19.11.07
Il Ringraziamento di Bush, buone notizie dopo anni di bufera

L’America si avvicina alla festa piu’ amata, quella del Ringraziamento, e tra coloro che quest’anno sembrano avere molti motivi per ringraziare c’e’ George W.Bush. Dopo anni di cattive notizie su ogni fronte, il presidente si trova in un insolito momento caratterizzato da molteplici segnali positivi, dall’Iraq alla politica interna. Uno scenario turbato solo in parte dalle continue defezioni nel suo staff - la consigliere antiterrorismo Fran Townsend ha appena annunciato le dimissioni - e che potrebbe ora avere conseguenze nella corsa alla Casa Bianca. […]
L’elenco delle buone notizie per Bush si e’ fatto lungo negli ultimi tempi. Secondo il Pentagono la violenza in Iraq e’ scesa del 60% dallo scorso giugno, quando e’ stato completato l’arrivo dei rinforzi e avviata la nuova strategia militare del generale David Petraeus. Gli attacchi contro i soldati Usa e i civili sono scesi ai livelli piu’ bassi dal gennaio 2006. I democratici che controllano il Congresso, nel frattempo, hanno sostanzialmente rinunciato a ogni sforzo di metter fine alla guerra, rinviando tutto al prossimo presidente.
Bush e’ riuscito a far confermare da un Congresso ostile la nomina del nuovo ministro della Giustizia Michael Mukasey, ha ottenuto l’approvazione di un accordo di scambio con il Peru’ - nonostante l’opposizione di vari candidati democratici alla presidenza - e di altre leggi controverse. La crisi degli incendi in California, nel frattempo, si e’ risolta in modo assai migliore del disastro di Katrina. All’estero, Iraq a parte, Bush puo’ vantare un inizio di smantellamento del programma nucleare nordcoreano, mentre il feeling nato con la Francia di Nicolas Sarkozy e la Germania di Angela Merkel gli offre maggiori opzioni nel gestire la crisi con Teheran.
Anche la debolezza del dollaro viene vista come un’ opportunita’ dall’amministrazione Bush, perche’ sta rafforzando le esportazioni, contribuendo ad abbassare il deficit commerciale e frenando i rischi di recessione legati alla crisi del sistema del credito. Se nei prossimi giorni la conferenza sul Medio Oriente ad Annapolis portasse qualche frutto reale, per Bush sarebbe la classica ciliegina sulla torta. E a beneficiarne potrebbero essere i candidati repubblicani alla Casa Bianca, che per ora ritengono l’eredita’ di Bush uno dei maggiori ostacoli nel loro cammino elettorale.
I problemi, ovviamente, non sono certo svaniti. I sondaggi indicano che l’opinione pubblica continua a offrire al presidente uno dei peggiori indici di gradimento nella storia. Lo staff dei fedelissimi alla Casa Bianca e’ in fuga, alla ricerca di incarichi remunerativi nel settore privato prima che Bush passi il testimone il 20 gennio 2009. Sulla prima pagina del Washington Post era ancora fresco l’inchiostro di un articolo che elencava i segnali positivi per il presidente, quando dalla Casa Bianca e’ arrivata la notizia dell’addio della Townsend, che ha gestito per oltre quattro anni le campagne antiterrorismo di Bush. Il suo nome va ad aggiungersi a quelli di altri esponenti-chiave dello staff che se ne sono andati di recente: dallo stratega politico Karl Rove al portavoce Tony Snow e al consigliere speciale Dan Bartlett.
Ma le dimissioni a 14 mesi dal cambio della guardia sono un fenomeno fisiologico per un’amministrazione e non sembrano aver cambiato l’umore di Bush. Il presidente si e’ recato a Charles City, in Virginia, per pronunciare per la prima volta da quando e’ alla Casa Bianca un discorso sul significato del Thanksgiving, la festa del Ringraziamento che l’America celebra giovedi’. Il luogo scelto e’ quello dove nel 1619 sarebbe stato celebrato il primo Ringraziamento, anche se la tradizione fa risalire la festa a due anni dopo e al banchetto organizzato dai Padri Pellegrini e dagli indiani a Plymouth, per festeggiare il primo raccolto.
