21.09.07
Rieccoli: Osama e Ayman proseguono l’offensiva di propaganda
L’uno, Osama bin Laden, ha esortato alla rivolta in Pakistan, sognando di far esplodere il caos in un paese decisivo per gli Usa e dotato di armi nucleari. L’altro, Ayman al Zawahri, si e’ presentato in video con un sofisticato documentario per accusare America, Francia e Spagna, ma anche gli ex amici al governo in Sudan. Con un uno-due ben coordinato dai propri esperti di comunicazione, Al Qaida ha lanciato una nuova offensiva di propaganda planetaria. […]
Non sembra esaurita l’ondata di protagonismo mediatico che l’ organizzazione terrorista cavalca dai giorni del sesto anniversario dell’11 settembre 2001, quando bin Laden comparve in video per la prima volta dopo tre anni. As Sahab, la fantomatica etichetta utilizzata come firma per i videomessaggi di Al Qaida, ha voluto dare una nuova prova di forza.
Prima ha fatto circolare su Internet un video di 80 minuti nel quale immagini di Zawahri seduto in quello che sembra un ufficio, si alternano a immagini di capi di Al Qaida in azione e interviste nello stile di un documentario. Poche ore dopo, As Sahab ha cominciato a promuovere su siti islamisti un nuovo video di bin Laden, che si e’ poi rivelato un collage di 23 minuti di immagini d’archivio, accompagnate da un messaggio audio del capo di Al Qaida rivolto ai pachistani, intitolato ‘Venite alla Jihad’. Il terrorista piu’ ricercato al mondo si e’ scagliato contro ‘’l'infedele'’ presidente Pervez Musharraf, sostenendo che e’ ‘’un obbligo'’ per i musulmani quello di rovesciare ‘’l'apostata'’.
Il tentativo di Al Qaida di inserirsi nel delicato dibattito interno in Pakistan ‘’non e’ sorprendente'’, ha commentato il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Tom Casey. L’ amministrazione Bush ha tenuto il basso profilo nel reagire ai due messaggi, ma l’intelligence americana, insieme a quella di mezzo mondo, e’ al lavoro per capire se il network terrorista stia solo cercando visibilita’, o sia realmente in grado di eseguire attacchi. Il Pakistan si avvia a un voto importante il 6 ottobre, quando Musharraf - in questi anni un alleato irrinunciabile per Washington - cerchera’ di farsi rieleggere, nonostante le sfide che da piu’ parti arrivano alla sua leadership. Un attacco diretto al presidente e un’esortazione a farsi da parte, sono stati avanzati oggi dall’ex premier in esilio Benazir Bhutto, in un articolo sul Washington Post.
Osama ha citato l’attacco del governo pachistano lo scorso luglio alla Moschea Rossa a Islamabad, come ‘’dimostrazione dell’insistenza di Musharraf ad essere sottomesso e fedele all’ America'’. Bin Laden ha richiamato la memoria di Abdul Rashid Ghazi, uno degli estremisti rimasti uccisi nell’attacco, per definire il presidente pachistano ‘’un infedele'’ e giustificare la rivolta contro di lui.
Anche Zawahri si e’ scagliato contro ‘’le forze di Musharraf, che agiscono sotto il crocifisso di Bush'’, ma poi ha spostato il mirino sull’America. ‘’Quella che oggi pretende di essere la piu’ forte potenza nella storia dell’umanita’ - ha detto l’ egiziano - e’ sconfitta di fronte all’avanguardia della jihad, sei anni dopo i due raid su New York e Washington'’. Iraq e Afghanistan, secondo Zawahri, si stanno rivelando dei bagni di sangue per ‘’i crociati'’, che sullo scenario afghano stanno cadendo ‘’per mano dei leoni dei taleban'’. Parole rafforzate da immagini di un incontro in Afghanistan tra il capo di Al Qaida nel paese, Mustafa Abu al-Yazeed e il comandante dei taleban Dadullah Mansoor.
Nel documentario di Zawahri hanno trovato posto anche immagini di un leader del terrorismo islamico algerino, Abu Musab Abdulwadood, ripreso mentre promette sostegno ad Al Qaida. Zawahri ha esortato i musulmani del Nord Africa a ‘’ripulire il Maghreb dai figli di Francia e Spagna'’ e ha rivolto un’ esortazione alla lotta anche ai seguaci in Sudan, criticando il presidente Omar al Bashir - che in passato era considerato un protettore di Al Qaida - per aver acconsentito alla presenza di una forza multinazionale in Darfur.
