27.12.07
Iowa, cresce la Clinton e crescono i dubbi su di lei
Il Natale ha portato in dono a Hillary Clinton il primo sondaggio positivo in Iowa da molti giorni, un segnale importante di ripresa per l’ex First Lady a pochi giorni dai caucus che aprono la serie dei voti per la Casa Bianca. Ma il sorriso sul volto della senatrice e’ durato poco: il tempo di aprire all’indomani della festa il New York Times, per trovare in prima pagina un’inchiesta che mina il punto di forza della campagna clintoniana: il fattore esperienza. […]
Con il voto del 3 gennaio ormai dietro l’angolo, la Clinton e’ entrata nella volata dell’ultima settimana in apparenza in rimonta su Barack Obama, che negli ultimi tempi era sembrato avviarsi verso la vittoria nei caucus. Un sondaggio dell’ American Research Group ha indicato la senatrice saldamente al comando con il 34% delle preferenze, seguita non da Obama, ma dall’ex candidato vicepresidente John Edwards (20%), che in Iowa dispone di una forte organizzazione elettorale. Obama e’ solo terzo in pratica alla pari con Edwards, al 19%. Secondo la rilevazione, una larga fetta del voto maschile si sarebbe spostata dal senatore nero alla Clinton e l’ex First Lady sarebbe riuscita a far fruttare l’offensiva lanciata nelle ultime settimane in Iowa, dove ha fatto scendere in campo il marito ex presidente Bill e un battaglione di familiari e politici schierati al suo fianco.
In aggiunta al sondaggio in Iowa, lo staff della Clinton ha fatto circolare una rilevazione della Gallup che indica come Hillary sia risultata, per il sesto anno consecutivo, la donna piu’ ammirata dagli americani (George W.Bush ha vinto tra gli uomini, anche lui per il sesto anno). La senatrice ha battuto, di pochissimo, la regina dei salotti televisivi Oprah Winfrey, che nelle ultime settimane e’ scesa in campo al fianco di Obama.
Ma la soddisfazione del Team Clinton e’ temperata da un ampio servizio di prima pagina del New York Times, che dopo aver intervistato l’ex First Lady e 35 ex membri dell’amministrazione Clinton e dopo aver esaminato libri e documentazione, ha concluso che l’esperienza negli affari internazionali che Hillary sventola contro il giovane Obama, in realta’ e’ poca cosa. La Clinton, sottolinea il quotidiano, all’epoca in cui il marito era alla Casa Bianca e’ sempre stata tenuta lontano dalle decisioni che contano e ha imparato ‘’piu’ per osmosi, che non per aver preso effettivamente parte alle scelte'’.
Alcune delle maggiori crisi gestite dall’amministrazione Clinton, come la Somalia, il Ruanda o Haiti, videro l’allora First Lady lontana dalla stanza dei bottoni, senza alcun accesso alle informazioni d’intelligence o alle riunioni del Consiglio per la sicurezza nazionale. Quando il presidente Bill Clinton si trovo’ a gestire la difficile decisione di lanciare missili contro Al Qaida in Afghanistan e Sudan, per reagire alle stragi nelle ambasciate Usa in Africa del 1998, Hillary non fu minimamente coinvolta: la coppia era nel pieno della crisi per la scoperta della relazione di Bill con Monica Lewinsky e i due si parlavano a malapena.
Intanto tutti i candidati di entrambi i partiti, finita la pausa natalizia, sono tornati a far campagna a pieno ritmo in Iowa e New Hamsphire (dove si vota l’8 gennaio). Mike Huckabee, che guida i sondaggi tra i repubblicani in Iowa, ha ammiccato all’elettorato locale amante delle armi, facendosi ritrarre di buon mattino a caccia di fagiani. L’ex governatore dell’ Arkansas, un outsider per gran parte del 2007 diventato d’improvviso l’uomo al comando, deve difendersi dall’intensa campagna del suo diretto avversario, Mitt Romney, che ha scommesso tutto sull’Iowa e sembra ora recuperare: l’ultimo sondaggio indica i due quasi alla pari, 23-21%. Nel campo repubblicano, pero’, la vera novita’ degli ultimi giorni e’ la crescita costante del senatore John McCain, che e’ ora indicato al terzo posto in Iowa e al secondo in New Hampshire, alle spalle di Romney.
