20.03.08
Iraq, 5 anni: Obama all’attacco di McCain
Sara’ anche un esperto di politica estera, ma il senatore John McCain ‘’ha appena confuso sciiti con sunniti, l’Iran con Al Qaida'’. Un Barack Obama pungente, che mette nel mirino direttamente l’avversario dei democratici a novembre, ha approfittato del quinto anniversario della guerra in Iraq per proporsi come ‘’la vera alternativa'’ a McCain e a Hillary Clinton per la Casa Bianca. E ha anche cercato di spostare il tiro dai guai della sua campagna. […]
I giornali negli Usa sono pieni di analisi sul discorso sul razzismo con il quale il senatore nero ha tentato di prendere le distanze dal controverso pastore e amico di famiglia Jeremiah Wright. Le uscite antiamericane e a forti tinte razziali di Wright, hanno creato la maggiore crisi fino a ora nella corsa di Obama alla Casa Bianca e i sondaggi indicano che il suo vantaggio nazionale sulla Clinton e’ andato esaurito. Per non restare chiuso nell’angolo di un dibattito incentrato sul colore della pelle, il senatore dell’Illinois ha cosi’ scelto di cavalcare il tema dell’Iraq, con un discorso pronunciato in North Carolina a due passi da Fort Bragg, la gigantesca base dell’82ma Divisione aviotrasportata e delle Forze speciali: un’ area dove praticamente non c’e’ famiglia che in questi cinque anni non sia rimasta segnata in qualche modo dalla guerra.
McCain, piu’ che Hillary, e’ diventato l’obiettivo di Obama, che deve combattere la percezione di essere inesperto per lo Studio Ovale rispetto ai due avversari. Il settantunenne senatore repubblicano gli ha dato una mano, con una gaffe ieri in Giordania, dove ha confuso i terroristi sunniti di Al Qaida con gli estremisti sciiti appoggiati da Teheran. Un errore, ha infierito Obama, ‘’che forse spiega perche’ ha votato per andare in guerra contro un paese che non aveva legami con Al Qaida. O perche’ e’ assolutamente incapace di capire che la guerra in Iraq ha fatto piu’ per rafforzare i nemici dell’America di ogni altra scelta strategica che abbiamo preso da decenni'’.
Ce n’e’ ovviamente anche per la Clinton, accusata da Obama di essersi convertita alla causa anti-guerra solo dopo aver autorizzato l’intervento nel 2002. L’ex First Lady giorni fa ha presentato un piano in tre punti per avviare la riduzione delle truppe in Iraq 60 giorni dopo essere diventata presidente e coinvolgere l’Onu e gli alleati in Europa e Medio Oriente. Obama ha rilanciato con un piano che prevede ‘’di mettere fine alla guerra ritirando 1-2 brigate al mese'’, e punta invece a rafforzare l’impegno militare americano in Afghanistan.
‘’Il fronte centrale della nostra guerra contro Al Qaida - ha detto - e’ in Afghanistan e in Pakistan'’. Sul territorio afghano, ha avvertito il senatore, e’ necessaria ‘’maggiore assistenza, con minori restrizioni, da parte dei nostri alleati della Nato'’. Quanto al Pakistan, Obama ha ribadito l’idea - che gli e’ gia’ costata critiche in passato - di essere pronto a ordinare attacchi sul suolo pachistano, anche senza autorizzazione da Islamabad, ‘’se ci sono informazioni di intelligence affidabili sui vertici di Al Qaida'’.
L’immagine di oppositore della prima ora della guerra, offre a Obama un chiaro elemento con cui differenziarsi dalla Clinton agli occhi degli elettori, e il senatore e’ intenzionato a sfruttarlo a fondo per convincere i democratici di avere piu’ possibilita’ dell’ex First Lady contro McCain. E per cercare di distogliere l’attenzione dei media dal reverendo Wright.
