07.02.08
Accetto scommesse… (2)
Grazie per le repliche alla scommessa. Provo a spiegare qualcosa di piu’ sul mio pronostico. Peraltro, ora che Mitt Romney si e’ ritirato, e’ chiaro che John McCain sara’ il candidato dei repubblicani. […] Tra le ragioni per cui McCain a novembre a mio avviso batterebbe Hillary c’e’ il fatto che nessun nome in America come il nome ‘Clinton’ puo’ coalizzare i repubblicani, anche se all’ala piu’ conservatrice del partito non piace troppo McCain. La differenza generazionale tra i due non e’ enorme, cosi’ come non e’ poi molto diversa la posizione che hanno in politica estera. McCain ha dimostrato di essere capace di raccogliere consensi anche in campo avversario, mentre la Clinton difficilmente potrebbe convincere repubblicani o indipendenti orientati a destra. Anche gli scontenti degli anni di Bush hanno una valida alternativa in McCain, che e’ stato per anni una spina nel fianco dell’amministrazione, e non avrebbero cosi’ necessita’ di emigrare tra i democratici. Quanto alle minoranze che hanno dato la vittoria a Hillary in California, come gli ispanici, avranno a disposizione un candidato repubblicano che sul tema dell’immigrazione e’ stato piu’ morbido di molti suoi colleghi. In definitiva, nel confronto tra due candidati che puntano sull’esperienza, credo la spunterebbe quello piu’ esperto e con una storia personale da eroe senz’altro piu’ spendibile di quella della secchiona Hillary.
Diversa e’ la storia nel caso di un confronto McCain-Obama. La sfida tra un 46enne e un 72enne e’ ricca di tranelli e incertezze (vale anche per Veltroni-Berlusconi: il Cavaliere ha solo un mese d’eta’ meno di McCain…), con un divario generazionale che puo’ giocare a vantaggio del senatore nero. Nei tre dibattiti televisivi di ottobre, spesso decisivi, non e’ difficile immaginare la grande retorica e la freschezza di Obama che hanno la meglio sull’immagine di McCain. L’entusiasmo delle nuove generazioni per Obama provocherebbe poi un aumento dell’affluenza alle urne che penso favorirebbe il senatore nero. Inoltre, a vantaggio di Obama gioca un’analisi del voto del Super Martedi’, quando ha dimostrato di poter vincere in stati tradizionalmente conservatori, mentre Hillary e’ andata a pescare solo nelle roccaforti democratiche (New York, California, Massachusetts). Alla fine, a novembre, a decidere le elezioni non saranno gli stati dove ha vinto la Clinton, ma una manciata di altri stati come Ohio, Florida o Pennsylvania. Se Obama riuscisse a spostare dalla sua parte uno o piu’ stati repubblicani - impresa impossibile per Hillary - puo’ bastargli per diventare presidente.
