03.10.07

Il caso Blackwater nasconde i progressi in Iraq

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Sguardo da duro, capelli corti, muscoli da ex Navy SEAL nascosti sotto giacca e cravatta: Erik Prince, fondatore di un impero basato sulla sicurezza, e’ comparso di fronte al Congresso per difendere Blackwater, la sua controversa creatura. Un’audizione tesa, che segna un’ulteriore escalation nella vicenda degli sceriffi americani con la pistola facile in Iraq, ormai al centro non solo di attacchi politici, ma anche di un’indagine dell’Fbi. [...] Washington ha assorbito martedi’ in un solo giorno segnali contrastanti sull’Iraq. La sparatoria del 16 settembre scorso nella quale i ‘contractors’ di Blackwater uccisero 11 civili iracheni, resta al centro dell’attenzione per le conseguenze, anche penali, che potrebbe portarsi dietro. Ma mentre il Congresso controllato dai democratici metteva sulla graticola il numero uno della societa’, alla Casa Bianca il presidente George W.Bush ha ricevuto il presidente iracheno Jalal Talabani e ha discusso con lui segnali incoraggianti che continuano ad arrivare dall’Iraq.

Settembre e’ stato il mese migliore da oltre un anno come numero di militari americani e civili iracheni rimasti uccisi. Fonti di Baghdad hanno fissato a 827 il numero dei civili morti nel mese appena concluso, con un calo del 48% rispetto ad agosto. Nello stesso tempo, il bilancio dei caduti americani e’ stato di 66 militari uccisi, il totale piu’ basso dall’agosto 2006. Cifre che Bush ha utilizzato, nel dialogo con Talabani, come un altro indicatore che la strategia attuata da 10 mesi dal generale David Petraeus sta funzionando.

I progressi rivendicati dall’amministrazione Bush restano pero’ sommersi sotto la mole di accuse che circondano il caso Blackwater, gia’ ribattezzato dai democratici come la ‘Abu Ghraib del Dipartimento di Stato’. I contractors armati fino ai denti che proteggono i diplomatici americani, emergono sempre piu’ come una forza paramilitare fuori controllo, abituata ad agire fuori da ogni regola a Baghdad. Un rapporto messo a punto dai democratici, in vista dell’audizione di Prince, ha portato alla luce 195 episodi in cui gli uomini di Blackwater si sono trovati coinvolti in scontri a fuoco e nell’80% dei casi sono stati i commando privati americani a sparare per primi. L’episodio dell’11 settembre, con il suo drammatico bilancio, secondo i democratici sarebbe l’esito della licenza d’uccidere che il Dipartimento di Stato avrebbe lasciato ai propri addetti alla sicurezza.

Il ministero guidato da Condoleezza Rice ”ha agito come abilitatore” per permettere la mano libera degli uomini di Blackwater, ha accusato il deputato Henry Waxman, presidente della commissione di fronte alla quale e’ comparso Prince. Il Dipartimento di Stato e il Pentagono stanno indagando da giorni sull’episodio del 16 settembre, ma la posizione degli sceriffi si e’ fatta piu’ delicata con l’annuncio che anche l’Fbi ha aperto un’indagine penale e ha inviato un proprio team a Baghdad per approfondire l’accaduto.

Prince, un trentottenne diventato ricco con la societa’ da lui fondata nel 1997 – dal 2001 ha ricevuto contratti dal governo per oltre 1 miliardo di dollari – ha difeso la propria creatura, sottolineando come nessun americano sia morto sotto la tutela dei commando privati. Blackwater, ha detto Prince, ha invece pagato un caro prezzo, con 30 uomini uccisi mentre proteggevano diplomatici Usa.

 

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