16.02.08
Terremoto nei media USA, anche il New York Times taglia
L’effetto web, la trasformazione che Internet sta imponendo all’informazione, continua a provocare terremoti nei media americani. Per la prima volta a pagare e’ la redazione del prestigioso New York Times, finora risparmiata, che sara’ ridotta dell’8%. Ma il fenomeno riguarda tutti i quotidiani, come dimostrano altri tagli sull’ altra costa degli Usa, al Los Angeles Times, dove e’ appena arrivato il quarto direttore in meno di tre anni. […]
La redazione del quotidiano di New York ha raggiunto la massima estensione della propria storia, con 1.332 tra giornalisti e altro personale. Lo staff e’ cresciuto negli ultimi tempi in gran parte per l’aumento delle iniziative su Internet, ma adesso e’ proprio la concorrenza del web e la riduzione della raccolta pubblicitaria ad aver spinto la societa’ a decidere di tagliare 100 posti nella redazione. A differenza di quanto era accaduto in gran parte dei media americani, al Nyt i giornalisti per ora erano stati risparmiati e i tagli avevano riguardato altri settori o altri quotidiani del gruppo, come il Boston Globe.
Il direttore Bill Keller ha dato l’annuncio a una redazione colta di sorpresa, spiegando che il tentativo sara’ quello di far fronte ai tagli con buonuscite e blocco del turnover, ma che licenziamenti veri e propri non sono da escludere. Keller ha anche promesso che valutera’ se tagliare alcuni bonus ai vertici della redazione, per risparmiare soldi e salvare posti.
La scure al Nyt e’ l’ennesimo segnale di una riorganizzazione in corso nei media americani che spesso ha aspetti traumatici. Il Los Angeles Times ha appena annunciato un centinaio di licenziamenti. Il gruppo Tribune, che controlla il quotidiano di Los Angeles, ha reso noto che complessivamente tagliera’ il 2,5% dello staff con un’ operazione che riguarda anche altre due testate storiche, Chicago Tribune e Baltimore Sun. Russ Stanton, che guidava il settore online al Los Angeles Times, e’ stato chiamato alla direzione, dopo che il predecessore si e’ dimesso per non dover gestire la fase dei tagli.
‘’Ho accettato l’incarico - ha detto Stanton, parlando all’ inquieta redazione a Los Angeles - perche’ sono stanco di questo incubo. Dobbiamo interrompere questo ciclo autolesionista che ci vede sempre sconfitti. La nostra strategia di combattere, perdere e quindi ridimensionare, non funziona piu”’.
Ma le ricette per invertire il trend sono ancora incerte. Gli introiti dei quotidiani cartacei calano, la pubblicita’ migra verso il web (-7% nel 2007 per i giornali), le nuove generazioni cercano le news altrove e colossi di Internet come Google stanno entrando di prepotenza anche nel mondo dell’informazione. Un passo innovativo per rispondere a questo stato di cose e’ stato annunciato ieri da quattro big dei media, Gannet (Usa Today), Hearst, New York Times e Tribune, che si sono alleati in una nuova societa’ chiamata ‘QuadrantOne’, per creare una rete di raccolta comune della pubblicita’ online che sfidi il network stabilito da Yahoo! con varie piccole e medie testate. QuadrantOne permettera’ agli inserzionisti di raggiungere, attraverso un solo interlocutore, oltre 120 quotidiani i cui siti web collezionano 50 milioni di visitatori unici al mese.
Le sfide per il New York Times sono in questo periodo molteplici. Rupert Murdoch con il suo Wall Street Journal intende diventare un’alternativa al Nyt e sta aumentando la produzione di informazione politica. La redazione di 750 persone al Wsj e’ destinata a crescere, in controtendenza rispetto agli avversari. Il Times deve trovare anche il modo di ridurre le spese redazionali: il budget di 200 milioni di dollari di cui dispone la redazione e’ stato messo a dura prova dalla decisione di mantenere un ufficio in Iraq che costa 3 milioni l’anno e dalla copertura di una corsa alla Casa Bianca mai cosi’ intensa.
Infine, l’editore Arthur Sulzberger deve fare i conti con il crescente potere di un gruppo di investitori, legati a un paio di ricchi ‘hedge funds’, che hanno raccolto il 10,5% delle azioni del Nyt e chiedono di cambiare strategie, per puntare sempre piu’ su Internet.
