28.11.07

Annapolis, gli arabi al tavolo di Bush con un occhio all’Iran

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

ANNAPOLIS - I siriani hanno ascoltato pazienti, mentre George W.Bush auspicava per il Libano ‘’elezioni libere dall’interferenza e dall’intimidazione esterna'’. Il ministro degli Esteri saudita ha applaudito il premier israeliano Ehud Olmert, nonostante l’iniziativa di pace della Lega Araba non abbia trovato spazio nella dichiarazione comune d’intenti. Alla conferenza di Annapolis, le semplici presenze e alcuni gesti simbolici hanno parlato piu’ delle parole per molti arabi. […] Un gran numero tra gli ospiti che hanno accettato un posto al tavolo di lavoro di Bush, nell’Accademia Navale nel Maryland, hanno dovuto fare i conti piu’ con gli assenti che con gli altri compagni di dialogo. L’Iran e’ rimasto sullo sfondo dell’intero evento, facendosi sentire con l’annuncio da Teheran di una sorta di contro-conferenza dei ‘nemici di Annapolis’. Per la delegazione palestinese, la stretta di mano tra Abu Mazen e Olmert incoraggiata da Bush ha dovuto competere con le immagini televisive delle proteste di piazza organizzate da Hamas a Gaza.

I siriani, attirati ad Annapolis dalla possibilita’ di discutere in una delle sessioni di lavoro il futuro delle alture del Golan occupate da Israele dal 1967, non hanno potuto evitare di ascoltare il richiamo di Bush contro chiunque impedisca un futuro di ‘’democrazia in Libano'’. Damasco ha inviato negli Usa una delegazione guidata dal sottosegretario agli Esteri Fayssal al-Mekdad. Un gesto che ha irritato Teheran e creato interrogativi anche tra altri paesi della regione, nonche’ tra alcuni ‘nemici di Annapolis’ come Hamas e Hezbollah. ‘’La Siria - ha detto un diplomatico della delegazione, Ahmad Salkini, poco dopo l’arrivo negli Usa - continuera’ ad essere impegnata nell’ iniziativa di pace araba, come unica strada per perseguire una pace giusta e omnicomprensiva in Medio Oriente'’.

La stessa iniziativa promossa dalla Lega Araba, ha ricevuto pero’ solo uno spazio secondario alla conferenza americana. Fonti palestinesi hanno reso noto che uno dei maggiori ostacoli al raggiungimento di un accordo sulla dichiarazione comune d’intenti presentata ad Annapolis, e’ stato il rifiuto di Israele a far riferimento all’iniziativa araba, che prevede che le parti raggiungano un accordo ‘’condiviso'’ sulla questione dei profughi palestinesi. Una definizione che non piace agli israeliani, che hanno voluto tenerla fuori dal testo dell’accordo per non limitare il raggio d’azione delle iniziative future.

Olmert ha voluto in ogni caso rendere omaggio alla presenza araba, pur non essendo disponibile ad accoglierne i contributi concreti. ‘’Sono lieto - ha detto il premier israeliano - di vedere in questa sala la presenza di rappresentanti di paesi arabi con gran parte dei quali non abbiamo rapporti. Conosco l’iniziativa di pace araba, da voi riaffermata a Riad di recente. Ritengo abbia valore, ne riconosco l’importanza e apprezzo moltissimo il suo contributo. Non ho dubbi che sara’ tenuta di conto nel corso dei negoziati tra noi e la leadership palestinese'’. Nello stesso tempo, Olmert ha esortato gli arabi a ‘’non restare a guardare il treno della pace che passa, e’ tempo di metter fine al boicottaggio e all’alienazione di Israele'’.

Le parole del premier israeliano, con la sua sottolineatura su ‘’gli interessi comuni che abbiamo con i paesi arabi'’, alla fine hanno strappato un significativo applauso al ministro degli Esteri saudita, principe Saud al-Faisal, la cui presenza ad Annapolis era stata tra le piu’ ambite da parte del segretario di Stato americano Condoleezza Rice. Saud era partito con la promessa con non avrebbe stretto la mano agli israeliani e non si sarebbe prestato ad alcuna messinscena ad uso delle telecamere, per non far sorgere dubbi sulla posizione che l’Arabia Saudita continua a mantenere nei confronti di Israele, che Riad non riconosce. Per questo, l’applauso e’ stato interpretato come un gesto importante di apertura, provenendo da un diplomatico navigato come il ministro degli Esteri saudita.

Alla fine, la presenza araba e i piccoli gesti dei suoi rappresentanti hanno strappato sospiri di sollievo allo stremato staff del Dipartimento di Stato, che ha praticamente saltato nei giorni scorsi le festivita’ del Ringraziamento (la festa piu’ sentita dagli americani) per lavorare nella corsa contro il tempo dell’organizzazione di una conferenza annunciata all’ultimo minuto. ‘’Quello che e’ importante - ha detto una fonte anonima dello staff della Rice, citata da media americani - e’ che sono venuti qui e che abbiano capito che la vera minaccia alla stabilita’ del Medio Oriente comincia con la ‘I’ ma non e’ Israele, bensi’ un paese che finisce con la ‘N”’. Il dopo-Annapolis dell’amministrazione Bush, c’e’ da scommetterci, sara’ dedicato anche a cercare di consolidare i guadagni in chiave anti-iraniana.

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