29.01.08

Dopo la Florida, conto alla rovescia per il Supermartedi’

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

Giusto il tempo di festeggiare o incassare una sconfitta in Florida, e per i candidati alla presidenza degli Usa e’ gia’ ora di entrare nella piu’ complessa settimana delle primarie. Il conto alla rovescia e’ iniziato per un martedi’ sconsigliato ai cuori deboli: mezza America va al voto il 5 febbraio, in quello che si preannuncia come il vero Big Bang nella corsa alla Casa Bianca. Un giorno in cui i giochi per le nomination potrebbero essere fatti. O forse no. […]
   Anche per gli addetti ai lavori e’ difficile fare previsioni su uno scenario vasto come quello del Supermartedi’, un appuntamento quest’anno piu’ importante che in passato, con una ventina di stati che si pronunciano tutti insieme. In attesa dei verdetti della Florida, pero’, i termometri elettorali indicavano Hillary Clinton e John McCain in testa nei rispettivi campi. La posta in palio e’ enorme. Fino a ora, sono stati assegnati circa 140 delegati in ciascuno dei due partiti. Ma per vincere la nomination i democratici hanno bisogno di conquistarne almeno 2.025 e i repubblicani 1.191. Il martedi’ del voto offre 1.700 delegati ai democratici e un migliaio ai repubblicani. Aggiungendo centinaia di ’superdelegati’ - deputati, senatori e altri esponenti di partito - c’e’ la possibilita’ che il 5 febbraio diventi una data decisiva.
   Tra i democratici, nonostante la vittoria di Barack Obama in South Carolina e la discesa al suo fianco di buona parte del clan dei Kennedy, lo scenario che si presenta agli elettori al momento indica Hillary in testa. E non di poco. Nei 22 stati della battaglia dei democratici il 5 febbraio, l’ex First Lady conta ancora su vantaggi in certi casi a due cifre nei luoghi che contano: California, New York, New Jersey, Arizona, Missouri, Massachusetts e Alabama. Obama puo’ rispondere con sondaggi che lo danno in testa in Illinois e Georgia, ma non e’ abbastanza. RealClear Politics, un sito che segue i sondaggi con l’attenzione con cui il Wall Street Journal analizza l’indice Dow Jones, indica una media nazionale che vede Hillary in testa con il 42,7% contro il 32,7% di Obama.
   Obama ha una settimana per ribaltare la situazione con l’aiuto degli ultimi sponsor saltati sul suo carro. Il senatore Ted Kennedy battera’ a tappeto la California, spendendo a favore di Obama la stima di cui gode soprattutto sul tema dell’ immigrazione, tra i piu’ importanti nello Stato. I Kennedy possono spostare l’elettorato nel campo del senatore nero anche in Massachusetts, dove giocano in casa e dove Obama conta anche sull’appoggio dell’ex candidato presidente John Kerry. Altre armi a Obama le fornisce il sostegno della popolare governatrice del Kansas Kathleen Sebelius, che lo ha abbracciato nel giorno in cui il senatore nero ha visitato lo stato dei propri nonni materni bianchi. Una prova di forza per Obama: mentre i Clinton tentano di dipingerlo come un candidato ‘per neri’, il senatore si e’ mostrato una scelta attraente in uno stato, il Kansas, dove dominano i bianchi e repubblicani e dove nessun candidato dei democratici per la Casa Bianca ha mai vinto dal 1964.
   Ma la geografia e la demografia del voto del 5 febbraio indicano che la minoranza che potrebbe fare la differenza stavolta non sono gli afroamericani, ma gli ispanici. Il 22,8% degli elettori in California sono ‘latinos’, e la percentuale - secondo l’istituto Pew Hispanic Center - e’ alta anche in altri stati-chiave: Arizona (17%), Colorado (12,3%), New York (11,4%) e New Jersey (9,9%). Tra ispanici e neri da sempre non corre buon sangue e non e’ un caso che i sondaggi indichino nella Clinton il candidato in vantaggio tra gli ispanici, in alcuni casi con stime che si aggirano intorno al 60%. Nello staff della senatrice, c’e’ chi ha cominciato a definire i latinos come il vero ‘muro di sbarramento’ che Hillary puo’ contrapporre per frenare Obama. Una strategia che ha pero’ un punto debole: gli immigrati dai paesi latinoamericani vanno poco a votare.
   Le statistiche di RealClear Politics indicano tra i repubblicani un vantaggio di sei punti per John McCain, che i sondaggi danno su scala nazionale al 26,3% contro il 20,3% di Mitt Romney e il 18,8% di Mike Huckabee. Soldi e organizzazione sul terreno possono fare la differenza in uno scenario come quello del Supermartedi’, e da questo punto di vista Romney e’ forse meglio attrezzato di McCain, mentre Huckabee sembra avere poche possibilita’. Ma il verdetto della Florida offrira’ un elemento di giudizio in piu’ e potrebbe segnare anche l’uscita di scena dell’ex favorito dei mesi scorsi: Rudy Giuliani.

1 Comment »

  1. Le primarie USA sul web said,

    February 1, 2008 at

    […] Dopo la Florida, conto alla rovescia per il Supermartedi’ […]

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