29.01.08

Muore ‘papa’ dei mormoni, un guaio in piu’ per Romney

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

A 97 anni d’eta’, ogni giorno puo’ essere l’ultimo e la morte e’ sempre in agguato. Ma Gordon B.Hinckley, il ‘papa’ dei mormoni, se n’e’ andato forse nel momento piu’ scomodo possibile per il primo seguace della sua chiesa che puo’ diventare presidente degli Stati Uniti. La scomparsa di Hinckley complica la vita a Mitt Romney: alla vigilia di un delicato voto in Florida, l’aspirante presidente ha dovuto ricordare a tutti di appartenere a una realta’ religiosa che molti americani giudicano una setta. […]

Il presidente della Chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi dell’ Ultimo Giorno - il nome ufficiale della chiesa mormone - si e’ spento per vecchiaia a Salt Lake City, nello Utah, lo stato fondato dai mormoni nel XIX secolo. Tra pochi giorni il Consiglio dei 12 apostoli, l’organo che guida la denominazione, come tradizione eleggera’ il piu’ anziano dei propri membri come successore di Hinckley: un incarico che andra’ a Thomas Monson, 80 anni, un ‘apostolo’ dal 1963.

La morte di Hinckley ha inevitabilmente riportato al centro dell’attenzione i problemi di Romney con la propria fede. L’ex governatore del Massachusetts spera di rilanciare la corsa alla Casa Bianca con una vittoria domani in Florida, uno stato dove i sondaggi lo indicano in testa alla pari con il senatore John McCain. Ma con un quarto dell’elettorato repubblicano rappresentato da cristiani evangelici, Romney punta tutto sulle proprie doti di ex manager capace di salvare l’economia americana, mentre non ha alcun interesse a ricordare di voler diventare il primo mormone nello Studio Ovale.

Hinckley pero’ gli ha giocato un brutto scherzo. Romney aveva convocato i giornalisti di buon mattino in una stazione di benzina a West Palm Beach, per una conferenza stampa con le palme e la scritta ‘Texaco’ alle spalle del candidato, che doveva servire ad attaccare le proposte di McCain sulla limitazione dei gas effetto serra. E invece in mezzo alle pompe di carburante Romney si e’ trovato a dover commentare la morte di Hinckley, avvenuta poche ore prima. ‘’Ci manchera’, e’ stato un uomo di carattere e coraggio - ha detto il candidato - ma ci mancheranno soprattutto la sua umilta’ e l’abilita’ di toccare le vite di ogni persona'’.

Romney ha promesso che nei prossimi giorni sara’ a Salt Lake City, per i funerali di Hinckley. Difficile per lui evitare l’evento, ma c’e’ da scommettere che il suo staff non gioisce all’idea delle telecamere che riprendono il candidato presidente in mezzo alle cerimonie di una chiesa vista con sospetto da molti evangelici, che non la considerano veramente ‘cristiana’ e ritengono il mormonismo un’eresia.

Romney nei mesi scorsi ha dovuto pronunciare un discorso solenne sulla fede, per cercare di dimostrare che il suo essere mormone non e’ un ostacolo sulla strada della presidenza, come l’essere cattolico non lo fu per John F.Kennedy. Ma negli ultimi tempi l’ex governatore ha cercato di evitare di toccare il tasto religioso, sapendo che non e’ certo un vantaggio per lui.

Hinckley, nipote di uno dei primi pionieri mormoni, ha guidato per 13 anni la chiesa che sotto la sua presidenza ha conosciuto un’espansione enorme. La presenza dei mormoni nel mondo si e’ estesa da 49 a 120 paesi e il numero dei seguaci e’ passato da 9 a 13 milioni di persone. Salt Lake City, il ‘vaticano’ dei mormoni, nel 2002 ha avuto visibilita’ mondiale come citta’ organizzatrice delle Olimpiadi invernali: un evento che ora risulta tra i successi nel curriculum di Romney, che ne fu l’artefice come presidente del comitato organizzatore.

I mormoni hanno anche aumentato il loro peso nella vita pubblica e nell’economia americana. Alla chiesa di Romney appartengono, per esempio, il leader dei democratici in Senato, Harry Reid, e altri 13 membri del Congresso, cosi’ come leader del mondo imprenditoriale come J.W. ‘Bill’ Marriott, che guida l’impero dell’omonima catena di alberghi.

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