25.02.08
Obama in turbante, crescono i veleni tra timori d’attentato

Il Texas si prepara a un voto decisivo nella corsa alla Casa Bianca e una manina maliziosa, forse legata a Hillary Clinton, fa girare una foto di Barack Obama con in testa un turbante. Il tentativo evidente e’ quello di dipingerlo come un personaggio esotico e poco americano, agli occhi di elettori che indossano cappelli da cowboy. Ma tra i veleni di una campagna elettorale sempre piu’ tesa e urlata, a far notizia sono anche sussurri insistenti di chi teme per l’ incolumita’ del primo nero con serie aspirazioni presidenziali. […] In vista delle primarie texane del 4 marzo, Obama in questi giorni ha fatto tappa piu’ volte a Dallas, scenario tragico nel 1963 dell’assassinio di John F.Kennedy. Il senatore nero gira accompagnato da esponenti del clan kennedyano e la campagna sta per incrociare il 40mo anniversario della primavera di sangue del 1968, quando l’America vide uccidere due ‘profeti della speranza’ come Martin Luther King e Robert Kennedy. Ce n’e’ abbastanza per alimentare le preoccupazioni intorno a un candidato che gira attorniato da agenti del Secret Service, il corpo speciale che vigila anche sul presidente.
‘’Ho la migliore protezione al mondo, quindi smettete di preoccuparvi'’, ha detto Obama a sostenitori che gli hanno espresso timori a Dallas, incontrandolo poco dopo che la sua auto con scorta aveva attraversato Dealay Plaza, il teatro dell’ assassinio di Jfk. ‘’Ne’ Bobby Kennedy, ne’ Martin Luther King avevano la protezione del Secret Service'’, ha ripetuto ‘Renegade’ (il nome in codice che la scorta ha assegnato a Obama), aggiungendo che venir fatto fuori ‘’non e’ qualcosa su cui spreco molto tempo a riflettere'’. Eppure, secondo il New York Times, tra i fan del senatore nero crescono l’inquietudine e la percezione che la straordinaria ascesa politica del senatore 46enne possa finire nel sangue.
Le percezioni non vengono mai sottovalutate nella corsa alla Casa Bianca. Lo sa bene chi ha fatto arrivare al sito di gossip politici Drudgereport una foto di Obama in turbante bianco e avvolto in vesti tradizionali africane, scattata nel 2006 durante una visita a Wajir, in Kenya, vicino al confine somalo. Il padre di Obama proveniva dal Kenya e il senatore visito’ i luoghi paterni seguito da migliaia di persone. Far riemergere la foto adesso puo’ essere un gioco politico sporco, dopo giorni di critiche alla moglie di Obama, Michelle, per frasi ritenute poco patriottiche. Il senatore nero ha dovuto difendersi da accuse di essere un esotico snob, un intellettuale lontano dall’americano medio. L’immagine con il turbante puo’ avere un potente effetto mediatico in questo senso, nonostante sia un’abitudine normale per i politici americani quella di indossare abiti tradizionali. La foto inoltre serve a far riemergere le voci sulle presunte simpatie islamiche di Obama, legate solo al fatto che da bambino viveva in Indonesia, una nazione musulmana.
David Plouffe, il manager della campagna di Obama, ha preso per buone le insinuazioni di Drudgereport sulla matrice clintoniana del gesto e ha attaccato a testa bassa la Clinton, accusandola di aver dato vita ‘’al piu’ vergognoso e offensivo gesto da strategia della paura che abbiamo visto in entrambi i partiti in queste elezioni'’. Susan Rice, consigliere di politica estera di Obama, ha rincarato la dose, sostenendo che far girare la foto e’ un gesto mirato a provocare divisioni e a suggerire ‘’che abitudini e cultura di altre parti del mondo meritano di venir ridicolizzati e condannati'’.
L’ex First Lady, esplosa nel fine settimana contro Obama invitandolo a ‘’vergognarsi'’ per volantini che diffonde su di lei, ha fatto rispondere per le rime alla manager Maggie Williams. ‘’Ne abbiamo abbastanza'’, ha tuonato la Williams. ‘’Se vogliono suggerire che una foto che lo ritrae in indumenti tradizionali somali crea divisione - ha aggiunto - dovrebbero vergognarsi. Non e’ altro che un tentativo ovvio e trasparente di distrarre dalle questioni serie con cui il paese deve fare i conti e creare proprio quella divisione contro cui gridano'’.
In effetti, la polemica ha distratto l’attenzione da un discorso di politica estera che la Clinton ha pronunciato a Washington. Ma la senatrice, pur esprimendo tutto lo sdegno per le accuse di Obama, non ha smentito di essere all’origine della diffusione della foto.

tfrab said,
February 25, 2008 at
primarie americane, un senatore nero candidato per i democratici, un possibile attentato…
ci sarà mica un victor drazen recluso in qualche carcere segreto?