22.10.07
Il sogno americano di Jindal, primo indiano governatore negli USA

Chiudono i seggi in Louisiana per l’elezione del nuovo governatore e dall’altra parte del mondo, nel Punjab, partono i festeggiamenti al ritmo di ‘bhangra’, una danza popolare tipica della regione incastonata tra India e Pakistan. Il sogno americano e gli effetti della globalizzazione si intrecciano nella storia di Bobby Jindal, un figlio di immigrati indiani che, a 36 anni, e’ diventato il piu’ giovane governatore negli Usa. […] L’elezione di Jindal e’ di quelle destinate ai libri di storia. La Louisiana ha avuto in passato, per soli 35 giorni, un governatore nero nel 1872, negli anni della Ricostruzione dopo la Guerra Civile. Da allora, i governatori dello stato nel profondo sud sono sempre stati bianchi e solo 16 anni fa un candidato ex leader del Ku Klux Klan, David Duke, arrivo’ fino al ballottaggio. Il repubblicano Jindal, finora un deputato in Congresso, e’ stato eletto governatore con oltre il 53% dei voti, travolgendo 11 avversari tra i quali quello che ha fatto meglio, un democratico, non e’ andato oltre il 18%. Una vittoria i cui effetti si sono sentiti fino nel villaggio di Khanpura, nel Punjab, da dove una quarantina d’anni fa il padre di Jindal parti’ per l’America in cerca di fortuna.
L’affermazione del governatore dalla faccia da ragazzino e i tratti somatici indiani, e’ l’effetto di lungo termine di Katrina, l’uragano che nel 2005 travolse la Louisiana e semino’ morte e distruzione a New Orleans e nel resto dello stato. Se a livello nazionale il disastro naturale provoco’ critiche dure all’operato dell’amministrazione Bush, per la lentezza nei soccorsi, sul piano locale a restare travolta dall’uragano e’ stata Kathleen Blanco, la governatrice democratica della Louisiana, che ha scelto di non ricandidarsi dopo essere uscita assai male dalla gestione della crisi.
La Blanco a gennaio consegnera’ le chiavi dell’ufficio a Baton Rouge a Jindal, un astro emergente nel partito repubblicano, che portera’ alla guida della Louisiana uno staff di volti nuovi. Tra loro, molti sono giovani intellettuali e figli di immigrati come Jindal, tra cui vari indiani. Dopo aver conquistato posti importanti nelle universita’ e nelle grandi societa’ dell’informatica americana, i ‘veri’ indiani d’America - che ancora devono far fronte alla confusione storica con i nativi pellerossa - mostrano cosi’ un ruolo sempre piu’ importante anche nella politica.
‘’Vogliamo dare al grande stato della Louisiana un nuovo inizio'’, ha proclamato Jindal, fino a oggi l’unico indiano in Congresso. E a Khanpura, in Punjab, i suoi cugini hanno guidato centinaia di persone nella bhangra celebrativa: ‘’Puo’ essere lontano migliaia di chilometri, ma e’ ancora uno di noi'’, hanno commentato gli amici del villaggio, dove il neo governatore e’ conosciuto ancora con il nome indiano, Piyush Jindal.
Il giovane politico, cresciuto in una famiglia indu’ e convertito al cattolicesimo da adolescente, e’ sempre stato considerato un prodigio. Nato a Baton Rouge poco dopo l’arrivo della famiglia dall’India, si e’ laureato prima alla Brown University e poi, con una prestigiosa borsa di studio Rhodes, a Oxford. Dopo essere diventato un manager della societa’ di consulenza McKinsey, si e’ lanciato in politica raggiungendo il seggio da deputato, ma uscendo sconfitto dalla Blanco nel 2003 in una prima corsa al posto di governatore.
Adesso la Louisiana ci ha ripensato e Jindal ha subito commentato la vittoria come ‘’il frutto del sogno americano inseguito dai miei genitori'’.

Spirit of America » Una coppia McCain-Jindal per la Casa Bianca? said,
May 5, 2008 at
[…] (Qui un mio profilo di Jindal di qualche mese fa) […]