, e un cedimento che ha sbalordito gli esperti per come si e’ propagato a tutta la struttura.

Le scene di distruzione di Minneapolis hanno tenuto l’America incollata di fronte alle Tv. Le immagini di uno scuolabus carico di bambini - tutti in salvo - in bilico su cio’ che resta del ponte, sono state il simbolo di un evento che ha fatto scattare una gigantesca macchina dei soccorsi. Panico ed atti di eroismo hanno accompagnato l’esperienza dei sopravvissuti, mentre per molte famiglie e’ rimasta a lungo l’angoscia, in attesa di notizie. ‘’Ci sono un certo numero di veicoli - ha detto il capo della polizia, Tim Dolan - che sono sepolti sotto grossi blocchi di cemento, e sappiamo che ci sono alcune persone in quei veicoli. Sappiamo che troveremo altre vittime'’.

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