24.01.08

Su McCain piovono soldi e appoggi

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Un’incursione serale in casa di Rudy Giuliani, per strappare appoggi importanti e raccogliere soldi. Con un blitz a New York, John McCain ha dimostrato di essere il candidato repubblicano piu’ in forma del momento nella corsa alla Casa Bianca: tornato in Florida con le tasche imbottite di dollari di Wall Street e con sponsor importanti, il senatore ha ulteriormente rafforzato l’immagine di favorito per la nomination in vista del voto-chiave del 29 gennaio. […]

Da Manhattan alla Florida e alla California, si susseguono le brutte notizie per Giuliani, che non e’ piu’ favorito da nessuna parte, mentre Mitt Romney vede in paricolo il proprio primato di candidato del mondo degli affari e Mike Huckabee, con il portafogli vuoto, puo’ solo guardare da lontano - con un pizzico d’invidia - i soldi che piovono su McCain.

Il senatore dell’Arizona era alle prese pochi mesi fa con seri problemi finanziari per tenere in piedi una traballante avventura presidenziale. Ma le vittorie in New Hampshire e South Carolina hanno messo le ali ai piedi del settantunenne ex prigioniero del Vietnam. E nel mondo dei ricchi e potenti si staccano sempre piu’ assegni a suo nome.

Martedi’ sera, per esempio, nelle lussuose sale del St.Regis di New York il senatore ha incassato in un colpo solo un milione di dollari. Nonostante l’aria di crisi che tira a Wall Street, all’appello si sono presentati un gran numero di esponenti della finanza, riuniti dal CEO di Merrill Lynch, John Thain, dal gigante dei fondi ‘private-equity’ Henry Kravis e dall’ex presidente di Goldman Sachs, John Withehead. A dar pacche sulle spalle a McCain c’era anche Henry Kissinger, che da tempo ha garantito il proprio appoggio al senatore, e c’erano nuovi amici come il boss dei repubblicani di New York, Alfonse D’Amato, rimasto orfano di un candidato dopo il ritiro di Fred Thompson.

Un’altra buona notizia McCain l’ha trovata non appena tornato a far campagna in Florida, dove si vota martedi’ prossimo. L’ex generale Norman Schwarzkopf, il vincitore della prima Guerra del Golfo, si e’ messo al lavoro al suo fianco: una carta in piu’ per attirare i numerosi veterani della Florida.

Galvanizzato da vittorie, soldi, sponsor e sondaggi al rialzo - viene ora indicato in testa anche in California, la preda piu’ ambita del voto del Super Martedi’ 5 febbraio - McCain si e’ messo a parlare da candidato in pectore, sfidando direttamente i democratici come fosse gia’ novembre. ‘’Vogliono aumentare le vostre tasse - ha detto McCain agli elettori, riferendosi a Hillary Clinton e Barack Obama -, vogliono l’assistenza sanitaria universale. Io voglio un sistema sanitario privato che funzioni e voglio abbassare le tasse'’.

Giuliani, per il quale la Florida e’ diventata una questione di vita o di morte politica, appare sempre piu’ indebolito. L’ immagine di uomo forte, eroe dell’11 settembre e candidato esperto sul fronte della sicurezza e della politica estera, poteva funzionare in un testa a testa contro Romney, ma ha poche chance contro una figura come McCain.

Anche per Romney l’aumento di appoggi a McCain da parte dell’ establishment politico e finanziario e’ una cattiva notizia. Ma l’ex governatore del Massachusetts vede anche crescere i segnali positivi. L’uscita di scena di Thompson e l’indebolimento di Huckabee - che e’ a corto di soldi e sta in pratica gettando la spugna in Florida - giocano a suo vantaggio. Cosi’ come lo aiuta il fatto che l’economia sia ormai diventato il tema centrale. Da ex manager di successo, Romney puo’ giocare sull’immagine di esperto capace di creare posti di lavoro: una carta che ha gia’ funzionato per lui in Michigan, dove ha sconfitto giorni fa McCain. ‘’So come funziona l’America - ha detto Romney agli elettori di Sarasota, in Florida - perche’ ho trascorso la mia vita in mezzo all’economia reale. Da presidente, non avro’ bisogno di un briefing per capire come va l’economia: lo so gia’, e il mio piano rendera’ l’America di nuovo forte'’.

1 Comment »

  1. Giulio Gotti said,

    January 26, 2008 at

    Senz’altro meglio di un libertino mezzo finocchio come Giuliani o di un mormone fuori di testa come Romney, ma siamo sicuri che uno che parla male dell’ “assistenza sanitaria universale” sia la persona giusta per affrontare la crisi economica statunitense? In oltre non ho molto chiaro quale sia la grande svolta in politica estera di McCaine che aiuti gli USA ad uscire bene dal pantano irakeno in cui li ha infilati Bush. In Italia di irak non ne parlano più, c’è quasi il sospetto che “i soliti giornalisti di regime” nascondano possibili miglioramenti.

    Grande Bardazzi! Raccontaci tutto quello che ci nascondono!

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