29.09.07
Effetto Corte Suprema, stop al boia in Texas e Alabama
L’effetto Corte Suprema si fa gia’ sentire nelle prigioni d’America che ospitano camere della morte. Il Texas ha interrotto all’ultimo momento il conto alla rovescia per l’esecuzione di un condannato, mentre l’Alabama ha deciso un rinvio, sulla scia della decisione del massimo organo giudiziario americano di mettere le inizioni letali sul banco degli imputati. […]
Martedi’ scorso la Corte Suprema ha accolto un ricorso di due condannati a morte del Kentucky e ha deciso che, per la prima volta dal 1878, si pronuncera’ sulla legittimita’ costituzionale di un metodo di esecuzione. I giudici di Washington dovranno dire nei prossimi mesi se il cocktail di tre sostanze che viene iniettato nelle vene dei condannati, rappresenti o meno una violazione dell’Ottavo emendamento della Costituzione, che vieta punizioni ritenute ‘’crudeli o inusuali'’.
La Corte ha posto le premesse per una sentenza storica, che non arrivera’ pero’ prima della primavera. Nel frattempo, l’intero sistema della pena capitale e’ sotto attacco. I nove giudici di Washington per il momento hanno mandato segnali contrastanti su come intendono comportarsi da ora al giorno della loro sentenza. Martedi’ scorso, poche ore dopo l’annuncio che avevano accettato il ricorso del Kentucky, e’ arrivata dal Texas la richiesta all’ultimo momento di un condannato a morte che chiedeva un rinvio, Michael Richard. I giudici hanno detto no e l’iniezione e’ proseguita per il killer, dopo due ore di ritardo per attendere la decisione di Washington.
Giovedi’ sera, le cose sono andate diversamente. Con piu’ tempo a disposizione rispetto ai difensori di Richard, gli avvocati di un altro condannato del Texas, Carlton Turner, hanno presentato un ricorso alla Corte basato in modo approfondito sulla causa ‘Baze contro Rees’, il caso del Kentucky entrato nel calendario delle udienze dei giudici. E da Washington la Corte ha imposto uno stop all’esecuzione, senza motivarlo.
‘’Tutto quello che posso dire e’ che tutta la gloria spetta a Dio'’, ha commentato Turner, 28 anni, condannato per aver ucciso i genitori. Quando era un diciannovenne, secondo quanto e’ emerso al suo processo, Turner ammazzo’ il padre e la madre con vari colpi d’arma da fuoco alla testa, ne trascino’ i cadaveri in garage e poi organizzo’ una festa in casa con gli amici.
Il caso Turner con ogni probabilita’ restera’ ora congelato fino alla sentenza della Corte e la stessa sorte potrebbe toccare alle tre esecuzioni che il Texas ha in programma fino alla fine dell’anno. Lo stato nel sud degli Usa e’ il piu’ attivo nella pena di morte e ha eseguito quest’anno finora 26 condanne. La decisione dei giudici di Washington potrebbe provocare una moratoria di fatto in Texas, come in altri stati.
L’Alabama puo’ pero’ aprire la strada a una soluzione interlocutoria. Il governatore Bob Riley ha deciso ieri di concedere un rinvio all’esecuzione di Tommy Arthur, che sarebbe dovuto morire in giornata. Ma si trattera’ solo di un ritardo di 45 giorni, il tempo per rendere operativa la preparazione di una nuova procedura di iniezione letale messa a punto dallo stato. L’Alabama ha preparato un nuovo protocollo che, a detta dei responsabili del sistema penitenziario locale, dovrebbe cancellare gli interrogativi sull’efficacia della prima delle tre sostanze che vengono iniettate per le esecuzioni.
Si tratta di un narcotico su cui si sono concentrate le attenzioni negli ultimi tempi e che e’ al centro della causa legale dei condannati del Kentucky. L’ipotesi, avvalorata da studi scientifici, e’ che il narcotico in alcuni casi non provochi la perdita di coscienza e che il detenuto quindi soffra in modo atroce quando riceve le altre sostanze, anche se non lo mostra perche’ gli viene iniettato un farmaco paralizzante. L’ Alabama ritiene di aver stabilito garanzie sufficienti per verificare che l’esecuzione avvenga in modo ‘umano’ e altri stati potrebbero ora seguire la stessa strada.
